Viaggi Magazine - Venerdì 9 dicembre 2016

Un viaggio tra la Napoli sotterranea e la via dei Presepi

di Pietro Tarallo
Napoli, veduta del golfo
© Massimo Bisceglie

Sempre più ammagliatrice, Napoli, anche questa volta mi ha sedotto. Risplendente di luci per le prossime feste e animata da turisti provenienti da ogni parte del mondo, pare che non si fermi mai. Le sue strade sono piene di persone fino all’alba. Ecco la mia Napoli che spero divenga presto anche la vostra.

Nelle viscere di Napoli. Spettacolare e avveniristica, la Metropolitana non solo consente di spostarsi velocemente, ma soprattutto regala la visione di capolavori d’arte e di alta tecnologia nelle sue stazioni, una più stupefacente dell’altra. D’obbligo utilizzarla e rimanere incantati, come mi accade sempre dinanzi alle scale mobili sospese nel vuoto della Stazione Garibaldi, un labirinto di cristallo, acciaio e luci che pare di essere dentro il film Brade Runner. Così nella Stazione Toledo dove il mare è il protagonista nei mosaici murali e nella vertiginosa torre conica.

Tutto l’intrigante fascinino del sottosuolo napoletano lo si scopre grazie alle visite guidate teatralizzate organizzate da Nartea (www.nartea.com, 3346227785) alla Galleria Borbonica che si apre in vico del Grattone 4, labirinto sotterraneo incantato. Si entra così nella magia di un mondo fantastico grazie ai racconti e ai canti di attori che narrano le vicende secolari del ventre di Napoli risalenti ai tempi dei greci e dei romani percorrendo una vasta rete di grotte scavate per ricavarne tufo per le costruzioni.

Il Cimitero delle Fontanelle, situato nell’omonima via nel quartiere Sanità, testimonia il culto che i napoletani hanno da sempre per i loro morti. Qui sono conservati i resti di 40.000 persone vittime della peste del 1656 e del colera del 1836. File di crani, perfettamente conservati e allineati, che hanno assunto la preziosità dell’avorio per le innumerevoli mani di devoti che li hanno sfiorati in appassionate preghiere.

Francesco Di Bernardo ha voluto rendere omaggio a un grande personaggio partenopeo: Luciano De Crescenzo. Nel suo Museum, ricavato nelle ex stalle di un palazzo del centro storico, in largo Corpo di Napoli 3 (www.museum-shop.it, 3891194169), ha allestito un’interessante mostra con i disegni e le fotografie dell’autore di Così parlò Bellavista, che ne ricostruiscono la storia e le molteplici opere fin da quando lavorava all’IBM.

Napoli d’avanguardia. Spicca nel panorama culturale partenopeo il Museo MADRE, in via Luigi Settembrini 79 (www.madrenapoli.it), nell’ottocentesco Palazzo Donnaregina, nel cuore storico della città, che espone opere dei più noti artisti italiani e internazionali d’arte contemporanea in mostre decisamente significative e attente a tutti i fenomeni di ricerca artistica a livello globale. Non dimenticate di salire fino alla terrazza dell’ultimo piano: davanti a voi si apre una visione inedita della città che pochi conoscono.

Lo stesso discorso vale per il Teatro San Carlo (www.teatrosancarlo.it), completamente rinnovato, a pochi passi dalla superba Piazza del Plebiscito. Lo sapevate che, essendo stato costruito nel 1737, il San Carlo è più antico di 41 anni della Scala e di 55 della Fenice? Nella sua splendida cornice allestisce non solo opere liriche e concerti, ma anche balletti classici e non. Tanto che è diventato crocevia di musicisti, direttori d’orchestra, cantanti e ballerini di fama internazionale.

Sogni partenopei. Ospitalità doc nell’Hotel Le Orchidee dove ho soggiornato in una camera ampia e luminosa che si affaccia su piazza Bovio, detta anche piazza Borsa. Confortevole, ben arredata e con servizi igienici inappuntabili. Si entra da corso Umberto I, conosciuto come il rettifilo, arteria chiave della Napoli dei primi del Novecento, e si sale con un ascensore d'epoca oppure con uno scalone di marmo. Si è accolti da personale gentile e disponibile, sorridente e ospitale come il suo proprietario. Dai balconi lo sguardo spazia sulla piazza, dove c'è la stazione della nuova metropolitana, e sulla collina di San Martino (www.hotelleorchidee.it).

Notti romantiche e atmosfere glamour al Belmond Hotel Caruso, gemma preziosa di Ravello, borgo dorato con vista spettacolare sulla costiera amalfitana, a circa 90 km da Napoli. Offre un servizio raffinato, la piscina a sfioro sospesa nel blu cobalto del cielo, il vasto parco sempre fiorito, l’orto dei sapori, la spa dotata di una carta sapiente di trattamenti. Anche qui peccati di gola. Per farli occorre affidarsi alla sapiente guida di Massimo Pisciotta, restaurant manager, e di Danilo Imbimbo, spumeggiante capo barman che ha inventato Hugo, cocktail dagli aromi mediterranei a base di prosecco, mentuccia selvatica, rosmarino, limone “sfusato” amalfitano ricco di olii essenziali. Ecco due piatti consigliati e creati dallo chef Mimmo Di Raffaele: Crudo del Mediterraneo e Crema di zucca con funghi e gamberi. (www.belmond.com).

Peccati di gola. Nella Trattoria da Nennella si è accolti con il sorriso e scherzosamente maltrattati in puro napoletano dal proprietario che, manco a dirlo, si chiama Ciro. Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, in un palazzo storico sofferente per i secoli, è un’istituzione della ristorazione. Di qui ci passano tutti: studenti, impiegati, signore della Napoli Bene, imprenditori, giornalisti, fotografi e fotomodelle che si mescolano con i numerosi turisti che ogni giorno affollano i suoi tavoli. Si fa la coda per conquistare un posto. Ma il tempo d’attesa è sempre breve. Poi si è catapultati ai tavoli delle salette interne fra le urla dei camerieri che prendono le ordinazioni e le trasmettono ai cuochi della cucina a vista. Pasta e lenticchie, pasta e patate con provola e friarielli sono le specialità della casa. I prezzi sono super economici. (Trattoria Nennella, tel. 081414338, Vico Lungo Teatro Nuovo).

Dietro corso Umberto I, a pochi passi dall’Università, la Trattoria Mangia e Bevi è sempre super affollata a pranzo, non solo di studenti, ma anche di professori e professionisti, per la bontà dei suoi piatti casarecci e l’ottimo rapporto prezzo/qualità. Fra le molte proposte del menù sono da preferire le penne alla sorrentina con scamorza, il risotto alle verdure e contorni di stagione. Si scelgono i piatti, anche a base di pesce, che si segnano su di un foglietto da dare a uno dei numerosi camerieri. Mentre si scambiano quattro chiacchiere con i vicini di tavolo, i piatti fumanti arrivano in pochi minuti, gustosi e ben preparati. (Trattoria Mangia e Bevi, via Sedile di Porto 92, tel. 0185.529546).

Per gustare la pizza più autenticamente napoletana bisogna andare dalla Pizzeria Oliva di Carla e Salvatore, in piazza Sanità 11 (tel. 081.5449871), nel cuore del famoso quartiere, dove i proprietari preparano ogni tipo di pizza. Gustosissime sono la Quadrifoglio, con ricotta, salame, friarielli e salsiccia, e la Cannelloni al ragù, una sinfonia di gusti indescrivibili.

Mentre in via Toledo, al numero 206, al piano terra dello storico palazzo Domenico Barbaja, dove ha vissuto Giacomo Rossini dal 1815 al 1822, da Passione di Sofi (www.passionedisofi.com) in un tipico cuoppo, cartoccio di carta gialla paglia, sgranocchio goloso con il fritto napoletano a base di crocchè, arancini, verdure pastellate, ciurilli e altre prelibatezze tutte da scoprire.

Per sfogliatelle e babà c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io preferisco quelli/e della minuscola Mary, nella Galleria Umberto I, costruita nel 1887, e dell’Antico Forno Attanasio, in Vico Ferrovia 1 (www.sfogliatelleattanasio.it), vicino alla stazione centrale, dove bisogna purtroppo fare la coda. Non dimenticatevi della Pasticceria Mazzaro, in via dei Tribunali 51 (tel. 081.454905, www.pasticceriamazzaro.it), famosa sia per le sue sfogliatelle calde.. calde.. sia per i suoi babà giganti!

Molto trendy è La Crêperie, in Piazzetta Durante (334 748 6617),nel quartiere residenziale del Vomero, inventata da Marialaura Grillo. Le infinite varietà di crepes sono condite da musiche eseguite dal vivo da complessi jazz, fra cui quello di Giancarlo Bobbio.

Il caffè lo vado solitamente a prendere dal Bar TICO, in via Duomo 246, poco distante dal Duomo e dal tesoro di San Gennaro. Che, pensate, prepara oltre mille caffè al giorno! Tatillo, giovane barman, mi consiglia di bere prima un po’ acqua per pulirmi la bocca e poi gustare il caffè, che è servito già zuccherato.

Aspettando Natale. Che a Napoli è una cosa seria e un’occasione per fare festa. Ovviamente tutti vanno in via San Gregorio Armeno, nel centro antico che collega i due decumani romani, l’attuale via dei Tribunali e Spaccanapoli, a comprare le statuine del presepe. Che ogni anno sono diverse perché la fantasia dei maestri dal Settecento regala novità inedite che si rifanno anche all’attualità. Quest’anno oltre a quelle di Papa Francesco, Hilary Clinton e Trump, è richiestissima quella di Maradona che sostiene un cartello con scritto: Te lo dico da argentino: Higuaìn sei na latrin!!!.

Se poi volete acquistare un presepe classico dovete andare dalla bottega della famiglia Di Virgilio che dal 1830 realizza statuette in terracotta policroma, ma anche in legno di tiglio intagliato impreziosite da abiti realizzati in seta di San Leucio cuciti a mano, e crea fantasiose scenografie. (Di Virgilio, via San Gregorio Armeno 18, tel. 081.5524064, www.divirgilioart.com).

Foto