Teatro Genova - Domenica 13 dicembre 2015

Teatro della Tosse: il cartellone 2016 per un anno a teatro

Il macello di Giobbe di Fausto Paravidino dal 7 gennaio 2016

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Genova - Cominciamo con i nomi dei protagonisti del cartellone solare del Teatro della Tosse 2016. Vediamo se trovate il nome che vi interessa tra quelli che vanno in scena da gennaio a dicembre 2016: Fausto Paravidino (7-9 gennaio), Valerio Binasco (20-23 gennaio), Gabriele Di Luca/Carrozzeria Orfeo (28-30 gennaio), Punta Corsara (12-14 febbraio), Duda Paiva (25-27 febbraio), Laura Sicignano (8-20 marzo), Cie BettiCombo (marzo), Aurélien Bory (9-10 aprile), Maurizio Patella (28-30 aprile), Antonio Latella (maggio), Luciana Maniaci e Francesco D’Amore (6-8 maggio), Emanuele Conte (giugno/luglio, ottobre), Michela Lucenti e Balletto Civile (giugno, novembre), Irene Lamponi (ottobre), Circo el Grito (novembre), Elvira Frosini e Daniele Timpano (novembre). E tanti altri: Generazione Disagio, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella, Francesco Micheli, Compagnia dei Demoni e Alessandro Bergallo.

Sarebbe la quarantunesima stagione, ma l'idea stessa di stagione (solo parte dell'anno solare) al Teatro della Tosse è tramontata con il riassetto ministeriale e la nuova denominazione a TRIC nonché la nuova direzione artistica di Amedeo Romeo con il contributo di Marina Petrillo e un progetto artistico firmato a tre Conte/Petrillo/Romeo.

L'entusiamo per la presentazione dei tanti progetti 2016 è grande, perché «finalmente abbiamo la possibilità di presentare tutte le iniziative e le sfaccettature che costituiscono l'identità della Tosse» afferma Emanuele Conte, regista e presidente della Fondazione Luzzati Teatro della Tosse. Eppure c'è un però impossibile da ignorare. «Gli altri teatri simili a noi, in altre regioni italiane sono sostenuti due/tre volte tanto quello arriva a noi. Ma questo sarebbe, diciamo il meno. Il problema è che i tagli ci vengono comunicati ad anno finito, quindi il 6 dicembre veniamo a sapere di quanto disponiamo. E proprio di questi giorni è l'annuncio di un nuovo taglio della Regione Liguria che ammonta al 30% del nostro budget. Insomma, una pugnalata alla schiena», Emanuele Conte taglia corto non è interessato a far polemiche, ma rilancia guardando agli ultimi anni di lavoro: «Tre anni di crescita di pubblico e di forte espansione sul territorio ligure credo che ci rappresentino come una realtà forte e apprezzata. Senza contare che i risultati del nuovo festival Resistere e creare, appena concluso, hanno indicato un successo che è andato ben oltre le mie aspettative: un evento per tutta la città a tutte le ore, in cui anche artisti più piccoli hanno avuto il loro pubblico. Il che ci ricorda che Genova sa rispondere quando le proposte sono interessanti. E anche dal resto del paese c'è uno sguardo attento verso le nostre ospitalità internazionali». Poi un distinguo sulle istituzioni: «Il Comune di Genova invece continua a sostenerci - prosegue Conte - anche se non con un grosso contributo, ma dando continuità e quindi una certa sicurezza».

È Amedeo Romeo a dare alcuni numeri del 2015 e del festival di danza contemporanea internazionale guidato da Michela Lucenti: «2500 spettatori in 10 giorni, con spettacoli internazionali in unica data a Genova. 50mila gli spettatori a teatro nel 2015. Con una crescita del 10% che non è solo nei numeri ma parla della vivacità del nostro pubblico».

È ancora Amedeo Romeo a presentare le linee guida della programmazione 2016: «Si chiamerà Tutto è possibile dove niente è certo, visto che scopriamo alla fine dell'anno quali sono le risorse per l'anno passato invece che per quello successivo».

La principale, nell'ambito delle produzioni, è legata alle collaborazioni con altre realtà artistiche della città e non solo. «Emanuele Conte ha aperto la porta a registi e autori con cui condividiamo il nostro spazio perché anche chi non ha una struttura propria possa costruire nuove produzioni». Si approfondisce quindi il rapporto con Balletto Civile e Michela Lucenti, in particolare Conte e Lucenti lavoreranno a due nuovi spettacoli: Orfeo Rave, per l'estate, all'aperto; e uno in cartellone in autunno: Roberto Zucco. Una nuova regia di Laura Sicignano di Teatro Cargo con un cast di interpreti che fonde i due nuclei artistici, Buio a mezzogiorno, dal romanzo di Arthur Koestler. «Tra pochi giorni - spiega Sicignano - parto per la Russia dove andrò come autrice. Alla Tosse, sarò in veste di regista perché il ministero impedisce le coproduzioni tra TRIC e centri di produzione. Proseguo a lavorare sulla passione per la storia, con un romanzo su Stalin, colui che ha trasformato il grande mito della rivoluzione, sul riscatto delle masse anonime, per trasformarlo in dittatura, il tutto visto dagli occhi di un uomo».

Sui suoi nuovi spettacoli interviene Conte: «Il primo esperimento, Orfeo Rave è pensato per uno spazio altro, non il palcoscenico. L'intenzione è creare uno spettacolo in cui ci sia un grande coinvolgemento del pubblico in spazio alternativo: c'è un dialogo aperto con la Fiera di Genova ma niente di definito ancora. A livello tematico ci sarà una continuazione del lavoro cominciato con la trilogia sul potere: Orfeo non ha il coraggio di portare fino in fondo la sua missione mentre Euridice è capace di assolvere il suo ruolo completamente. Mi interessa riflettere sul rapporto uomo-donna, le sue trasformazioni e le difficoltà con cui chi lo vive affronta il cambiamento affronta. L'altro lavoro, Roberto Zucco, affronta la vicenda del serial killer italiano degli anni '80, in uno spettacolo da palcoscenico, in cui le nostre compagnie si mescolano così come i generi. Protagonsita ancora l'attore Gianmaria Martini».

«D'altra parte, apriamo ad altre produzioni non nate qui da noi dando un sostegno produttivo: a gennaio arriva Fausto Paravidino con Il macello di Giobbe, una scrittura shakespeariana per respiro tragico, sul tema dell'economia. Un lavoro interessante di per sé, ma che rappresenta anche il nostro interesse per un percorso produttivo al Valle e per il loro desiderio di rientrare in un sistema teatrale più tradizionale». Lo spettacolo per ora ha debuttato a Bruxelles e dopo le repliche alla Tosse andrà in tournèe all'estero. Ci sono poi i progetti di coproduzione. Carta bianca ha un altro lavoro nato al Valle: Tropicana testo di Irene Lamponi risultato di due anni di lavoro nel laboratorio del Teatro Valle che ora l'autrice è spronata a mettere in scena scegliendo in autonomia attori e regista. Si rinnova il sostegno anche al duo Frosini/Timpano per Acqua di colonia, un lavoro sul colonialismo e a Maniaci D'amore, altro duo già al lavoro negli spazi della Tosse che sarà in cartellone con Morsi a vuoto e a dicembre 2016 con La crepanza, nuova coproduzione per il duo che non ha sede.

Altra linea guida, la politica delle ospitalità in Trionfo: teatro-circo puro con Al cubo, di Cie Betti-Combo, compagnia di Toulouse composta di tre artisti italiani andati a vivere in Francia; mescolano teatro fisico e circo contemporaneo con Aurélien Bory/Phil Soltanoff in Plan B (9-10 aprile), e ancora circo con El Grito in Drums and Circus (novembre 2016): viaggio alle radici dell'arte circense, dall'epoca della pietra ad oggi, tra acrobazia e magia - il debutto a Rovereto a breve. E poi sperimentazione con Italian Life in Contemporary Time opera prima di Massimiliano Rolff, spettacolo di intrattenimento multmediale iper-realista, tra nuove tecnologie e musica dal vivo per un viaggio in Italia. Ma anche Blind (25-27 febbraio) che mescola danza, musica, teatro d'animazione dell'allievo di Neville Tranter, ovvero Duda Paiva: ballerino e burattinaio che racconta una vicenda auotbiografica intorno alla cecità. E danza: sia con la sesta edizione di Danzatalenti, Gala delle eccellenze della danza con la compagnia Cannes Jeune Ballet e Balletto di Torino; e con la seconda edizione di Resistere e creare sotto la guida di Balletto Civile e Michela Lucenti (novembre 2016).

La sala Campana continuerà ad essere dedicata all'altro filone che si è configurato negli ultimi anni ovvero la nuova drammaturgia. Tra i protagonisti, molti dei nomi citati sopra per le coproduzioni, e poi Carrozzeria Orfeo con Thanks for vaselina (28-30 gennaio), spettacolo divertente e amatissimo da pubblico e critica su la geopolitica del traffico di droga in scenari distopici tra USA e Messico; Punta Corsara con Hamlet Travestie (12-14 febbraio), un Amleto ambientato a Napoli all'interno di una famiglia contemporanea, uno spettacolo che mescola farsa e tragedia.

I festival, oltre a quelli già citati della danza, all'interno del cartellone come «corpi che si integrano e inseriscono nella nostra programmazione» afferma Romeo, «la seconda edizione di Life Festival. Storie di vita omosessuale che nella prima edizione si chiamava Occhiali d'oro ed era una rassegna teatrale a tematica omosessuale fatta di spettacoli e presentazioni di libri intorno al tema Lgbt. Ora la progettualità si amplia e oltre a Tosse e Approdo Arcigay Genova, c'è l'apertura verso altri linguaggi e la collaborazione con varie realtà: Palazzo Ducale, il Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, il Teatro dell'Archivolto con gli spettacoli per ragazzi, l'Altrove - Teatro della Maddalena con una rassegna di cinema, e poi mostre e laboratori, con l'intento di costruire una rete per parlare di diritti e storie di persone che permettano di fugare paure.

«Bisogna tornare a raccontare storie individuali perché poi ciò che ci accomuna è la nostra umanità» afferma Michela Marsano, docente di filosofia morale alla Sorbona ed esperta di etica e vicina al festival Lgbt, alla Tosse per presentare il libro Papà, mamma e gender: «Come diceva Oscar Wilde, Le cose vere della vita non si insegnano, non si imparano ma si attraversano. Mi sembra importante ricordare che abbiamo bisogno di cultura alta con libri, cinema e confronti. La cultura è lo strumento per promuovere una società inclusiva che nonostante e con le differenze crea percorsi di uguaglianza, in un tempo di grande confusione. Finisco con Albert Camus: È solo cercando di nominare le cose in maniera corretta che si diminuisce la quantità di disordine e di sofferenza che c'è nel mondo».

All'interno di Life Festival, la Tosse porta Antonio Latella con Caro George e Il giardino delle ciliegie di Nina's Drag Queens per la regia di Francesco Micheli. Ancora, l'ospitalità all'associazione Scenario con i vincitori del Premio Scenario: sei titoli in tutto, di cui quattro dell'edizione 2015 e due di teatro ragazzi dal Premio Scenario infanzia 2014.

E non vi abbiamo ancora raccontato tutto perché in cartellone ci sono anche Roberta Alloisio con Xena tango «un progetto nato qualche anno fa, dove si racconta dei genovesi migrati in terra Argentina e di come questa migrazione abbia cambiato il tango. Ci saranno nuove canzoni, e un ospite d'eccesione Miguel Angel Zotto, carismatica figura di danzatore argentino. In esclusiva sul palco della Tosse il 5 febbraio». Narramondo con John and Joe, di Agota Kristof per la regia di Valerio Binasco: un lavoro sulla maschera che parte da suoi due clochard intenti a raccontarsi delle loro disgrazie ma anche delle vicende dell'economia, uno spettacolo poetico e comico due clown. La Compagnia dei Demoni con L'invenzione senza futuro. viaggio nel cinema in 60 minuti, sempre nella sezione di nuova drammaturgia in sala Campana (31 marzo - 3 aprile). Maurizio Patella con Loro. Storia vera del più famoso rapimento alieno in Italia, sul metronotte rapito nel 1978 dagli extraterrestri (28-30 aprile). E Non c'è limite alpeggio, un nuovo lavoro di Alessandro Bergallo un luogo per suicidi, dove Bergallo interpreta vari animali, ma interpreta anche le sue canzoni, tra schitarrate e comicità - al debutto a Bordighera nel mese di aprile, per la stagione a cura della Tosse.

A proposito del ruolo delle istituzioni locali nei confronti della cultura, settore industriale scarsamente riconosciuto come tale, interviene Carla Sibilla, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova: «Genova Città dei Teatri è un patrimonio costruito in tante vite, che ha visto tanti cambiamenti e il venir meno di molti soggetti finanziatori, tra cuigli istituti bancari locali. Questo patrimonio dà cultura vivacità e costituisce un motivo forte di attrazione. È patrimonio da salvaguardare e il Comune si sta impegnando molto per farlo. Ci impegneremo ancora di più perché le scelte della Regione vadano nella stessa direzione: del rilancio e della salvaguardia. La Tosse fa un ottimo lavoro in generale, ma in particolare con le tante altre realtà del territorio. Il messaggio è che la realtà di Genova è forte perché ha radici forti, sa rinnovarsi e sa avere un pubblico capace di riconoscere la qualità. La vocazione al turismo è un punto vitale per il nostro paese, la nostra regione e la nostra città che si dovrebbe riuscire con uno sforzo congiunto a riposizionare al di là della balneazione».

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