Attualità Magazine - Martedì 7 febbraio 2017

Ballerina, la danza in un film d'animazione

di Irma Silletti
Ballerina

Félicie e il suo miglior amico Victor vivono in un orfanotrofio della Bretagna, ma sognano di scappare a Parigi, lei per inseguire il suo sogno di ballare all'Opéra, lui per diventare il più grande inventore di tutti i tempi. E nella Parigi di fine '800, tra una Torre Eiffel in costruzione e la Statua della Libertà appena accennata, ci arrivano davvero, spaesati ma contenti. Di produzione franco-canadese, il film d'animazione di Éric Summer ed Éric Warin è una bella storia che insegna a credere nei sogni grazie alla perseveranza, al sacrificio e a un pizzico di sana fortuna.

Una trama a lieto fine scontata sin da subito, però, che lascia ben poco all'immaginazione nella costruzione dei personaggi. A partire da Félicie, che si trasformerà da goffa e sgraziata a elegante protagonista della danza, tutte le figure che le ruotano attorno rappresentano dei comprimari vittime e carnefici della realizzazione a cui è destinata l'étoile in erba. Mossa da una fortissima passione e dal ricordo della madre che tiene vivo grazie a un carillon danzante, Félicie supererà ostacoli e insidie grazie al coraggio e alla fiducia di Odette, ex grande ballerina fermata da un incidente, a cui la (vera) Etoile Eleonora Abbagnato presta la voce. Alle due figure positive e sfortunate si contrappone la perfidia di Madame Régine Le Haut (doppiata da Sabrina Ferilli) e di sua figlia Camille, acerrima rivale sul palcoscenico della protagonista, personaggio altezzoso e pronto a tutto pur di aggiudicarsi il ruolo di Clara nello Schiaccianoci.

I giudizi severi e inflessibili di Mérante uniti alle coreografie di Aurélie Dupont, sullo sfondo di una Parigi pronta a sbocciare, accompagnano una splendida danseuse che non si lascia scoraggiare e che alle debolezze, fisiche e mentali, risponde con cuore e coraggio da vendere.