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Cinema Magazine - Mercoledì 30 marzo 2005

Un pornologo a New York

Venerdì 8 e sabato 9 aprile a mezzanotte, il pornologo genovese Michele Capozzi - in collaborazione con - presenterà il suo film documentario Pornology New York al Teatro Hop Altrove.
Per assistere al midnite cult movie dovrete avere più di 18 anni, e sarà gradito il tributo di 3 Euro. Ecco di che cosa si tratta.


30.marzo.2005

«È roba forte, non resisterai per più di dieci minuti…», mi aveva detto qualcuno ieri sera, martedì 29 marzo, all’entrata del teatro Hop Altrove. Di lì a poco sarebbe stato infatti proiettato Pornology New York, il documentario che il cineasta ha presentato per la prima volta nel teatro genovese.
Non è andata così: non sono scappata e, anzi, ho guardato il film dall’inizio alla fine. Lo stesso ha fatto il resto del pubblico che, accorso numeroso, ha assistito alla proiezione divertendosi e cercando di capire una realtà dalle tinte forti.
Girato interamente in America, dove il pornologo genovese ha vissuto a partire dagli anni ’70, il film non ha certo deluso le aspettative dei curiosi: le scene, più che esplicite, raccontano di una New York che oggi non esiste più. Nel 2001, infatti, due realtà newyorkesi stavano scomparendo: la Fuck Factory, appartamento all’interno del quale Capozzi e l’amico Neville Chambers hanno dato vita alle più svariate sperimentazioni sessuali, e l’Hell Fire, locale simbolo del fetish e del sadomaso: «le cose a New York sono cambiate a partire dal 1985, quando il fantasma dell’AIDS è diventato un problema ufficiale. La situazione è peggiorata con l’avvento di Rudolph Giuliani, che ha trasformato Manhattan in un grande centro commerciale per turisti, recidendo per contro quell’underground necessario per la crescita di ogni città», spiega Capozzi.

La storia di Chambers si intreccia con quella di Lenny Waller - anima dell’Hell Fire e difensore dei diritti degli omosessuali – e di Porsche Lynn, attrice porno, ballerina e “dominatrice” che ha fondato il Den of Iniquity, luogo dove le persone andavano per realizzare le proprie fantasie e che è attivo ancora oggi. «Più che un documentario, un fermo immagine di ciò che questi luoghi sono stati», precisa Capozzi.
«Oggi ho completato una masturbazione mentale iniziata nei carruggi genovesi molti anni fa, quando diciottenne ho trovato nei vicoli una scuola di vita: travestiti e prostitute rappresentano un sottobosco umano che, allora, ho cominciato ad apprezzare». Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza e il diploma all’Istituto di Scienze Sociali, Capozzi ha lasciato Genova per quelle città dove grande era la libertà sessuale: «erano gli anni dei Beatles, di Mary Quant – l’inventrice della minigonna – e della gioventù che Antonioni ha celebrato con Blow Up». Capozzi ha lavorato con registi internazionali, partecipando alla lavorazione di Complesso di colpa di Brian De Palma e, come aiuto regista, di James Bond, la spia che mi amava.

Poi Capozzi sbarca a New York, e per lui è la svolta: «mi sono inventato due mestieri: quello dell’esploratore urbano, che consisteva nel far da guida ai turisti nei luoghi hard della città sulla mia macchina privata, e quello del pornologo». Un neologismo, questo, che deriva da due parole greche: porné (prostituta da strada) e logos (parola): «in breve, sono un esperto di “zozzerie”, e le mie conoscenze derivano esclusivamente da esperienze personali». Oggi il pornologo genovese è tornato nella sua città: «vitale e rinnovata, Genova è irriconoscibile. C’è grande fervore nel centro storico, che è più multietnico di Manhattan». Due sono state le guide di Michele a Genova: i suoi nipoti, che gli hanno fatto fare incontri fortunati: «con Maurizio Gregorini, proprietario del , che mi ha permesso di presentare il film in una proiezione con pochi intimi; e poi con i ragazzi di , con i quali è in corso una collaborazione per il festival dedicato a Russ Meyer (dal 5 maggio al cinema America). Interessanti, inoltre, le realtà della e dell’Hop Altrove».

Progetti per il futuro? Una versione televisiva (e soft) di Pornology New York e un dvd ricco di contenuti speciali: «vorrei che il mio lavoro diventasse un cult movie, e mi piacerebbe proiettarlo, magari a mezzanotte, in giro per il mondo. Chissà che nell'ambito cittadino l'Hop Altrove ed Effetto Notte non riescano, unendo le forze, a realizzare in breve questo mio progetto». Intanto ieri, per le genovesi che hanno visto il film, un simpatico omaggio: una rosa, rossa o nera, che era in realtà una sexy mutandina… alla faccia dell’ovvio!

Nella foto: la locandina del documentario 'Pornology New York' di Michele Capozzi

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