Teatro Genova - Venerdì 6 maggio 2016

A Marassi nasce il primo teatro in carcere

L'ingresso del Teatro dell'Arca
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Genova - Dieci anni fa, il 5 maggio del 2006, il Teatro Necessario debuttava con Scatenati al Teatro Modena, il primo spettacolo del gruppo a cui partecipavano detenuti. Dopo nove spettacoli e tre anni di progettazione, costruzione, permessi e tenacia, oggi Teatro Necessario ha aperto ufficialmente le porte e alzato il sipario del Teatro dell'Arca, che si trova dentro la Casa Circondariale di Genova Marassi. Per l'occasione sul nuovo palcoscenico è andato in scena un nuovo spettacolo: Padiglione 40 – L’ordine imperfetto, liberamente tratto dal romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey - in cartellone al Teatro della Corte dall'11 al 15 maggio - interpretato dagli attori detenuti di Marassi e da Matteo Alfonso, Filippo Anania, Silvia Bargi, Francesca Pedrazzi e Carola Stagnaro.

Il teatro è entrato nel carcere, ma soprattutto ha aperto un grande varco culturale e sociale tra dentro e fuori, con uno spazio che a Marassi sta tra il carcere e lo stadio. È commosso il direttore di scena Lino Mazzarella, detenuto. Schivo, altrettanto emozionato, Pino, che con altri detenuti ha costruito il teatro con le sue proprie mani, recuperando e valorizzando un’area in disuso all’interno del carcere su un progetto dell’architetto Vittorio Grattarola. Un'inaugurazione che è una vera e propria festa, marcata dal rituale taglio del nastro con benedizione, a cui hanno partecipato tutte le autorità della città accolte dalla nuova direttrice Maria Milano (già alla guida del carcere di Chiavari e Pontedecimo), salutate da Salvatore Mazzeo, ex-direttore di Marassi, e dalla vicedirettrice, Cristina Marré, entrambi fin dall'inizio (tre anni fa) al fianco di Mirella Cannata, Carlo Imparato, Sandro Baldacci e tutti i volontari e collaboratori di Teatro Necessario per la costruzione di questa realtà.

Presenti tutti i teatri cittadini, tra cui Archivolto, Ortica, Tosse e Stabile, che nel tempo hanno collaborato o ospitato gli spettacoli della compagnia Scatenati. E poi i ragazzi delle scuole I.I.S. Vittorio Emanuele II-Ruffini e dell'Istituto Alberghiero Marco Polo e i tanti volontari che affiancano il lavoro di Teatro Necessario quotidianamente.

Per l'evento sono arrivati in città anche Fabio Cavalli da Rebibbia, attore, autore e regista, da 15 anni al lavoro all'interno del carcere romano con la Compagnia G12 del reparto Alta Sicurezza, nonché ispiratore del film Cesare deve morire. «La vostra esperienza - ha affermato Cavalli - è all'avanguardia e mi auguro che possa essere opera guida per altre città. Sono reduce dagli Stati Generali dell'Esecuzione Penale a Roma, lo scorso aprile, in cui abbiamo siglato un protocollo di intesa con il Dap (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria) per incrementare l'azione di recupero e intervento attraverso il teatro e la cultura.

Dal 7 aprile 2016 il teatro di Rebibbia è in diretta con il mondo dopo il collegamento, in streaming con l'Università La Sapienza e i detenuti all'interno del carcere: una lunga ripresa realizzata in HD con un progetto che vuole sfruttare le nuove tecnologie e mezzi di comunicazione». Per il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, sul palco a fine spettacolo anche Vito Minoia, presidente, che ha annunciato la terza edizione del Festival Nazionale di Teatro e Carcere Destini Incrociati fissata al 14-16 ottobre 2016 e in scena proprio sul palcoscenico del Teatro dell'Arca a Genova.

La ricorrenza dei dieci anni e l'apertura del teatro sono accompagnate da un altro traguardo di Teatro Necessario: la pubblicazione di un volume che ne ripercorre le produzioni e la storia: Scatenati. Dieci anni di teatro necessario in carcere. Una raccolta di interviste e episodi raccolti dalla penna della giornalista Eliana Quattrini e corredati da foto e locandine degli spettacoli prodotti per la casa editrice Il Canneto.

Accanto a Matteo Alfonso, nei panni del protagonista di Padiglione 40, De Nicola detto Robin, o anche numero 728, gli attori-detenuti Norman Alberganti (van gogh), Francisco Formica (il generale), Massimo Gallo (martini), Giorgio Girotti (il marchese), Massimiliano Meola (valium), Elton Muhaj (bonsaj), Bruno Orlandini (il direttore del carcere), Tahir Tarik (l'uomo-ragno) tra gli altri, hanno ripercorso i vissuti dei pazienti-reclusi negli Opg (Ospedale Psichiartrico Giudiziario), strutture per detenuti affetti da turbe e patologie di natura psichiatrica, evoluzione dei manicomi criminali, di cui il reparto agitati di Aversa, Padiglione 40, appunto, rappresentò l'esempio peggiore, riconosciuto da tutti come l'anticamera dell'inferno per gli abusi e le violenze subite dai carcerati-pazienti. Gli Opg sono stati chiusi sulla carta nel 2011 anche se con ritardi e proroghe gli ultimi sono stati davvero serrati solo nel 2015 e rimpiazzati dalle Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Sandro Baldacci, regista e co-autore dell'adattamento del testo di Ken Kesey, Qualcuno volò sul nido del cuculo, afferma che «nessun altro testo avrebbe potuto rappresentare meglio questa occasione che racconta di un percorso di civiltà lanciato in Italia decenni fa con la legge Basaglia».

Immobile. Tradizionalista. Conservatrice. Individualista. La Superba è anche capace di volitivi guizzi che non sorprenderanno chi la conosce nel profondo. Con l'avvio a breve del Life Festival e questa inaugurazione del Teatro dell'Arca, Genova potrebbe anche essere definita una brillante città all'avanguardia e mai pacificata rispetto ai grandi valori umani e temi dell'attualità: diritti civili, pacifismo, pari opportunità, rispetto della diversità, accoglienza, educazione alla legalità, beni comuni, cooperazione e azioni partecipative. Negli anni, altre iniziative hanno lavorato a creare un canale attivo di comunicazione e condivisione con il carcere e i detenuti, attraverso il lavoro di teatro sociale del Teatro dell'Ortica per esempio, o nel 2011 con il numero zero dell'iniziativa Uomini dentro mai proseguita. Una testarda e tenace anima percorre Genova, che seppur spremuta, zittita, messa spesso all'angolo non molla. Ovviamente una cosa è costruirle e salire sul carro delle buone idee, altra cosa è trasformare le buone idee e le buone pratiche in quotidiana cura così che ciò che di buono si è creato non resti episodio virtuoso. Ora che è nato, il Teatro dell'Arca ha bisogno del sostegno di tutta la città.

Intanto sono già calendarizzati i prossimi appuntamenti al Teatro dell'Arca: il 20 maggio ci sarà il saggio di fine anno Mitico delle scuole Vittorio Emanuele II-Ruffini e Liceo Pertini. A seguire, l'attore e regista Jurji Ferrini sarà in sala per provare la sua nuova produzione goviana I maneggi per maritare una figlia al debutto al Festival di Borgio Verezzi, dove replicherà anche Padiglione 40. Quindi a ottobre, Destini incrociati. E poi? Un accordo con il Teatro Stabile di Genova per ospitare iniziative «ancora da mettere a fuoco»; la volontà di aprire lo spazio a gruppi e compagnie che ne faranno richiesta; proseguire i percorsi formativi e professionalizzanti svolti in collaborazione con Fuoriscena, azienda che si occupa di servizi tecnici per lo spettacolo dal '97. Ilaria Cavo, assessora alla cultura della Regione, conferma l'entusiasmo personale per l'iniziativa e il sostegno istituzionale sia al teatro che ai corsi di formazione, invitando pubblicamente a partecipare al prossimo bando per l'inclusione sociale.

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