Magazine - Martedì 17 gennaio 2017

Perché lui non vuole una storia a distanza?

di Antonella Viale

Cara Antonella,

ti scrivo perchè ho bisogno del tuo parere. Ho 27 anni e un mese fa ho conosciuto in un locale, tramite amici di amici, un ragazzo di 30, che purtroppo lavora in una città vicina anche se è originario della mia stessa città e ci torna appena può. C'è stato subito un gioco di sguardi e uno scambio di battute, il giorno dopo mi ha cercata su Fb. Abbiamo cominciato uno scambio di messaggi a cui io inizialmente non ho dato molto peso, parlandoci nei ritagli di tempo in amicizia, pensando che la cosa finisse lì. Invece più passavano i giorni più l'interesse reciproco cresceva, c'era tantissimo feeling mentale e un sacco di argomenti in comune. Ci vediamo per un caffè. E la magia si ripete. Durante l'uscita però lui comincia a dire frasi tipo: «Io purtroppo vivo fuori, non ho mai avuto una fidanzata della mia città, sono costretto a farmi una vita lì dove sono anche se al momento sono single».

Gli racconto un po' di me della mia storia passata (uscivo da circa cinque mesi da una storia di 6 anni) e poi al momento di riaccompagnarmi a casa, durante i saluti mi strappa quasi un bacio. Ho provato un'attrazione molto forte e anche lui, così decidiamo di vederci di nuovo la sera. La sera la magia si ripete: non solo viviamo una bellissima serata, andiamo in un paese vicino molto suggestivo a passeggiare, poi andiamo a cena in un locale e non si sa per quale strano motivo, lo troviamo deserto. La sala è stata tutta la nostra e alla fine parlando e scherzando, scoppia un bacio mozzafiato. Mi dice che si trova benissimo, che gli piaccio davvero e non vuole portarmi solo a letto, infatti ci fermiamo. Da quella sera, per tutto il tempo in cui si è trattenuto in città siamo usiciti tante altre volte. Purtoppo mentre l'interesse cresceva e la complicità anche, lui lasciava sempre trapelare queste frasi del fatto che è impossibilitato ad impegnarsi, anche se gli sarebbe piaciuto perché non se la sente di fare una storia a distanza (le nostre città sono a circa 2 ore di macchina) perché è struggente, perché lui ha bisogno di vivere la quotidianità e non mi può offrire tutto quello che merito e così via.

Nonostante tutto decidiamo di continuare a frequentarci. Ci vediamo anche durante le vancanze di Natale: mi presenta agli amici, al fratello, mi dice che ha detto ai suoi amici che si vede con me. Dopo un mese di conoscenza, facciamo l'amore. E durante l'amore lui mi sussurra persino ti amo! Il giorno dopo ci vediamo per salutarci, perché lui doveva ripartire a causa della neve, ci sono ancora baci e telefonate.

Una volta rientrato a lavoro però, mi accorgo che comincia a diventare più freddo: dopo circa una settimana lo sento al telefono e mi confessa che in realtà ha voluto raffreddare il suo modo di fare nei miei confronti perchè temeva di creare in me delle aspettative. Anche io sono stata onesta: gli avevo detto che non sono una ragazza capace di separare corpo e cuore, sono in una fasenuova della mia vita, dove sto costruendo il mio futuro ed ho voglia di costruire qualcosa anche a livello sentimentale. E di fronte a questo equilibrio perfetto di passione e affinità caratteriale avrei desiderato un impegno maggiore da parte sua.

Forse ho sbagliato dopo un mese a confessare questa cosa: fatto sta che lui mi ha risposto che purtroppo non ha cambiato idea e che dovrei vivermi questa cosa senza pensare al futuro, che un mese è troppo poco per capire se in lui un sentimento è maturato; che non mi può nemmeno impedire di vedere altre persone e se lui si sentirà solo, cosa che la distanza agevola, forse potrebbe vedere anche lui altre ragazze. Voleva che andassi a trovarlo, ma alla fine ho rifiutato con questi presupposti. Io non mi sento di trasformare questo inizio perfetto in una relazione con incontri occasionali e di passione, non sono fatta per queste situazioni non le ho mai avute.

In verità Antonella io sono a pezzi ma non gliel'ho dato a vedere. Ho accettato questa sua decisione perché le sue parole mi hanno spaventato, soprattutto dopo che c'è stato un avvicinamento fisico e dopo che mi ha detto ti amo. Ma non sono nemmeno un'ingenua, a volte penso che forse si stato tutto solo un gioco o di aver a che fare con un manipolatore. E allora perché Antonella? Dovevo forse ricorrere a qualche trucchetto, fingere disinteresse, prestarmi a questa situazione così senza progettualità, investendo del tempo, dicendo delle bugie ai miei genitori per andare da lui... Sperando che cambiasse idea? Una volta ho usato la parola "investimento" e lui questa parola non l'ha mai voluta più sentire: dice che significa che io ho bisogno di ottenere per forza qualcosa in cambio.

Aiutami.
Grazie,

Lady

Cara Lady,
temo che tu abbia indovinato: è un manipolatore. Uno che si è fatto la storia che voleva lui, con i tempi che voleva lui, inventando anche gli ostacoli perché gli andava bene così. E sta' tranquilla: se anche avessi usato tecniche manipolatorie a tua volta, non sarebbe cambiato niente.

Difficile capire perché ci siano uomini così a quell'età: ci si aspetta un grado di maturità diverso. Mi riesce difficile anche capire perché alla tua età sia necessario mentire ai genitori. Mi viene addirittura il dubbio che forse tu ti sia spinta un filo troppo oltre con le aspettative palesate. Non rispetto a quelle di lui, per te. La risposta ce l'hai solo tu. Ma in ogni caso i trucchetti portano solo guai. Se avevi bisogno di una relazione rassicurante e lui non è in grado di garantirla, è andata bene così: i rapporti di potere logorano.Cerca di non pensarci più, nemmeno se tornasse.

Ciao,

Antonella