Libri Magazine - Giovedì 30 novembre 2006

Segnali di Fumetto

di Francesco Cascione
© www.sergiobonellieditore.it
Partire dal futuro per raccontare di un nuovo medioevo.
Semplice eppure affascinante l’idea che nel 1998 fa arrivare nelle edicole di tutta Italia un fumetto che all’epoca era assolutamente nuovo. ha occhi chiari ma cupi, è solitario, è un disilluso, non ride mai, roba che la sua compagnia di amici potrebbe essere tranquillamente formata da gente allegra e vivace tipo il cantante dei Coldplay, Pirlo, Federico Zampaglione e i R.E.M., amiconi che se li incontri ad una festa probabilmente non è proprio una festa.

Brendon Darkness è un cavaliere di ventura, errante attraverso la Nuova Inghilterra, una terra di nessuno in un mondo devastato dalla Grande Catastrofe – la caduta di un asteroide – che nel 2029 ha cancellato in pochi minuti la civiltà così come la conosciamo.

La società senza tecnologia – il pilastro più ingombrante su cui il mondo di oggi si poggia – è precipitata in un nuovo medioevo, crudele e spietato come nelle icone peggiori del Medioevo vero e proprio e nel quale i resti del mondo perduto sono inutilizzabili e le storie sono diventate leggende.
Le risorse naturali esaurite, praterie e boschi trasformati in deserti popolati da creature che sembrano partorite dagli incubi peggiori generano una società crudele che schiaccia il più debole ed eleva i più forti e nella quale il Nostro sembra voler imporre un anacronistico - e spesso inefficace – senso di giustizia.

Il mondo di Chiaverotti, più vicino alla tradizione fantasy che a quella fantascientifica, in otto anni ha raccontato storie toccanti e altre cariche di adrenalina, personaggi intensi come Anja, la sola donna di cui Brendon si sia innamorato, e nemici potentissimi, sospesi tra il naturale e il soprannaturale, su cui spiccano gli adepti alla Luna Nera la setta che ha purificato il mondo attraverso la Grande Catastrofe.

Chiaverotti, papà adottivo di Dylan Dog durante il lungo periodo sabbatico di Sclavi, fa di Brendon un personaggio molto lontano dal suo antenato londinese. Il suo cavaliere di ventura è un inquieto per natura, mai felice, appagato e neppure sereno. Il suo unico amico è il suo cavallo, Falstaff mentre la sua casa, un antico maniero in Nuova Cornovaglia, è una specie di museo carico di oggetti del nostro presente, il suo passato, in cui non riesce a mettere radici.

Sarà l’ambiente fantasy che ricorda le favole nere tanto care a Tim Burton, sarà l’idea di avventura in cui il personaggio non sembra mai soddisfatto delle vittorie ottenute, sarà il racconto di un mondo al crepuscolo tanto lontano dal nostro da essere paurosamente vicino ma Brendon è un fumetto che cattura come una vecchia canzone di Bob Dylan e che riesce a fare viaggiare attraverso un mondo alieno in cui la sola cosa che lo tiene ancorato al nostro è la speranza di un domani migliore. Sempre che non ci cada sulla testa un altro asteroide.

Consigli per gli acquisti: Brendon è un fumetto bimestrale edito dalla Bonelli. Otto anni di storie sono poco più di cinquanta numeri. Raccoglierli tutti è tutt’altro che un imprersa titanica sia perché la collezione è assolutamente recuperabile sia perché i costi per farla propria sono inferiori ai 60 Euro.
Ovviamente come per la famosa storia delle ciambelle, non tutti i numeri sono imperdibili. Dovendo consigliarne alcuni che consentano di conoscere il personaggio suggerisco i primi quattro, il Carro della Paura(n°9), una storia toccante magistralmente disegnata da Corrado Roi, Anja (n°13). Tra quelli usciti nel 2006 bello e inquietante Magic Show (n°47).

Buona Lettura!

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