Libri Genova - Lunedì 5 dicembre 2016

Torti Marci: «Con il mio fumetto vi insegno a vivere felici e contorti»

Un disegno di Riccardo Torti (Torti Marci)
© www.facebook.com/tortimarci

Genova - «Pronto! Ciao Riccardo, sono Francesca, ti chiamo dalla redazione di Mentelocale. Vorrei farti un'intervista sul tuo ultimo libro, E vissero tutti felici e contorti».
«Ciao, sì, aspetta.. Devo fare mentelocale... Ok, era una battuta pessima, scusa...».

Invece mi ha fatto ridere. E mi ha subito messo a mio agio. Che poi è un po' l'effetto delle sue vignette: ti fanno rilassare e sorridere. Ho conosciuto così il fumettista romano Riccardo Torti, disegnatore di Dylan Dog e John Doe.

Riccardo, in arte Torti Marci, ha pubblicato il suo nuovo fumetto, E vissero tutti felici e contorti (Editoriale Cosmo, 2016, 19.90 Euro, acquista E vissero tutti felici e contorti su Ibs), nell'ottobre 2016. Di sé dice: «Scrivo fumetti da 12 anni e le mie uniche certezze sono Star Wars e la Roma», e sul suo alter ego dice: «Torti Marci è il protagonista dei miei fumetti. Nato come webcomic, fumetto online, col tempo si è trasformato in un progetto cartaceo. Il primo, Un libro scomodo, è uscito nel 2015; E vissero tutti felici e contorti è stato pubblicato con il supporto dello Studio in Rosso di Roma».

Ma Torti Marci non è solo il protagonista di un fumetto, fa parte del mondo di Riccardo che, attraverso la sua arte, riesce a renderlo reale sfogando lo sdegno che ha dentro, nato soprattutto online, dagli abusi che invadono i social network alla diseducazione digitale. Una rabbia espressa come critica, ma con il sorriso: «La capacità di comunicare e arrivare al lettore è una dote innata, che unisce l'abilità della scrittura e del disegno al dono della sintesi - spiega l'autore - L'obiettivo del mio lavoro è quello di far divertire il più possibile i miei lettori. Il web mi ha dato tante soddisfazioni e spero che, leggendo il libro, le persone possano sorridere e riflettere».

Il libro è effettivamente molto divertente, dalla prima all'ultima pagina. Parla di internet con sarcasmo: «Spesso in rete manca il rispetto; il popolo di internet - cioè tutti noi - è ineducato, e nel peggiore dei casi maleducato. Nel mondo vituale parole, fatti e azioni sembrano non avere nessun peso nella realtà. Ma non è così: tutto ciò che avviene online ha un riscontro nel mondo reale. Scatti d'ira, frasi violente, sfoghi, ipocrisie, offese e minacce, questi e altri sono i comportamenti che rovinano i social. Troppo spesso manca la coscienza».

E proprio sulla coscienza è incentrato E vissero tutti felici e contenti. Il volume contiene una storia lunga 140 pagine, che vede Torti Marci aggirarsi in un'ambientazione fantasy, tra castelli, troll, elfi, magia e pozioni - «per acchiappare più lettori», dice Riccardo.

Torti Marci, che è un personaggio scomodo, intollerante a quasi tutti i comportamenti altrui e, in particolare, agli atteggiamenti social, racconta una fiaba a Gigetto, un bambino vittima di questo mondo contorto a causa del web.

«Vorrei che le persone pesassero di più le loro scelte e dessero più ascolto alla propria coscienza, come il protagonista della storia. La soluzione ai nostri problemi è riuscire a trovare un compromesso. Imparare a controllarsi, capire come usare questi meravigliosi e pericolosi mezzi che la tecnologia del nostro tempo ci mette a disposizione, cercare di migliorarsi».

Dunque è meglio vivere nella lucida consapevolezza della prigionia oppure nella rassicurante illusione della realtà? Insomma, citando il film Matrix, scegliamo la pillola rossa o la pillola blu? «Io scelgo sempre la realtà. Affronto la vita, e una volta che sono a conoscenza del problema, faccio di tutto per risolverlo. A modo mio, con il mio lavoro, mi sto impegnando per smuovere qualcosa nelle coscienze e partecipare al cambiamento».

Una curiosità: perché Torti Marci indossa sempre gli occhiali? «1: mi pesa disegnarli (so pigro). 2: il riflesso sulle lenti gli dà un'aria più cattiva. 3: non disegnandoli mai, quelle rare volte che li faccio, mi sottolineano l'emozione del momento».

Questo è un fumetto che si legge tutto d'un fiato e alla portata di tutti, ma che lancia un messaggio importante: dobbiamo ascoltare di più la nostra coscienza, cercare di trovare un compromesso con lei, conviverci senza deiventare schizofrenici. Fare la cosa che ci sembra giusta senza essere plagiati dalle nostre stesse menti, non seguire le abitudini quando sappiamo essere sbagliate. Cambiare è difficile, comporta un duro lavoro, ma il risultato è il più appagante che possiamo aspettarci.

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