Mosaico Danza e Interplay Festival: a Torino 25 anni di incontri con la danza

Torino, 17/01/2019.

25 anni, tanti sono quelli trascorsi da quando l’Associazione Mosaico Danza ha iniziato il suo percorso al servizio della danza. Una strada che prosegue, con lo stesso spirito degli esordi, nel pensare al futuro prossimo della danza, guardando alle nuove generazioni e alla 19esima edizione di Interplay Festival (in programma a Torino dal 21 al 30 maggio 2019), ma anche rivolgendo un occhio al passato remoto.
 
Venticinque anni fa infatti Natalia Casorati ha deciso di segnare un nuovo percorso per la danza contemporanea con il progetto Out Door. Perché prima di Interplay Festival, a Torino e non solo, quando la danza contemporanea non aveva un pubblico e i teatri non la volevano programmare, gli artisti non avevano “case della danza” o “residenze”, e i programmatori dovevano letteralmente inventarsi “spazi e possibili pubblici”.

«Quest’anno sono venticinque anni di attività – commenta con entusiasmo Natalia Casorati - Un appuntamento importante non solo perché sono una tappa di un lungo percorso, ma soprattutto perché questi sono stati gli anni del cambiamento nel settore della danza contemporanea. Se oggi il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e gli Enti Locali valorizzano la progettazione in network, il sostegno ai coreografi emergenti, riconoscono le residenze coreografiche è anche grazie a tutta una serie di iniziative indipendenti nate come progetti pilota molti anni fa. MosaicoDanza ha lavorato in questa direzione, con pochi fondi e molta determinazione, e oggi vogliamo ricordarli».

La storia inizia nel 1993 con la rassegna Contrappunti, attraverso la quale Mosaico Danza ha ospitato a Torino artisti programmati con lavori site specific in giro per la città: cortili, chiostri, gallerie d’arte, ovvero spazi per pubblici curiosi e incuriositi. Il progetto è stato raccontato nella pubblicazione presentata nel 2001 al Salone del Libro di Torino: con il Contrappunti-Spettacoli in Luoghi d’Arte. Sfogliando il libro spicca tra il pubblico Edoardo Fadini, grande uomo di teatro e cultura cui quest’anno la Fondazione Teatro Piemonte Europa dedica la stagione.  

Seconda tappa simbolica, il 2001, quando Natalia Casorati dà vita a Interplay Festival, una manifestazione da subito ricca di personalità che ha portato la danza nei teatri di Torino, e non solo, e che negli anni ha ospitato giovani artisti da tutto il mondo. Per Mosaico Danza il  migliore audience engament è da sempre stato portare la danza vicino alla gente, ai giovani e ai bambini, un obiettivo che Interplay ha realizzato grazie ai “Blitz Metropolitani”, danza in città, con spettacoli gratuiti nelle vetrine dei negozi, nei musei, piazze, locali.
 
Parallelamente, con ostinazione, in questi anni Mosaico Danza ha continuato a sostenere gli artisti più giovani, cercando di rispondere alle loro urgenze: necessità di residenze per le nuove creazioni e date in tournée per gli spettacoli. E così dal 2007 è stato aperto il Black Box di Mosaico Danza: uno spazio per residenze coreografiche a tempo pieno, con foresteria, sala prova, a contatto con l’ispirazione trasmessa dai boschi e dai prati della collina di Torino. Fino al 2017 per i progetti di INSIDE/OFF sono stati ospitati 162 artisti in residenza, ed è davvero numeroso il pubblico che ha affollato la piccola sala per le restituzioni, gli spettacoli e i dibattiti che ne seguivano.  

Ma la storia prosegue: sempre nel 2007 Mosaico Danza è stato l’unico partner italiano ad entrare in tre network internazionali: Dance Roads, Les Repérages e Ciudaded Que Danzan, ed  stato il primo partner piemontese ad entrare nel network nazionale Anticorpi XL.

In dieci intensi anni di relazioni internazionali l’Associazione ha potuto portare tra Europa, Canada e Brasile più di 30 giovani coreografi italiani (alcuni nomi: Simona Bertozzi, Daniele Ninarello, Ambra Senatore, Tecnologia Filosofica, Daniele Albanese, Cristina Rizzo). Con la rete Anticorpi XL, di cui ora fa parte anche la Fondazione Piemonte dal Vivo, in 11 anni di attività Mosaico Danza ha sostenuto 21 artisti piemontesi alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore.  Nel quadro della stessa rete il progetto CollaborAction, proposto da Natalia Casorati, è stato costruito seguendo i modelli di sostegno agli artisti promossi dai governi francesi, tedeschi e dei Paesi Bassi.

Il progetto, giunto alla quarta edizione con l’adesione di 12 partner di Anticorpi XL è rivolto ai più interessanti coreografi della scena nazionale con un importante sostegno economico affiancato alla realizzazione di una tournée in tutta Italia. Il vincitore di questa quarta edizione è Silvia Gribaudi, artista selezionata con il progetto Graces, ispirato all’opera Tre Grazie di Antonio Canova. Lo spettacolo è ancora in creazione ma sta già ottenendo numerosissime date di programmazione tra l’Italia e l’estero.

L’urgenza del tempo contemporaneo, confermano gli organizzatori, fa capire che non è possibile una progettualità culturale, se non si parte da un radicamento nel tessuto metropolitano e dalla necessaria complicità di più realtà territoriali che vi lavorano. La complessità del presente deve incontrare e contaminarsi con le realtà di un territorio, per non perdere il proprio senso e una funzione sociale. Negli anni Mosaico Danza ha trovato questa complicità nella condivisione di diverse azioni a sostegno della giovane creatività con più soggetti del territorio locale e nazionale. Networking, collaborazioni, scambi e residenze sono oggi gli strumenti di una progettazione culturale allargata che inventa nuove occasioni per artisti emergenti e affermati, e nello stesso offre al pubblico strumenti nuovi per apprezzarli.

Nel quadro dei molti progetti coordinati che premiano le azioni di rete, si inserisce anche la vittoria del bando Mibac Boarding Pass Plus per “Crossing the Sea”,  un progetto tra Italia, Medio Oriente e Asia per favorire l’internazionalizzazione dello spettacolo dal vivo che vede sette festival e teatri italiani, tra cui MosaicoDanza / Interplay festival. Il progetto vuole costruire e rafforzare relazioni con nove partner stranieri che vanno dal Libano alla Cina per stabilire rapporti di lungo periodo con realtà che operano nel contemporaneo e che stanno manifestando interesse per la produzione artistica italiana. La notizia è fresca e si arricchirà nelle prossime settimane dei nomi degli artisti italiani selezionati dai partner internazionali. Ciò che è noto è invece che alcuni festival italiani, partner del progetto, (Fabbrica Europa, Interplay festival, Inequilibrio festival e Cross Festival) ospiteranno dalla prossima primavera artisti asiatici.

La storia dietro le spalle è ricca e vanta un quarto di secolo denso di novità e iniziative, la storia futura si annuncia altrettanto varia, con le radici salde nel tessuto urbano torinese, ma lo sguardo puntato ben oltre i confini nazionali.

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