Cinema Magazine - Giovedì 21 aprile 2005

Cineteca Griffith: 30 anni di pizze

Il 7 aprile 2005 a Chiavari si è festeggiato un compleanno importante: la Cineteca Griffith ha compiuto trent’anni. Non tutti sanno chi sta dietro questo immenso patrimonio di pellicole rare e rarissime. E noi che ci stiamo a fare qui?
Partiamo dal chi: sono due gli artefici di questo piccolo grande archivio, conosciuto in tutto il mondo e - cosa molto genovese – quasi ignorato in casa propria. Si chiamano Massimo Patrone e Alba Gandolfo. Ho visto Massimo qualche giorno fa, mi raccontava di questa tre giorni chiavarese con cui si celebrava il trentennale della Cineteca (che debuttò a Trieste, ma fece la sua prima comparsa in Liguria proprio nella cittadina del Tigullio). Gli ho strappato un appuntamento per farmi raccontare un po’ di storia.

Alba Gandolfo è praticamente nata (si fa per dire) dentro un cinema: un suo parente gestiva infatti il Cineclub del Tigullio. Massimo, invece, era in tutt’altre faccende affaccendato in quel di Milano, quando capitò per caso in un set cinematografico. Due mesi dopo lo chiamarono come “attore generico” per il film La classe operaia va in paradiso. L’anno dopo arriva una vera parte in Sbatti il mostro in prima pagina di Bellocchio, in cui fa la parte dell'assassino.

Ma veniamo alla Griffith. Nel ’75 venne fondata da un fantomatico italo-palestinese: Angelo Houmouda. «Iniziò a comprare un sacco di film in America - dice Massimo - riuscì anche ad instaurare una collaborazione con le istituzioni, ottenendo degli spazi a Villa Gruber, ma poi tutto andò a rotoli e lui sparì». Max e Alba si ritrovano sul groppone migliaia di pellicole. Che fanno? Se le portano a casa.
Passano anni difficili, gli Ottanta. Solo per le Colombiane del ’92 si inizia a vedere la ripresa, con una retrospettiva sugli indiani d’America. Oggi, nonostante i problemi rimangano, la Cineteca ha raggiunto una certa notorietà: «abbiamo pellicole che ci chiede persino la di Parigi – continua Massimo - siamo stati citati più volte nel catalogo di Venezia. Facciamo anche una discreta pubblicità a Genova».

Ma andiamo a vedere la ciccia. Che film possiede la Cineteca Griffith? Il numero è difficile stabilirlo. In ogni caso sono migliaia e migliaia di pellicole. Principalmente 35 mm e 16 mm. Si va dai pionieri dei cinema - Lumière, Porter, Edison, Meliès, Griffith - fino a centinaia di lungometraggi anni ’40 e di opere in lingua originale. Uno degli acquisti più recenti di Max è un Alice nel Paese delle Meraviglie del 1932. «È una delle poche versioni fatte per il cinema, un film dato per perso, mai trasmesso da nessun canale satellitare». Nel cast figurano due giovani attori, tali Cary Grant e Gary Cooper, che però sono irriconoscibili perché uno fa la tartaruga e l’altro il cavaliere bianco.

«Abbiamo anche un raro Stanlio e Ollio nel paese delle meraviglie», conclude Massimo. Insomma, si va di rarità in rarità, con un'attenzione particolare a film di attori e registi liguri. «Tramite Luigi Cozzi, un amico di Dario Argento, abbiamo ottenuto una serie di pellicole horror e fantahorror, come una copia unica di Godzilla, La Iena, L’invasione degli ultracorpi, Il bacio della pantera». Infine, tanta animazione, con altre chicche.

Come dicevamo, i problemi non mancano. L’associazione va avanti grazie ad un contributo del Ministero, che ha riconosciuto il valore dei materiali raccolti. Ma è troppo poco: «dovremmo catalogare cataste di pizze, risistemarle, creare degli archivi, convertirle in digitale», dice Massimo. È che tutto da solo non si può fare.
«Inoltre, l’ideale sarebbe avere una sala propria - continua – dove proiettare film storici accanto a quelli moderni. Così fanno a Torino, Milano e Bologna».

Nonostante tutto, i progetti in cantiere sono tanti. Il giorno prima dell’inizio del (che si terrà in giugno a Palazzo Ducale, ma le date non sono ancora certe) dovrebbe essere proiettato il film Hiroshima mon amour di Alain Resnais, sessant’anni dopo il lancio della bomba. Sempre in giugno, in tema di Giappone, alla Sala Sivori verranno proiettati i manga degli anni ’70 che possiede la Griffith, nonché il primo film di Kurosawa, La leggenda del gran judo. A Nervi, la proporrà una serie di muti tra luglio ed agosto.

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