Genova - Mercoledì 12 aprile 2017

Vi auguro Buona Pasqua, camminando sui binari della funicolare di Sant'Anna. Le foto

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Genova - Era già successo a molti. Erano anni che aspettavo capitasse anche a me. Morivo dalla voglia di camminare su quei binari. Infine è successo. Ero al telefono con mia sorella mentre la funicolare di Sant'Anna, che prendo qualche volta per tornare a casa, si è bloccata (guardate la fotogallery in fondo all'articolo). 

Per un po' mi sento in bilico, mi viene paura si sia rotto un cavo, che la vettura torni indietro prendendo velocità, e che si sfracelli, insieme a noi, suo prezioso carico. Continuo a parlare al cellulare, facendo finta di niente, mentre gli altri si cominciano a lamentare: non funziona niente, le cose in Italia vanno sempre peggio, devo cucinare per cena, stasera non mangiamo, riparte non riparte?, nessuno ci dice niente.

Passano i minuti e non riceviamo nessuna comunicazione.. La situazione comincia a diventare inquietante. Fuori ormai è buio. Ma ecco che dalla stazione di arrivo sta scendendo un addetto.

Ci raggiunge sorridente, ci tranquillizza, apre la vettura, prende una scala e la fissa. Ora sì, che si sta per avverare il mio sogno, potrò finalmente camminare su questi binari che mi affascinano da sempre. Ci fa scendere uno ad uno, ci accudisce con grazia e attenzione, si scusa perché l'altoparlante della nostra vettura è rotto e non ci ha potuto avvisare.

Poi con mio grande disappunto dice: «Potete solo tornare indietro, non si può salire, se non c'è qualcuno di noi che vi accompagna. Io devo scendere».

Io supplicante: «Ma non ci può scortare lei?»

«Preferiamo salire», mi fanno eco gli altri.

«Allora aspettatemi qui, fermi, scendo fino alla stazione in basso e poi vi vengo a prendere»

Io lo aspetto e comincio a scattare foto, ma manco a dirlo tutti cominciano a salire. Il simpatico addetto ci raggiunge presto con il fiato tirato. Subito un signore gli chiede se gli restituiranno mai i 75 centesimi della corsa. Io ho altre ambizioni, gli faccio altre domande, voglio sapere cosa è successo. Mi risponde che è già capitato – lo sapevo – «probabilmente sono le nuove misure di sicurezza che fanno bloccare la vettura quando si abbassa la corrente, anche di poco».

Faccio un sacco di foto e così conosco Marco, 25enne, anche lui è rimasto indietro come me, si sta facendo selfie a tutt'andare sul binario con la vettura ferma alla sue spalle. Prima senza occhiali, poi un bel selfie con gli occhiali da sole, anche se ormai è buio. ma ha ragione così è più figo. Mi vede, mi raggiunge e dà il via a un video in diretta su facebook, parla e racconta l'accaduto e mi intervista. Oddio, ormai siamo in tanti a fare il mio mestiere. Luca poi mi chiede se posso fargli una foto con il suo smartphone – più efficace di un selfie - e poi di sua iniziativa le scatta anche a me con il mio (foto in apertura). 

 È arrivato il momento, posso finalmente scalare questo breve tratto che porta fino alla stazione in alto della funicolare di Sant'Anna. Mi piace, mi diverte e non sono per niente arrabbiata.

Invece di lanciarmi in un'invettiva contro l'Italia che va a rotoli, vorrei consigliare a tutti, e soprattutto a me stessa, di prenderla bassa, sfruttando ogni cosa che capita. Tempi difficili, guerre ovunque, lavoro che non si trova, giovani che scappano dal Bel Paese, ma è importante prendersi degli spazi di tregua. Anche se le cose non si risolvono. Cercare in quest'inferno, quello che inferno non è, e farlo crescere, come ha scritto Italo Calvino.

Ed è con un pizzico di gioia che catturo quest'attimo, mentre mi arrampico sui binari, alberi e palazzi dalle belle architetture ai miei lati, su per questo binario, che ora è un sentiero, come se fossi in montagna, dura un attimo ma c'è e cresce e arrivo in cima allegra.

Le funicolari e gli ascensori che portano su verso le colline genovesi hanno un fascino del tutto particolare. Così ne ha scritto Antonio Tabucchi: si sente sollevato quando prende la funicolare e «il porto e gli edifici fuggono in basso, si ha quasi l’impressione che l’ascensore non si fermerà più, la forza di gravità pare una legge assurda e la città un giocattolo dal quale è un sollievo disabituarsi». Così Giorgio Caproni: Quando mi sarò deciso / d'andarci, in paradiso / ci andrò con l'ascensore /di Castelletto, nelle ore / notturne, rubando un poco / di tempo al mio riposo.

Buona Pasqua a tutti. Aprile profuma di pausa, come scrive Nicoletta Cinotti nel suo blog. Deconcentratevi per un po' dai mille problemi, per ricaricarvi, proprio come una pila o una batteria. Immergetevi nel verde, sdraiatevi in riva al mare. Mangiate pochi agnelli, mi raccomando, lo dico da tempi non sospetti. Ma se lo fate, vi voglio bene lo stesso.


FUNICOLARE DI SANT'ANNA

Copre un dislivello di 54 metri, su un percorso di 370 metri, che compie ad una velocità di 4 metri al secondo, con una portata di 900 persone all'ora per senso di marcia, grazie alle vetture in grado di ospitare 30 persone. Sulla tratta unica, senza stazioni intermedie, le due cabine si sfiorano nel punto di interscambio centrale che offre vedute uniche su alcuni palazzi storici di Genova.

Fu costruita alla fine dell'800 ed entrò in servizio nel 1891 con il sistema di azionamento ad acqua, che, sfruttando la forza di gravità, permetteva di far scendere una vettura zavorrata con un cassone pieno d'acqua trascinando, per mezzo della fune, l'altra vettura in salita; all'arrivo nella stazione a valle il cassone veniva vuotato, ed il ciclo si ripeteva. (Fonte: sito AMT)

Qualche consiglio per le vacanze di Pasqua a Genova e dintorni:

LO SPUNTO DI LAURA GUGLIELMI tutti i mercoledì su mentelocale.it, oppure su Facebook: iscriviti al gruppo. Per chi volesse scrivermi una mail: laura.guglielmi@mentelocale.it

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