Teatro Genova - Domenica 20 novembre 2016

La leggenda di Novecento sbarca al Teatro dell'Arca

Igor Chierici

Genova - L'America: un soffio di terra che appare di schianto fra le onde del mare e manciate di tempo. Un alito di promesse, di un futuro che, a guardarlo bene, si ha già tutto scritto negli occhi. L'America raggiunta su quella nave che per Danny Boodman T.D. Lemon Novecento - trovato neonato a bordo del Virginian e mai sceso sulla terraferma - significa il mondo.

Dopo la prima nazionale, andata in scena nell'agosto 2016 sull'isola delle chiatte al Porto Antico di Genova, torna La leggenda del pianista sull'oceano, la versione teatrale curata da Igor Chierici di Novecento, monologo firmato da Alessandro Baricco. Lo spettacolo, per la regia di Luca Cicolella, andrà in scena venerdì 2 e sabato 3 dicembre 2016 in un'altra location che ha molto da raccontare: il Teatro dell'Arca all'interno del Carcere di Marassi.

«Per la prima volta il teatro si apre all'esterno, ospitando una compagnia professionista», afferma Igor Chierici, in scena anche come interprete, voce narrante pronta a trasportare tra i flutti del mare, a farci salire a bordo del transatlantico Virginian e a suonare, con parole e gesti, la leggenda del pianista sull'oceano. Accanto a lui, anche l'ensemble jazz composto da Massimiliano Rolff al contrabbasso, Lauretta Galeno alla voce, Mario Martini alla tromba e Gianluca Fiorentino alla chitarra. Ai tasti del pianoforte, a interpretare il piccolo Novecento, Marco Vecchio.

Se il lieve sferragliamento delle chiatte, l'ondeggiare del mare picchiettato dalla luce avevano portato il pubblico là, nel punto dove l'oceano si mangia tutto e la terra non ha nome, pensando alla dimensione del carcere, la mente si sposta subito all'ambiente chiuso della nave dove la realtà che Novecento conosce è ricamata in quelle immagini, profumi, sensazioni che i viaggiatori hanno scritto addosso e che lui ha imparato a decifrare. Grazie a quella si può sporgere fuori, arrivare ovunque. «Novecento ha capito che il mondo è lì», su quel Virginian dove «la gente porta dentro le proprie esperienze» e il suo occhio «si fa osservatore, come diventa quello di un detenuto», afferma Chierici che svolge attività in collaborazione con la struttura penitenziaria. Un altro tempo governa chi ha clessidre di minuti, ore, anni da volgere e volgere ancora. «Il tempo che, in un primo momento i detenuti auspicano fluisca il più velocemente possibile, poi rallenta perché comincia l'attesa: l'ora d'aria, il pasto. In carcere si diventa attenti ai movimenti, un po' per autodifesa, un po' per capire. Imparano a leggere le persone». E così un gesto, un ombra che passa nella mente e fa capolino su un volto diventano pagine da sfogliare. E poi c'è il fuori, il tutto: compreso in quel terzo gradino su cui Novecento si arresta. Scenderlo vorrebbe dire il dischiudersi immenso di possibilità. «Se per Novecento - che se decidesse di vivere sulla terraferma avrebbe tutto a portata di mano - la domanda è dove vado, per i detenuti, che hanno voglia di scenderli quei gradini, una volta usciti dal carcere è cosa faccio».

Il viaggio genovese de La leggenda del pianista sull'oceano era iniziata là, su quell'isola delle chiatte che guardano al mare: «un'area - afferma Chierici - che il Porto Antico aveva gran desiderio di far vivere». Una finestra sulle onde dalla quale l'attore tornerà a sporgersi ancora, con un'altra storia di mare: Moby Dick. Il capolavoro di Melville tornerà nell'estate 2017 al Porto Antico di Genova «a distanza di 25 anni dalla versione che Vittorio Gassman aveva interpretato in piazza delle Feste, con le musiche di Nicola Piovani e le scene di Renzo Piano». In questo caso, la versione curata da Chierici sarà adattata al massimo a tre personaggi e prevedrà, continua l'attore, un «parte musicale piuttosto insolita in cui verranno utilizzati strumenti come i timpani per rendere il senso di vortice e di battaglia. Il pubblico siederà su botti e la chiatta farà da completamento scenografico».

Un fluire, dunque, tra leggenda e leggenda, tra musica e musica, tra mare che si inanella nel mare. Tra i progetti dell'attore, oltre a quello di una possibile collaborazione con il Suq Festival per rendere l'isola delle chiatte un'area collaterale della manifestazione, anche la presentazione dell'album di Chierici con una serata per violoncello e pianoforte, guardando a quel simbolo di Genova che per molto tempo ha tracciato la strada di chi non aveva che stelle e cielo a fare da guida: la Lanterna. «Un evento dove anche il pubblico sarà protagonista», afferma, portando l'immaginazione subito lì, tra pioggia e tempesta, elementi atmosferici creati da tanti sfregamenti di mani e schiocchi di dita prodotti nello stesso momento. Mentre un numero si ritaglia di getto: «cinque quindici, come la frequenza della Lanterna. Sarà proprio quando si vedrà il fascio di luce che inizieremo a suonare» e poi... Poi a seguire il ritmo di quella Lanterna che ha portato a casa tante vite, che ne ha viste partire altre e ha accompagnato su quel terzo gradino che fa chiedere dove sia veramente casa, dove sia veramente terra. Vicino, lontana, sulla terraferma, nel ventre di una nave pronta a brillare.

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