Genova città dei Festival. Se a fine ottobre è la scienza ad invadere le strade, a giugno da quattordici anni è di casa la poesia. L'edizione 2008 del Festival della Poesia, la quattordicesima appunto, avrà luogo dal 12 al 21 giugno con oltre 80 eventi gratuiti.
In attesa che si aprano le danze, è iniziato un tour di presentazione nelle stazioni ferroviarie di tutta Italia. Partito a Milano il 21 marzo scorso in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, il 4 aprile è passato da Napoli, il 18 sarà a Trento, il 9 maggio a Vicenza, il 23 maggio a Trieste e il 30 maggio ad Alessandria.
Il programma definitivo deve ancora essere compilato, ma sono già sicure molte partecipazioni, tra cui quella dell'attrice Elisabetta Pozzi, che porta in anteprima nazionale lo spettacolo Sorelle di sangue, che mischia poesia, danza e musica ed è tratto da Yannis Ritsos. Ci sarà anche Mahmud Darwish, il più grande poeta contemporaneo palestinese; Shaillja Patel, invece, è una poetessa di sangue misto indiano/keniano: era presente durante gli ultimi scontri avvenuti a Nairobi e presenterà una sorta di reportage poetico sui fatti. È prevista anche la partecipazione della poetessa sudafricana Natalia Molebatsi e dello slammer Bas Boettcher. Lo slam è una sorta di rap della poesia, di cui Bas è uno dei capostipiti. Altri nomi: Roberto Mussapi, il francese Michel Deguy, Antoine Simon, il romanziere e poeta svedese Lars Gustafsson, Roberto Mussapi, Roberto Piumini, Paolo Ruffili.
Claudio Pozzani, ideatore e direttore del Festival, è da sempre una sperimentatore sia in poesia che in musica, un poeta rocker, e ha trasmesso questo spirito anche al Festival. Come tutti gli anni ci sono tanti artisti tra gli ospiti: dal primo leader degli Ultravox John Foxx a Caparezza, che si esibirà nel giorno di chiusura (21 giugno) e presenterà il suo ultimo album. Lucio Dalla e il poeta Davide Rondoni sono impegnati in un dialogo poetico: «ma se capita un pianoforte non è detto che non suoni…», la butta lì Pozzani. E ancora, è della squadra il cantante dei Pere Ubu e Militant A degli Assalti Frontali.
Lo schema delle scorse edizioni è confermato. La maggior parte degli eventi avrà luogo al Ducale. Il 13 giugno c’è la Notte della Poesia, nella quale sono state coinvolte circa 30 location che proporranno eventi gratuiti. Il 14 si prepara un reading notturno a Boccadasse. Il 16, come sempre, è il Bloomsday, dedicato alla lettura integrale dell’Ulysse di Joyce.
Il motto, ormai definitivo, della manifestazione è: parole spalancate. «L'abbiamo coniato due o tre anni fa - dice Claudio Pozzani – e rimane quello più azzeccato, credo che rimarrà il nostro slogan. 'Parole spalancate' ha una doppia valenza: significa parole aperte al mondo, ma anche parole senza quattrini (palanche)». Il Festival ha quattordici anni, è un'adolescente ormai, quasi maturo. «Sì, rimane tutt'oggi la più grande manifestazione poetica italiana. L’anno scorso abbiamo stimato (calcolo non preciso data la natura gratuita e totalmente aperta degli incontri n.d.r.) circi trentamila spettatori. Sono poco meno di 750 gli artisti invitati in tutte le edizioni». Ma c’è un ma.
«La nostra struttura ci ha permesso di organizzare un evento che oltre le nostre possibilità – prosegue Pozzani – tutti gli anni arrivano ospiti, anche internazionali, molto noti: è successo con Lou Reed, Ferlinghetti, e poi Secchioni. Ma quando vado, per dirne una a Berlino, vedo organizzare festival di tre o quattro giorni (contro i dieci di quello genovese n.d.r.) con cinquecentomila euro. Avendo a disposizione cifre del genere ci si può permettere di spendere molto più in comunicazione, così si fa il salto di qualità. Anche perché ci sono altre città italiane che si stanno dando da fare».
La critica di Pozzani volta alta: «purtroppo in Italia la disattenzione verso la produzione cultura è evidente già dal nome del Ministero, che non è della Cultura ma dei Beni Culturali. Cioè legato al patrimonio, non alla creazione».