Libri Magazine - Mercoledì 25 febbraio 2015

Supernotes. All'inferno per un pugno di dollari (falsi)

© kishjar? / Flickr.com

Magazine - 373 giorni di prigionia in Cambogia. Dollari maledetti e invisibili. La storia dell’agente segreto italiano che doveva morire. Così recita la fascetta apposta sopra la cover di Supernotes (Mondadori, 2014, 389 pp, 19 Eu), il libro di Agente Kasper e Luigi Carletti che è diventato un caso letterario internazionale.

La spy story dell’agente Kasper narra in presa diretta la sua discesa nell'inferno dei Supernotes, quei dollari falsi ma maledettamente veri, per scontare l’unica vera colpa, l’aver scoperto dov’era la stamperia, averli visti e toccati con mano e, soprattutto, aver capito chi c’era dietro la rete dei Supernotes, quelle montagne di falsi/veri dollari, in giro per il mondo per finanziare la China, senza la H e la N.
Una scoperta che all’ex carabiniere, agente dei servizi segreti e del Ros, è costata più di un anno, ben tredici mesi, di terribile prigionia in Cambogia, con la morte sempre in agguato. Due tentativi di fuga invano e infine al terzo, il miracoloso ritorno alla liberta, alla civiltà, alla vita.

Una storia incredibile annotata minuziosamente su tanti quaderni a quadretti che è diventata un romanzo, dove la realtà surclassa la fiction. Dove si narra anche di alcuni segreti aspetti della recente storia italiana, che vanno da Gladio, al piano per eliminare i fedeli di Mandela, alla guerra dei Balcani.

Un romanzo sui Supernotes o piuttosto una verità romanzata? Una storia comunque scritta in accoppiata dall’Agente Kasper (uno dei tanti nomi in codice di...) e da Luigi Carletti, giornalista e scrittore per trent'anni nel Gruppo Espresso-Repubblica. Una spy story che ha fatto la delizia dei giornali e della televisioni italiane, ha provocato uno scontro in Mondadori per uno scoop poco lusinghiero tirato malignamente fuori dal Giornale, il quotidiano editoriale di punta della famiglia, è entrata ben presto nella classifica dei libri più venduti ed è in corso di traduzione all’estero.

L’inferno esiste e io ci sono stato! Così spiega Kasper nelle prime righe di apertura del libro, parlando in prima persona. Ha scontato 373 giorni di prigionia, poi la fuga, il funambolico ritorno in Italia, la disperata ricerca di costruirsi una vita normale, una famiglia e infine l’incontro con il giornalista Luigi Carletti, conosciuto al termine di un’operazione alla 007, l’operazione Pilota, coordinata allora dal giudice fiorentino Pier Luigi Vigna, che aveva inferto un durissimo colpo al narcotraffico internazionale. Un incontro che si è trasformato nella molla per riscrivere e romanzare la sua drammatica odissea.

Kasper, poliglotta, pilota d'aereo, esperto di arti marziali e di ogni tipo di arma ed esplosivo, con legami familiari statunitensi, era già stato protagonista di spaventose avventure alla 007, ma la vicenda in Cambogia è stata la peggiore da vivere e da sopportare. Su tutta la vicenda, secondo Carletti, è pesato molto il veto delle autorità americane che in quel momento seguivano il caso. Il pericolo è venuto da oltreoceano, da coloro che Kasper credeva amici e alleati.

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