Concerti Genova Martedì 8 maggio 2018

Luigi, l'album di Roberta Alloisio e Armando Corsi dedicato a Tenco

Genova - Luigi è il lavoro che la cantante Roberta Alloisio e il chitarrista Armando Corsi avevano concepito in omaggio all’opera di Luigi Tenco a 50 anni dalla morte, avvenuta il 27 gennaio 1967. Il cd, che viene pubblicato in questi giorni dall’etichetta ligure Orange home record, contiene 13 canzoni fra le più conosciute del cantautore di Ricaldone, eseguite in forma essenziale, solo le corde della chitarra acustica di Corsi e la voce di Roberta, impegnati nel compito di dare nuova forma alle parole di Tenco e alle emozioni in esse scolpite.  Un’opera che, inevitabilmente, conduce al ricordo della sua protagonista, Roberta Alloisio,  scomparsa pochi mesi dopo aver presentato questo progetto in un concerto-evento al Teatro della Tosse.

«Affrontare il repertorio di Luigi Tenco è la sola cosa che potessi fare dopo aver ricevuto un premio a lui dedicato (per l’album Janua nel 2011) - spiegava allora Roberta per introdurre il lavoro -. Da quel momento non è passato giorno in cui non mi sia domandata se quel premio fosse meritato. Non c’era forse altro modo per sciogliere il mistero se non affrontarne l’opera con un grande musicista come Armando Corsi e affidandone la realizzazione al produttore Raffaele Abbate».

Roberta riuscì appena in tempo a veder nascere l’album, inciso in presa diretta in cinque giorni, dopo un lungo lavoro d’immersione nel canzoniere di Tenco, scegliendo pagine molto conosciute come Mi sono innamorato di te, Vedrai, vedrai, Un giorno dopo l’altro, Ho capito che ti amo, Ciao amore ciao, oltre ad un omaggio dedicato da Giorgio Gaber a Tenco, Luigi e gli americani,  cantato in una produzione teatrale e su disco negli anni ’80 da Ombretta Colli. In due canzoni dell’album, La Ballata del Marinaio e Io sì la chitarra suonata da Armando Corsi è quella del cantautore scomparso, resa disponibile dalla sua famiglia, per questo progetto. La sensibilità dei due musicisti, entrambi navigatori sulle rotte della musica del mondo, a diverse latitudini, traspare chiaramente nelle interpretazioni delle canzoni di Tenco, che acquistano una veste inedita, cucita dall’istintiva espressività di Roberta e dalle vibrazioni delle corde di Corsi che rimbalzano fra le sponde dei continenti, riservando una struggente veste solo strumentale alla famosa Angela.

«Quando pensammo Luigi, con Roberta Alloisio ci sedemmo a tavolino e lei mi propose delle cose - spiega  Armando Corsi - così è nato l'album, con ogni brano che mantiene la melodia originale, ma è completamente diverso negli arrangiamenti. Un lavoro che rispecchia un po' quello che dico sempre: prendi e fai tuo, e a cui tengo moltissimo. È un album che resterà nel tempo, come Roberta, che mi manca tantissimo. Era una grande donna sensibile e intelligente, condividevamo confidenze e solitudini, in alcuni momenti i nostri respiri erano uguali. Con lei si è concluso un ciclo artistico e di vita dove resta questo lavoro su Tenco, difficile da riproporre perchè è stato un momento magico. In Luigi peraltro, ho avuto modo di suonare la chitarra di Tenco, come già era accaduto a casa della sua famiglia. Ed è come se Tenco non fosse mai morto, è come suonare con lui».

Il ruolo determinante svolto nell’impostazione e nello sviluppo del lavoro da Roberta Alloisio, traspare anche dalle parole del produttore Raffaele Abbate: «È stata Roberta a mostrarmi il grande rispetto e amore verso Luigi Tenco, riconoscendogli la precisione che aveva nell'intenzione. Tenco era molto fermo, profondo in quello che scriveva, mentre  Roberta era l'opposto, svolazzante, giocava con la voce, rendeva colorata ogni interpretazione. Prima del disco, Roberta non aveva mai affrontato il cantautore in questo modo, una sorta di sfida, un modo di avvicinarsi a Tenco e suggellare il lavoro con Armando Corsi, tra la tradizione genovese e la musica popolare. Quando iniziammo a lavorare sul disco, fu Roberta che fece la prima scrematura del repertorio di Tenco, scegliendo una ventina di brani. Ma abbiamo voluto anche entrare nella dimensione di Luigi, nel suo ambiente, dove la cognata Graziella, donna splendida, ci ha raccontato un Tenco inedito credendo nel nostro progetto, capendo che non era fine a sé stesso. Da qui abbiamo scelto di fare un Tenco molto intimista, recuperando la forma canzone usata da Luigi prima della sovrastruttura, solo chitarra e voce. Prima della scomparsa, Tenco stava sviluppando nella sua musica il popular, ed è questo il punto in comune con Roberta. Io e Armando ad esempio, non avremmo scelto Ciao amore ciao, perchè è un brano a metà tra l'imposizione discografica e la canzone popolare, dove queste due anime si palesano sin troppo, ma Roberta ci mostrò come intendeva il brano e ci convinse: è lì che ho capito che era una canzone fortissima. Tutto iI disco è stato registrato in pochi giorni con Armando e Roberta nella stessa stanza, occhi negli occhi, e solo alcune parti di chitarra sovra incise dopo».

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