Dagli anni Novanta, in Italia, sono emersi filoni prevalentemente commerciali come il
cyberpunk, lo
splatterpunk, il
noir, il
pulp. Da questi filoni stanno emergendo delle proposte e delle contaminazioni narrative sempre più stimolanti e ricche di sfumature espressive.
È in quest'ambito che si colloca
Il requiem di Valle Secca, romanzo d'esordio di
Lorenzo Mazzoni, già conosciuto nel mondo della rete grazie agli e-book
Il sole sorge sul Vietnam,
Le bestie e Privilegi (
www.kultvirtualpress.com), interessanti e coraggiosi collage di narrativa, storia, fotografia e reportage.
Valle Secca è una città di un futuro immaginario, una città all'ultimo stadio prima dell'estinzione, una città maleodorante, cupa, circondata da un polo chimico che produce i veleni più tossici del mondo.
Asdrubale, il protagonista-reietto, gestisce un sito di letteratura pornografica, è un ciccione di 153 chili, si divide tra la passione per Patty Pravo e quella per Teodora, un'eterea cameriera incontrata in un ristorante cinese.
Con un gruppo di aiutanti mal assortiti che sembrano appena usciti da una puntata dei Simpson
cerca di ribaltare le sorti della sua decadente città, tentando di espropriare "l'autentico miracolo", ossia il giardino privato del Direttore numero 3, il padrone di Valle Secca e della sua gente.
Mazzoni ritrae un personaggio antieroico, un perfetto "signor nessuno" che poco alla volta acquista fiducia in sé stesso, ed è anche pronto a sacrificarsi pur di portare a termine il suo impegno.
Il romanzo, ambientato in un futuro prossimo, ma rivolto ad analizzare impietosamente lo
sfacelo del nostro tempo, è narrato con un efficace taglio ironico e trae la sua forza dai personaggi, nelle allegorie e nelle metafore. Supportato da un ritmo serrato, percorso da simboli visionari e surreali, questo testo ci offre, con uno stile moderno ed efficace, una prova letteraria di grande effetto.
Uno scrittore davvero interessante nel panorama della nuova narrativa italiana.