Teatro Genova - Mercoledì 27 luglio 2016

Cresta 2016: con Spaccateatro circo, musica e comicità ai Giardini Baltimora

Maldimar, ovvero Marta Finazzi acrobata aerea

Genova - Dopo la prima stagione teatrale al centro sociale Zapata, Teatro allo Zapata, un appuntamento al mese da gennaio a maggio 2016, l'attrice Irene Lamponi, anche drammaturga, ha creato una mini-rassegna estiva ai Giardini Baltimora (conosciuti come Giardini di Plastica), a cui ha dato un originale titolo: Spaccateatro.

Tre serate con tre appuntamenti a sera a partire dal tardo pomeriggio, dal 27 luglio al 10 agosto, collocate all'interno della quarta edizione del Festival CreSta ai Giardini Baltimora, rassegna dedicata alla creatività stanziale che il Comune di Genova organizza in collaborazione con la rete Arbusti Musica, con diciassette giorni di programmazione tra musica, teatro e performance (tutto a ingresso gratuito), dal 27 luglio al 13 agosto 2016, e più di cento artisti appartenenti a 24 realtà tra associazioni, reti e collettivi.

Com'è andata la rassegna allo Zapata e com'è nata questa nuova avventura estiva che ti vede direttrice artistica dell'offerta teatrale all'interno di Cresta?
«Le serate allo Zampata sono andate bene e ben oltre le aspettative: ad ogni serata hanno partecipato circa 100/120 persone. Proprio grazie a questa rassegna, la rete di Arbusti mi ha contattata chiedendomi di fare da referente teatrale per CreSta. Tre anni fa avevano già provato a proporre teatro all'interno del festival ma non aveva funzionato tanto. E così mi hanno detto: Magari hai voglia di far ritornare il teatro a CreSta?. Così sono nate le tre serate», spiega Lamponi.

Esiste un legame tra quanto hai proposto allo Zapata e gli artisti selezionati per Spaccateatro?
«C'è un fil rouge, sì. Entrambe le realtà vogliono mettere in risalto produzioni indipendenti e creazioni dal basso e accogliere artisti capaci di adattarsi anche a spazi altri. A me piace mettere insieme spettacoli che sono normalmente ospitati in situazioni più convenzionali e portarli in contesti diversi». E il titolo? Perché Spaccateatro? «Avevo altre ipotesi, forse più eleganti, per esempio una era "Oltremisura", però rispetto sia al carattere della manifestazione che al taglio che ho dato, mi piaceva di più Spaccateatro» semplicemente.

In queste due esperienze di direzione artistica che idea ti sei fatta di questo lavoro e come hai gestito le tue scelte?
«Rispetto alla rassegna invernale, questa è stata molto più impegnativa perché al di là delle tre serate avevo da gestire un arco temporale più lungo quindi non potevo limitarmi a scegliere uno spettacolo. Ho voluto così creare un percorso sulle tre serate con una progettualità più articolata. Molte delle scelte poi in questa occasione sono nate rispetto allo spazio e alla stagione: siamo all'aperto, in un contesto senza fuoco sul palco, quindi ho portato spettacoli che potessero resistere anche in una situazione dove non c'è tanta concentrazione. E poi fa caldo, ne veniamo magari da una giornata di mare o di lavoro, il teatro deve farti riflettere ma anche farti ritornare. Spaccattori e spaccaspettacoli».

Teatro circo, performace, concerti e «comicità e interazione con il pubblico» sono i cardini di Spaccateatro. La prima giornata (27 luglio) è tutta «dedicata al circo». Perché? «Di nuovo, è stato lo spazio a guidare la scelta: essendo un giardino si prestava benissimo per ospitare acrobati, giocolieri, clown. C'è anche un laboratorio per bambini: Costruire e usare un attrezzo di giocoleria alle ore 18.30, a cura di Ilaria Surd. «L'idea è di offrire un piccolo percorso ai bambini, per cui prima glielo facciamo fare il circo poi glielo facciamo vedere». Alle 19.30: spettacolo di acrobatica aerea Immaginaria, con Marta Finazzi in arte Maldimar. A seguire alle 21, il clown argentino El Niño Del Retrete Toylette: mimo, acrobata e giocoliere fantasista. La serata prosegue (alle 22) e chiude con la prima performance musicale e per immagini di Francesca Sophie Giona in Ametist: viaggioconcerto#1. «Francesca Sophie Giona è una musicista giovane - non ha trentanni ancora - una polistrumentista e cantante meravigliosa, abbiamo lavorato insieme. Lei fa una ricerca anche sull'immagine, quindi è una musicista performativa che crea un suo mondo attraverso dei video. Ho scelto lei invece che avere un dj set o persone diverse a chiudere le serate per dare la possibilità al pubblico di conoscere il suo percorso: avrà una valigia e farà una performance diversa tutte e tre le sere. Non ho idea di cosa succederà, ma ho totale fiducia».

Concerto in apertura (ore 19.30), con i genovesi Sboom e teatro al centro della serata (ore 21) Ab hoc et ab hac di Daniele Parisi per poi incontrare ancora Francesca Sophie Giona nel suo Ametyst viaggioconcerto#2 nella seconda giornata di Spaccateatro, mercoledì 3 agosto. «Daniele Parisi è un attore romano poco più che trentenne: secondo me un genio» e infatti era anche in apertura del cartellone dello Zapata. Si chiude il 10 agosto con la musica dei @SabroSon (ore 19.30), il Chiacchierpillar Live: primo road movie della radiofonia italiana, direttamente da RADIO 2 web, con Walter Leonardi e Flavio Pirini. E qundi (alle 22) Ametyst viaggioconcerto#3.

Continui a fare l'attrice o pensi di cambiare mestiere?
«No, no, faccio l'attrice. Il 12 ottobre 2016 debutta il mio spettacolo Tropicana al Teatro della Tosse dove stiamo due settimane per poi partire per una bellissima tournée con già 32 date tra Milano, Trieste e Pergine». effettivamente ne avevamo già parlato raccontando del cartellone solare 2016 della Tosse, ma ricordaci meglio questo lavoro che mi pare ti vedesse anche drammaturga, no? «Il testo l'ho scritto io mentre la regia è di Andrea Collavino, artista di Udine. La scrittura è nata all'interno di Crisi, il laboratorio con Fausto Paravidino. È una commedia, una storia familiare in parte autobiografica, in cui si parla dell'assenza della figura del padre, la protagonista è una ragazza che interpreterò io. In scena accanto a me: Elena Callegari (Milano), Cristina Cavalli (Genova) e Marco Rizzo (Milano). Iniziamo a settembre, per me è un'occasione importante sia perché c'è il mio testo in gioco sia perché le piazze in cui andiamo sono importanti».

E allo Zapata? Il prossimo anno ci sarà la seconda edizione della tua rassegna?
«Sì e dovremmo riuscire ad ampliarla. Non so ancora se partiremo a ottobre o a gennaio. Ma vorremmo anche proporre un laboratorio teatrale gratuito o con quota di partecipazione simbolica, se riusciamo a ottenere un sostegno dal Municipio».

Laboratorio diretto a qualcuno in particolare o aperto a tutti?
«L'idea è partire da un tema: Io sconfino, viaggi testimonianze e azioni. Ovviamente legato all'attualità, ma non vuole essere una proposta né settoriale né generazionale: chiunque sia interessato al tema e a fare un percorso teatrale può partecipare. Ci sarà anche una creazione drammaturgia. Per farlo però abbiamo bisogno di ristrutturare una saletta al piano di sopra dello Zapata, che è perfetta per dimensioni, ma mancano alcune cose quindi se avessi un po' di fondi potremmo per renderla agevole. Ora però è tutto ancora in alto mare, vedremo».

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