Attualità Genova - Giovedì 15 dicembre 2016

Modigliani, Vivian Maier, Cartier-Bresson, Elliott Erwitt: mostre 2017 a Palazzo Ducale

Modigliani
© Philippe Roos - flickr.com/photos

Genova - Il 2016 è agli sgoccioli, e Palazzo Ducale è già pronto per presentare le sue grandi mostre targate 2017: da gennaio a luglio, sono molti gli appuntamenti culturali da non perdere.
Proseguono le esposizioni dedicate a Andy Warhol (Appartamento del Doge, fino al 26 febbraio 2017) e a Helmut Newton (Sottoporticato, fino 15 gennaio 2017), che nella notte di Capodanno resteranno aperte fino alle 2 di notte.

Molte le novità per il nuovo anno, con grande spazio alla fotografia, ma non solo. Dall'11 febbraio al 16 luglio 2017 la mostra Kolor, di Elliott Erwitt: le sue foto, diventate vere e proprie icone, ci permettono di ripercorrere buona parte del Novecento in America.
Torna a Palazzo Ducale l'arte di un altro grande della fotografia: Henri Cartier-Bresson: dall'11 marzo all'11 giugno 2017 140 scatti per immergerci nel mondo del fotografo francese.

Grande attesa per la mostra dedicata a Modigliani, in programma al Ducale dal 16 marzo al 16 luglio 2017, alla scopertadel mito bohémien di un artista geniale e maledetto.
Dal 23 giugno al 24 settembre Una fotografia ritrovata, la mostra dedicata a Vivian Maier, fotografa la cui vita e l’opera sono circondate da un alone di mistero.

Ecco il programma nel dettaglio

  • Elliott Erwitt
    Kolor
    Sottoporticato, 11 febbraio – 16 luglio 2017
    L’eccezionale carriera del fotografo Elliott Erwitt offre l’opportunità di ripercorrere buona parte del Novecento, grazie alle sue fotografie divenute vere e proprie icone: l’America degli anni Cinquanta, lo star system hollywoodiano degli anni Sessanta, le illustrazioni, la pubblicità e i film degli anni Settanta e Ottanta, sino ai più recenti progetti di fotografia di moda degli anni Duemila.
    Invitato da Robert Capa a far parte della Magnum Photos nel 1953, Erwitt è riconosciuto oggi come uno dei fotografi più importanti del Novecento: il suo sguardo da narratore ha saputo cogliere i lati più ironici e surreali della vita anche nelle circostanze più drammatiche.
    Per la mostra a Palazzo Ducale, inedita in Italia, Erwitt ha selezionato personalmente le immagini traendole da due suoi grandi progetti: Kolor, che attraversa tutta la sua produzione a colori, e The Art of André S. Solidor, in cui confluiscono immagini di esilarante e sottile presa in giro del mondo dell’arte contemporanea, con i suoi controsensi e assurdità.
    La mostra è organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e da Civita Mostre.
  • Henri Cartier-Bresson
    Fotografo

    Loggia degli Abati, 11 marzo – 11 giugno 2017
    140 scatti di Henri Cartier-Bresson, in mostra a Palazzo Ducale, per immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica.
    Per Cartier-Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l’esperienza iniziale, reale momento in cui si decide il significato e la qualità di un’opera.
    «Per me, la macchina fotografica è come un block notes, uno strumento a supporto dell'intuito e della spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per dare un senso al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si può arrivare alla semplicità di espressione».
    Henri Cartier-Bresson non torna mai a inquadrare le sue fotografie, non opera alcuna scelta, le accetta o le scarta. Nient’altro. Lo scatto è per lui il passaggio dall’immaginario al reale. Un passaggio nervoso, nel senso di lucido, rapido, caratterizzato dalla padronanza con la quale si lavora, senza farsi travolgere e stravolgere.
    I suoi scatti colgono la contemporaneità delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme.
    «Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E’ mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore».
    La mostra Henri Cartier Bresson Fotografo è curata da Denis Curti , è promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi e organizzata da Civita Mostre.
  • Modigliani
    Appartamento del Doge, 16 marzo – 16 luglio 2017
    Impetuoso, dissoluto, bellissimo e passionale, Amedeo Modigliani (1884-1920) ha legato indissolubilmente a sé il mito bohémien dell’artista geniale e maledetto.
    Completata la formazione classica a Livorno e Venezia, l’artista si trasferisce a Parigi nel 1906, immergendosi in un effervescente clima culturale in cui finalmente può dare libero sfogo alla sua complessa sensibilità. Logorato dalla tubercolosi fin dall’infanzia, l’artista cerca di nascondere la sua fragilità con il momentaneo sollievo offerto dall’alcol e dalle droghe, che non riescono ad offuscare la sua intelligenza indagatrice.
    Senza rivendicare l’appartenenza a nessun movimento d’avanguardia, Modigliani persegue un bisogno di purezza e di novità, una sincerità verso se stesso nella vita e nell’arte, esplicata nelle forme solide ed essenziali che l’hanno reso uno dei più grandi artisti del ventesimo secolo.
    I suoi primi dipinti – ancora coniugati stilisticamente alle lezioni di Toulouse-Lautrec, Cézanne e Picasso – stupiscono per l’intensità della loro forza, e la solidità archetipa delle sue sculture comunicano un’eterna solennità, tutt’altro che superficiale. È tuttavia nei ritratti e nei nudi femminili che Modigliani riesce ad esprimere compiutamente una sensibilità profonda e sicura di sé, catturando l’anima dei suoi soggetti con una straordinaria ricchezza di sfumature.
    L’esposizione, curata da Rudy Chiappini, organizzata e prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e da MondoMostre Skira, presenta un’attenta selezione di opere provenienti da musei italiani, europei e da collezioni private: dai disegni, che sono come un diario intimo dell'artista, alle cariatidi, progetti per l'amata scultura, capaci di fondere classicità ed echi cubisti, ai ritratti, documento appassionato della vita dell'epoca nelle immagini dei suoi protagonisti, ai nudi capaci di sublimare ogni passione erotica in ardore ricco di grazia.
    Una mostra, che chiama lo spettatore a confrontarsi con l’intensità essenziale del sentimento trasferito sulla tela e ad esaminare il linguaggio assolutamente personale sviluppato da Modigliani durante la sua breve ma intensa carriera.
  • Vivian Maier
    Una fotografia ritrovata

    Loggia degli Abati, 23 giugno – 24 settembre
    La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, Vivian non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente. È il 2007 quando John Maloof, agente immobiliare, acquista a un’asta parte dell’archivio della Maier. Capisce di aver trovato un tesoro e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante la misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.
    La mostra, a cura di Anne Morin con Alessandra Mauro, raccoglie una serie di fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta e una sezione di immagini a colori degli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in Super 8.
    La Maier ritraeva le sue città, New York e Chicago, con sguardo curioso, attratta dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti. Mentre era in vita, le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate e la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati: Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.
    L’esposizione è realizzata in collaborazione con diChroma Photography, Civita Mostre e promossa da Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto.

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