Food Genova - Venerdì 3 gennaio 2014

Nuccio, il bar delle Vigne: la Maddalena di ieri e di oggi

di Andrea Carozzi
Franco dietro il bancone del bar
© Andrea Carozzi

Genova - Ci sono bar che rappresentano nel bene e nel male la storia sotterranea di una città, non sono posti necessariamente accoglienti, o meglio non lo sono nel senso comune del termine, ma sono ricchi di umanità e di racconti da non dimenticare.

Probabilmente in questi bar non ci portereste una ragazza al primo appuntamento, né i colleghi a bere un aperitivo prima delle feste di Natale. Sono luoghi che trasudano di storie, di persone che la storia non l'hanno mai scritta e nemmeno mai attraversata lasciando un segno, se non in maniera collettiva: i portuali negli anni '60, i marinai, i giovani che si sono bruciati con l'eroina a cavallo degli anni '70/'80, fino ai migranti, provenienti da un sacco di posti diversi, che oggi popolano gli angusti caruggi del centro storico.

Uno di questi bar si chiama Bar delle Vigne, meglio conosciuto come Nuccio (il nome del più anziano dei proprietari, in pensione da qualche anno n.d.r) e si trova nel quartiere della Maddalena in vico dei Greci a pochi passi da piazza delle Vigne e piazza della Lepre.

Quando si entra da Nuccio sembra di fare un tuffo in un baretto degli anni '70, le pareti sono ricoperte di legno e su di esse si possono ammirare fotografie di vecchie squadre di calcio amatoriali che risalgono agli anni '80, quando la zazzera era il non-taglio più ricercato dai giovani e i campi da calcio erano in ghiaia e terra battuta, mica in erba sintetica come quelli su cui si gioca adesso. A simboleggiare quella passione antica e poetica che ruotava attorno al calcio di una volta c'è anche una gigantografia dell'Italia campione del mondo, quella epica del 1982, e coppe di tornei esposte in bella vista, come trofei da onorare, sugli scaffali del locale.

I tavolini e le seggiole sono di formica e ferro e il pavimento su cui si posano è formato da piastrelloni che imitano i ben più lussuosi pavimenti alla genovese. Il bancone è di quelli resistenti fatto di legno e alluminio come se ne vedono ancora nelle osterie di campagna, quelli che una volta comprati non si cambiano più se non per vezzo. Nuccio è un bar, né più e né meno, non ha un piatto del giorno se non qualche panino, o focacetta farcita, né un cocktail particolare con cui deliziare gli avventori. Nuccio è un piccolo pezzo di Genova che può raccontarsi attraverso le parole di Franco, il barista che da più di trent'anni sta dietro al banco e che ha visto il centro storico mutare anno dopo anno:«Abbiamo aperto nel 1979, ma il bar è molto più vecchio, ha visto l'800. Quando abbiamo cominciato a lavorare era tutto diverso c'era il porto, e noi eravamo uno dei pochissimi bar della zona Pre - Molo -Maddalena a fare servizio notturno. Veniva gente da tutte le parti del mondo, c'erano americani, norvegesi, inglesi un via vai continuo di gente di mare non di turisti attenzione» si mette a ridere Franco prima di continuare: «ricordo che venivano anche magistrati e gente dell'alta società, tutti si mischiavano alla gente del porto. Per assurdo c'era più mescolanza sociale di adesso. Erano proprio altri tempi. Quello che la gente apprezzava e apprezza di noi è che trattiamo tutti allo stesso modo, italiani o stranieri non si fa distinzione, ora come allora».

Il Bar delle Vigne ha attraversato i cambiamenti che hanno riguardato la zona del sestiere della Maddalena, una delle aree del centro storico più controverse di sempre, ci sono stati periodi molto bui per questo quartiere e Franco se li ricorda bene: «all'inizio della nostra attività la vita era quella di un bar normale, poi purtroppo è arrivata la droga ed è stata una piaga, ha rovinato tutto. C'erano ragazzini di ogni età che si bucavano, c'era la delinquenza che ruotava attorno a questo mondo triste e orribile. I giovani che si buttavano via dietro a un ago erano tanti, troppi. A volte capita che qualcuno di quei tempi ritorni, e mi dica: Franco c'e l'ho fatta ne sono fuori! e a me il cuore mi si riempie di gioia. Era un periodo molto duro, anche perché il traffico e il consumo di droga erano stati spinti qui, lontano dagli occhi di chi non voleva vedere quello che stava succedendo. Tanto per fare un esempio e inquadrare la situazione non dico che gli spacciatori si mettessero con le bancarelle a vendere la loro roba, nel vicolo qui di fronte ma quasi».

Poi la situazione è cambiata, migliorando di anno in anno, a metà anni '90 è arrivata la riqualificazione, hanno aperto nuovi locali, il consumo di eroina è sensibilmente diminuito e il Bar delle Vigne è rimasto aperto e fedele alla linea oltre che a se stesso, come ci racconta ancora Franco: «Adesso la situazione è migliore, sono arrivati nuovi esercizi commerciali, ci sono tanti giovani anche alla sera che vogliono satare insieme, e questo è un bene. Alcune persone dei caseggiati qui intorno si lamentano per il baccano provocato da quella che viene chiamata movida e a volte hanno ragione, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio, né criminalizzare tutti per il comportamento di pochi schiamazzatori, è anche grazie a questi giovani che la zona si sta recuperando, non dimentichiamolo»

Nuccio è aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato, dalle 7 del mattino all'1.30 di notte, fateci un passo magari per bere un caffè o un amaro e se vi capita chiedete a Franco di raccontarvi due o tre storie, lui sicuramente non si tirerà indietro.

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