Food Magazine Mercoledì 2 luglio 2014

Giallo Zafferano, ecco lo studio dove nascono le ricette

Sonia Peronaci, icona di Giallo Zafferano
Altre foto

Magazine - Se si vuole toccare con mano una delle storie di successo dell'internet italiano, è necessario percorrere la lunga strada che costeggia San Vittore, a Milano, in quella zona a due passi dalla cerchia dei Navigli fatta di caseggiati bassi e binari del tram dismessi. Ex capannoni industriali: una volta ospitavano officine meccaniche, oggi hanno la faccia dei locali alla moda, delle palestre pettinate e delle concessionarie. E della nuova sede di Giallo Zafferano, il sito di cucina più visitato e famoso d'Italia, quello dove chiunque - dal dilettante al virtuoso dei fornelli - si è imbattuto almeno una volta.

A dirlo sono i numeri: con oltre un milione e mezzo di visite al giorno (ma sotto Natale si supera agilmente la barriera dei tre milioni) Giallo Zafferano è il primo sito italiano del settore, un brand tanto forte da superare gli steccati della rete per diventare una serie di libri cartacei, un programma televisivo, un caso di studio da proporre nelle università.
Tutto merito di un format professionale, rassicurante e sempre uguale a se stesso. Merce rara nel mare magnum dei blog di cucina.

Il successo del sito è accostato all'immagine di Sonia Peronaci, la cuoca che ha iniziato a registrare nella cucina di casa e oggi è il volto diventato familiare a milioni di internauti. Ma com'è facilmente intuibile la gestione di un'azienda come Giallo Zafferano è qualcosa di molto più complesso: nella sede lavorano una ventina di persone, necessarie per organizzare l'attività di un centro di produzione composto da due cucine (una attrezzata a studio televisivo), uno studio fotografico, una dispensa, un'area per la gestione dei social network, una redazione, un camerino per il trucco e un guardaroba.

Eppure la storia di Giallo Zafferano inizia molto più in piccolo, dall'intuizione di un commercialista con il pallino di internet. «Siamo partiti il 6 giugno 2006, una data diabolica» scherza Francesco Lopes, che dopo una vita tra numeri e fatture ha scelto la strada della rete. Prima con un sito dedicato al fisco, poi con la cucina. E lì è arrivata la prima svolta.

La seconda arriva nel 2009, quando i numeri realizzati da Sonia e Francesco attirano l'attenzione di Banzai, il colosso dell'IT che tra eCommerce, Adv e scrittura di contenuti (da Il Post a Studenti.it) gestisce ogni mese il traffico di buona parte dei siti più visitati in Italia. La società propone un finanziamento: nasce il primo studio in uno scantinato, arredato Ikea, dove vengono girate le videoricette.
Poi arrivano i social network e il traffico aumenta ancora: «Giallo», come lo chiama affettuosamente Francesco, diventa un format interessante per la tv, si fa avanti la Fox. Serve una nuova sede, adatta per le riprese televisive. E nasce lo studio che abbiamo visitato, nella tana di Banzai.

«Di là curano la raccolta pubblicitaria e gli aspetti tecnici - spiega Francesco indicando con la mano le finestre oltre il cortile - Così noi possiamo concentrarci solo sulla produzione dei contenuti».
Nelle giornate di punta, si registrano fino a tre nuove videoricette. Anche se i piatti più visti del sito sono sempre gli stessi: meglio delle crepes, finora non è riuscito a fare nessuno.

Ma qual è l'utente tipo di Giallo Zafferano? «Al 75% una donna di età tra i 25 e i 45 anni - spiega Francesco - Poi ci sono i ragazzi all’estero, che partono per l'Erasmus e a casa non avevano mai cucinato: devono imparare o ispirarsi, e su Giallo trovano tutto quello che serve».

Potrebbe interessarti anche: , Formaggi: tre gustose ricette , Milano Sanremo del Gusto, viaggio gourmet tra Liguria e Lombardia , Panarello: esperienza e tradizione per i nuovi biscotti del lagaccio integrali , Feste di Laurea a Milano: una guida online per scegliere il locale giusto , Aiutare i bambini a disegnare: la città come fonte di ispirazione

Fotogallery

Oggi al cinema

Parigi a piedi nudi Di Fiona Gordon, Dominique Abel Commedia 2016 Guarda la scheda del film