L’Istat stima che nel 2006 poco meno di sette milioni di donne italiane abbiano subito violenze. È una stima perché purtroppo la maggior parte dei soprusi non vengono nemmeno denunciati, e tanti, troppi, avvengono tra le mura domestiche. Proprio di questi argomenti - ma non solo - tratta l’ultimo libro di Claudia Priano, dal titolo Smettila di camminarmi addosso, in uscita per la casa editrice Guanda il 9 aprile 2009. Nostra amica della prima ora, Claudia è venuta a trovarci per parlare di questo nuovo lavoro.
Lo scandalo delle violenze casalinghe, le più subdole, le più viscide, le più difficili da accettare, a volte difficili persino da capire per chi le subisce. E poi l’importanza dei legami, dei rapporti con le persone, amici, vicini, associazioni. Ecco i due grandi poli attorno a cui ruota la narrazione. «Si parla di violenza sulle donne ultimamente – dice - ma per lo più in modo strumentale e politico. Io non credo sia aumentata recentemente, c’è sempre stata. Si parla molto poco, invece, della violenza subita tra le mura domestiche, perché nel nostro paese la famiglia è intoccabile».
Una storia scritta tra anni fa, frutto di un lungo lavoro di scrittura e verifica. «Dopo aver finito il libro ho frequentato per un po’ il centro antiviolenza Il cerchio delle relazioni, per capire se la mia storia fosse verosimile». Purtroppo è stato tutto confermato: «Elisabetta Corbucci e Lilli Della Pergola mi hanno detto che la trama corrisponde a quello che succede. Non c’è una legge che tutela dalle violenze domestiche, ed è un campo minato. Ne esistono di molti tipi, parecchie donne fanno fatica anche prendere coscienza di esserne vittime». A testimonianza di quanto il romanzo sia - come si suol dire - "basato una storia vera", la scrittrice dopo la parola "fine" ha aggiunto la tabella Istat che riporta i dati da noi citati all'inizio di questo articolo.
La protagonista è Margherita, che all’inizio della storia sta passando un momento non facile. Ha appena fatto un trasloco, il marito è lontano per lavoro, non ha nessuna intenzione di aprirsi all’esterno. Insomma, se ne vuole stare per i fatti suoi. Presto però diventa spettatrice involontaria di un dramma. Attraverso una parete della sua nuova casa sente un pianto prima soffocato, poi disperato. Di là c’è Anna. Dopo un periodo di dubbio e tentennamento, Margherita e Anna si conosceranno. L’incontro darà vita a cambiamenti radicali nella vita delle due donne.
«Margherita rappresenta la difficoltà di identificarsi con l’altro - continua Claudia – è un processo faticoso, ma indispensabile per capire noi stessi». Come è nel suo stile, Claudia Priano racconta una situazione estrema, a tratti decisamente drammatica, ma la alterna con situazioni e riflessioni più leggere, addirittura comiche: «perché credo che così sia la vita alla fine».
Terzo romanzo (dopo Cose che capitano, 2006; Con il cuore leggermente indolenzito, 2007), una casa editrice, Guanda, tra le più quotate in Italia. Un bel salto no? «Sì sono molto contenta, soprattutto perché il libro è piaciuto subito all’editore Luigi Brioschi, e persino a una scrittrice che amo moltissimo, Laura Bosio. È stata un’emozione molto forte».
Claudia è già al lavoro sul prossimo romanzo, ma non vuole sbilanciarsi. Quando le chiedo di dirmi almeno il tema a grandi linee,risponde: «sarà una storia sul pregiudizio».