Coronavirus, in Liguria arrivate 50mila mascherine donate Cina per gli ospedali della Liguria

Genova, 19/03/2020.

«Ringrazio gli amici cinesi e la Cosco, una compagnia di navigazione che lavora molto con i nostri porti e i suoi soci italiani per questo regalo alla città di Genova e alla Liguria. Questa è una delle prime forniture che arriva dalla Cina e sono molto lieto che il fatto di avere rapporti consolidati con quel paese ci ha portato un aiuto vitale per la sanità ligure». Ha ringraziato così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti i cinesi di Cosco Shipping Corporation di Shangai e Cosco Shipping Lines Italy per la donazione di 50.000 mascherine in arrivo dalla Cina e destinate agli ospedali liguri.

Il carico di mascherine, arrivato ieri sera all’aeroporto di Malpensa è stato portato dalla Protezione civile regionale a Genova e da lì al centro di smistamento del Policlinico San Martino di Genova da dove le mascherine verranno dirottate su tutti gli ospedali liguri.

«Le mascherine Ffp2 che sono indispensabili per chi lavora nei reparti degli ospedali sarebbero scarseggiate da oggi se non fosse arrivato questo carico – ha detto Toti - Grazie al lavoro di queste persone la Liguria farà produrre mascherine in Cina e nei prossimi giorni saremo in grado di avere forniture autosufficienti per l’intera regione e non solo per il personale sanitario».

«Anche le persone ne hanno bisogno a cominciare dalla polizia municipale, dagli autisti degli autobus e da tutti coloro che le chiedono giustamente anche per sentirsi più sicuri – ha continuato Toti - Così come oggi pomeriggio, grazie alla collaborazione con MSC e GNV la nostra sanità prenderà in consegna la nave nel porto di Genova che servirà per la convalescenza dei nostri malati, una volta terminata la fase acuta, e quindi sarà uno sfogo molto importante e servirà per la quarantena di persone fragili e sole che non possono trascorrerla a casa».

Questa è una prima donazione a cui seguirà l’arrivo, nei prossimi giorni, di 1 milione di kit di autoprotezione per garantire i servizi pubblici essenziali e la macchina delle cure per chi contrae il virus.

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