Attualità Genova - Venerdì 26 febbraio 2016

Emergency racconta i rifugiati alla ricerca della normalità

di Rosangela Urso
Nel video Cecilia Strada (© Rosangela Urso). Foto: La fatina (© Maurizio Papalia)

Li abbiamo visti bloccati al confine di Ventimiglia, con i sogni incastrati sugli scogli dei Balzi Rossi. Li vediamo sbarcare continuamente a Lampedusa. Molti europei si accorgono di loro solo quando cercano di oltrepassare i confini. E forse non vogliono sapere da dove arrivano e cosa si lasciano alle spalle. Chi, invece, scappa dai bombardamenti e vive nei campi profughi, ad esempio in Iraq, cerca con tutte le forze di ricostruire la normalità perduta. Soprattutto i bambini che nonostante tutto non smettono di giocare, di creare.

Per vedere cosa c'è al di là del mare e delle nostre coste, Cecilia Strada, presidente di Emergency, è arrivata da Milano a Genova per presentare la mostra Il sapore della normalità. Una rassegna fotografica, voluta da Emergency, composta da 47 scatti realizzati da Maurizio Papalia - che dall'inizio di dicembre 2014 a metà febbraio 2015 ha fatto per Emergency il Medical Coordinator nelle due cliniche di Arbat - nei campi dei rifugiati allestiti nel Kurdistan irakeno dalla Comunità internazionale. Quando era lì Papalia ha visto passare davanti ai suoi occhi migliaia di sfollati irakeni, e ha deciso di fare delle fotografie, per non dimenticare.

«La mostra - spiega Strada - racconta il lavoro di Emergency in Iraq, dove ci sono famiglie che stanno scappando da Daesh. Si tratta di una situazione di straordinarietà, in mezzo a persone in fuga che cercano la normalità e che vogliono ritrovare la quotidianità. Quindi in questi scatti non vediamo persone in fuga, feriti, ma vediamo bambini che giocano, una la donna che lava i piatti con la neve. Persone che cercano di ricostruirsi un po' di casa, un po' di vita».

La rassegna, in anteprima a Palazzo Ducale nell'ambito di GeMun fino a sabato 27 febbraio, da venerdì 4 marzo a venerdì 13 maggio girerà negli otto municipi cittadini: dalla Valpolcevera al Medio Levante, passando per la Vaslbisagno, il Centro e il Levante. Ogni periodo di mostra vedrà un momento inaugurale (alle ore 17) il primo giorno dei relativi periodi di mostra presso le varie sedi. Un'occasione d'incontro con gli organizzatori, gli autori, i personaggi vicini alle tematiche trattate. «Credo che sia importante far vedere questa quotidianità - riprende Cecilia Strada - altrimenti sembra che ci accorgiamo di queste persone solo quando arrivano sulle nostre coste e di colpo sono diventate un problema. Raccontare chi sono queste persone da che cosa scappano, da dove arrivano crediamo possa essere molto utile anche per guardarli con altri occhi quando li troviamo sulle nostre coste e sulle nostre strade, per costruire dei ponti».

Dieci i filoni in cui sono state suddivise le immagini: dalla Nuova casa, alle Provviste, passando da Bambini, comunque, ai Vestiti della festa, e ancora Le Stagioni, Con le madri, Verso la cura, Solitudine, anche, Con padri, sorelle e fratelli per finire con In attesa. Per raccontare il tentativo, da parte di chi ha perso tutto ed è rimasto, di ricostruirsi una quotidianità.

La rassegna culminerà con l'incontro nazionale di Emergency, che si tiene per la prima volta a Genova, da giovedì 30 giugno a domenica 3 luglio. «Quattro giorni per parlare di come rompere questa spirale di violenza».

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