Mostre Genova - Mercoledì 25 maggio 2016

Da Palazzo Bianco a Tursi, un passaggio riscoperto

Alla fine del percorso, nel giardino tra Palazzo Bianco e Palazzo Tursi
© Rosangela Urso
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Genova - Genova dalle mille sorprese. Percorsi che riportano alla luce frammenti di storia, tra il verde degli alberi e la maestà degli antichi Palazzi dei Rolli. Scorci di città che neanche ti immagini possano esistere, se non entrandoci dentro, percorrendoli e riscoprendoli.

È stato inaugurato il nuovo passaggio che collega Palazzo Bianco a Palazzo Tursi. Un percorso che completa l'offerta culturale dei Musei di Strada Nuova, che permette di ripercorrere la storia di uno dei più importanti complessi religiosi della Genova Medievale: il convento di San Francesco di Castelletto.

Il cammino che si snoda al coperto, con grandi vetrate che guardano il cielo, consente di riscoprire un'antica struttura architettonica, tra colonne e volte che si stagliano sulla facciata di Palazzo Galliera, di cui si può godere appieno dal giardino antistante: traguardo di questo percorso - prima di accedere a Palazzo Tursi - da cui assaporare i colori e i profumi, che invisibili da via Garibaldi si celano sui tetti del centro storico.

«Questo percorso - spiega, prima di varcare la soglia del nuovo passaggio, il sindaco di Genova Marco Doria - consente di passare contemporaneamente tra vestigia medievali e palazzi rinascimentali, all'interno di un sistema museale, quello di Strada Nuova, che comprende Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, e con questo passaggio, Palazzo Tursi. Una scelta strategica - aggiunge - quella di coordinare in un circuito i grandi palazzi di via Garibaldi, compreso il Palazzo che all'inizio non aveva nessuna funzione museale, ma che progressivamente sta acquisendo funzione di museo, cioè Palazzo Tursi».

«Due palazzi che prima si percorrevano indipendentemente l'uno dall'altro - spiega Pietro Boccardo, direttore dei Musei di Strada Nuova - senza sapere che alle loro spalle sorgesse questo complesso medievale. Ora è possibile vedere, una delle cappelle sotterranee del convento costruito tra la metà del 1200 e il 1305, e reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi, oltre a frammenti marmorei e lapidei». Nel corridoio che collega i due ediici, pannelli didattici raccontano la storia del distrutto complesso medievale.

Costo dell'intervento 1 milione e 950mila euro circa, ultimo tassello dei macrointerventi iniziati nel 2004 nel polo museale di via Garibaldi, reso possibile grazie all'inserimento nel Por. Un lavoro frutto «della stretta collaborazione tra i vari soggetti del Comune coinvolti», sottolinea il primo cittadino, insieme all'assessore ai lavori pubblici Gianni Crivello, i cui uffici hanno sviluppato il progetto disegnato da Mirco Grassi, Luca Patrone e Roberto Grillo.

Non sono mancate le varianti: «Rispetto a quanto preventivato - spiegano dagli uffici tecnici del Comune - sono stati fatti dei lavori aggiuntivi: sulla torre di Palazzo Tursi, il collegamento con la scuola Daneo, i restauri del portale in ardesia e del portale in marmo su salita San Francesco, oltre alle scoperte archeologiche emerse durante gli scavi».

Il pubblico potrà cominciarne a fruirne da sabato 27 maggio in occasione dei Rolli days. Per poi rimanere sempre aperto come parte integrante del percorso dei Musei di Strada Nuova.

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