Attualità Genova - Mercoledì 15 marzo 2017

Millennials: adolescenti, ansia e depressione

di Hira Grossi
Video di Hira Grossi
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Genova - Ansia e depressione sono le malattie del millennio, anzi dei Millennials. Si tratta dei giovani tra i 18 e i 35 anni, figli degli anni '80 solo a livello anagrafico, completamente proiettati in un contemporaneo e futuro prossimo all’insegna della tecnologia più avanzata. I problemi di una generazione sotto i riflettori sono i più disparati: come per tutte le generazioni di passaggio, ovvero quelli che sono nati con la penna, cresciuti con la digitazione e moriranno chissà come.

Un fenomeno che interessa circa 9mln di ragazzi che tardano a entrare nell’era adulta a causa di genitori ancora troppo in pista. Coccolano i figli rendendoli tali, praticamente, a vita. Con un enorme e pericolosissimo gap: la tecnologia. Grande spauracchio e fonte di sopravvivenza di una buona fetta di abitanti del mondo, rappresenta l’odierno potere, ovvero la capacità e possibilità di avere il mondo (letteralmente) in mano attraverso una rete di contatti che vengono, via via, creati, moltiplicati e diffusi. Fanno, insomma, movimento. Il pericolo ha, invece, tanti nomi: cyberbullismo, abuso e sopruso che dal virtuale spesso si trasforma in fisico, annientamento del sé in favore di una chiusura totale verso l’esterno e l’interrelazione tangibile. Si parla di sindrome di Hikikomori, ovvero quelli che stanno in disparte: in numeri, circa 30.000 ragazzi vivono in rete 20/24 ore, in totale isolamento dal mondo facendone, comunque e attivamente, parte.

Inoltre, il linguaggio della depressione è cambiato: «Per una chiusura esclusiva a ciò che sta fuori corrisponde una sovraesposizione del corpo, unico veicolo di messaggi e di identità. Quindi, la sintomatologia è espressa attraverso le modificazioni corporee; spazia dai tatuaggi estremi, all’eccessiva magrezza o obesità, alle scarificazioni» sostiene Giuseppina Boidi, psichiatra e referente scientifico di Idea Genova. Idea Genova è un’associazione che da circa 20 anni affronta sul campo la problematica della depressione che, ormai, è ritenuta una vera e propria patologia. Infatti, nel 2017 l’OMS dedicherà la Giornata Mondiale della Salute a questa tematica.

I dati (OMS - 2016) sono, in effetti, abbastanza significativi: negli ultimi 10 anni la casistica ha visto un aumento del 20% e, negli ultimi anni, chi viene colpito da depressione rappresenta gli estremi della società. Gli under 19 in pasto al mondo, gli over 55 ormai fuori dal mercato del lavoro e chi ha perso il proprio impiego durante la crisi economica. I dati non mentono: per ogni punto percentuale di aumento del tasso di povertà corrisponde lo 0,78% di casi di suicidio; chi soffre, inoltre, di depressione ha un’aspettativa di vita di circa 20 anni inferiore rispetto a chi non ne soffre. Esiste, poi, una casistica specifica da evidenziare e tenere sotto controllo: la depressione femminile. Si tratta di tassi raddoppiati rispetto a quelli maschili, legati ai cicli vitali; poi, esiste la più terribile e socialmente inaccettabile delle depressioni: quella legata alla gravidanza e al post partum. Il suicidio è la seconda causa di morte delle donne in fase post partum: si parla di male oscurato oltreché oscuro. Benché la letteratura sul tema sia decisamente vasta, a oggi non esiste nelle strutture sanitarie la possibilità di effettuare diagnosi precoci di sospetta depressione in gravidanza e, così, a un avviamento in centri specializzati.

Non è più soltanto il caso di parlarne ma di agire. Idea Genova stima che in 20 anni di attività ha supportato circa 3000 persone: chi con i gruppi di autoaiuto, chi attraverso i contatti telefonici e i supporti in sede e chi attraverso incontri specifici con uno specialista, l’attività è stata tanta e regolare. Dal 2004 al 2016 è stato aperto, in collaborazione con la Asl, uno sportello dedicato a chi intendesse chiedere aiuto o semplicemente volesse farsi ascoltare: «perché il problema non è destinato a diminuire, anzi. Il nostro scopo è da sempre quello di sensibilizzare, supportare e contrastare, oltre alla patologia in sé, lo stigma sociale che colpisce chi ne viene affetto» afferma Rosaura Traverso, Presidentessa dell’Ass. Idea Genova. Conclude: «Lo scopo ultimo di Idea Genova è quello di guardare al futuro: senza pensare di sconfiggere la depressione ma volendo fornire gli strumenti per reagire, per stare semplicemente meglio e per recuperare la speranza». O, più semplicemente, la capacità di ascoltare e ascoltarsi.

L’Ass. Idea Genova apre le porte alla sua assemblea annuale in vista delle celebrazioni del 20ennale di attività: un invito davvero rivolto e aperto a tutti che si terrà all’interno del Circolo Ufficiali di via San Vincenzo, venerdì 17 marzo 2017 dalle ore 16.

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