Attualità Genova - Lunedì 10 dicembre 2012

«Il futuro di Genova? Turismo e infrastrutture». L'intervista a Beppe Costa

di Laura Guglielmi e Chiara Pieri
Beppe Costa durante la presentazione della nuova vasca dei delfini nei cantieri di Voltri
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Genova quale futuro? è il nuovo appuntamento fisso di mentelocale.it con i principali protagonisti della cultura e dell'economia cittadina.

La rubrica vuole indagare su quali potrebbero essere gli sviluppi possibili per Genova e su come chi ha il potere decisionale in città, dagli imprenditori ai politici, intenda agire per migliorare il futuro e la qualità della vita dei genovesi.

Le pagine di mentelocale.it sono da sempre punto d'incontro tra i lettori, che spesso descrivono il loro mondo e ci mandano opinioni, che noi pubblichiamo. Negli anni abbiamo scoperto e lanciato scrittori, band, registi, cantanti, artisti e attori, poi diventati famosi.

Abbiamo anche intervistato sindaci, assessori, manager e organizzatori, coloro che prendono le decisioni. E ora facciamo partire questo appuntamento settimanale, perché i nostri lettori possano conoscere da vicino e sotto una diversa prospettiva, chi detiene le leve del comando.

Leggete anche le nostre interviste a Giovanni Pacor (sovrintendente del Teatro Carlo Felice), Carla Sibilla (assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova), Ariel Dello Strologo (presidente del Porto Antico), Angelo Berlangieri (assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo della Regione Liguria), Francesco Oddone (assessore comunale allo Sviluppo Economico), Marco Arato (presidente dell'Aeroporto di Genova), Ilaria Bonacossa (curatrice del Museo di Villa Croce).

Volete proporre qualcuno da intervistare? Avete delle domande? scrivete a redazione@mentelocale.it

Genova - Giuseppe Costa, per tutti Beppe, cinquantasei anni è il presidente di Costa Edutainment, la principale società genovese che si occupa di attrazioni turistiche ed educative (education&entertainment, appunto Edutainment), dall'Acquario al Bigo, dalla Città dei Bambini al Galata Museo del Mare e alla Biosfera.

Membro della famiglia Costa, nota a Genova fin dall'Ottocento per le sue attività imprenditoriali, tra olio d'oliva e navi da crociera, Beppe ha seguito le orme familiari e attualmente dirige non solo Costa Edutainment, ma anche Opera Laboratori Fiorentini, azienda che gestisce gli spazi commerciali dei Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi, il Corridoio Vasariano, la Galleria dell'Accademia e il Duomo di Siena.

Costa è un business-man a cui non manca il sorriso. Giacca, camicia e ventiquattrore, dal suo completo grigio blu spicca un'allegra cravatta arancione con stampati dei gattini, mentre al petto è appuntata l'immancabile spilla con il simbolo dell'azienda: la C di Costa.

Laura Guglielmi: «Qualche giorno fa è stata presentata la nuova gestione dello Stadio Ferraris. Quali sono i progetti per il futuro dell’impianto sportivo? Ci saranno solo partite o tornerà ad essere luogo deputato anche per i concerti?»

Beppe Costa: «Attualmente lo stadio è occupato da 40-45 partite all’anno, ma la struttura può sostentarsi solo se si svolgono almeno 80 eventi. Per questo stiamo pensando a iniziative diverse dall’impianto calcistico classico, come per esempio le partite dei cantanti o dei piloti, senza dimenticare la parte artistica e i concerti. La musica dal vivo sarà concentrata soprattutto tra giugno e luglio, sia perché è la stagione dei live all'aria aperta, sia perché coincide con lo stop del campionato. Per fare in modo, però, che il Ferraris possa ospitare la musica e artisti è necessario portare a termine alcuni lavori. Sicuramente questo è un punto su cui dobbiamo intervenire, non so se già l’anno prossimo, ma senza dubbio entro il 2014».

Chiara Pieri: «Parlando di stadio, una domanda è d’obbligo, Genoa o Sampdoria?»

Beppe Costa: «Sono genoano fin dalla nascita. Però non sono antidoriano, non tifo contro, al massimo guardo a che punto della classifica si trova la Sampdoria rispetto al Genoa. Quando ero ragazzo, avevo uno zio che mi portava sempre a vedere la partita della Samp per convincermi a diventare doriano, ma non c’è riuscito. Oltre che genoano, in realtà sono anche milanista, dal maggio del ‘63: quell'anno insieme a un mio cugino abbiamo visto la finale di coppa dei Campioni Milan-Benfica a Wembley, il Milan ha vinto 2 a 1 e da lì è nata la passione per i rossoneri».

Laura Guglielmi: «Sono uscite in questi giorni le date del tour di Bruce Springsteen. E Genova non c'è. L'assessora Carla Sibilla avrebbe voluto farlo venire a giugno, ma non c'è riuscita»

Beppe Costa: «L'idea c'era e sarebbe stato un gran colpo. Io sono un appassionato rockettaro e sarei felicissimo se fosse venuto Springsteen. Sarebbe stato un bel biglietto da visita per la nostra città, per farla rientrare nel tour dei concerti. Pensare che negli anni Sessanta a Genova erano venuti anche i Rolling Stones e oggi è già tanto se viene qualche big italiano».

Laura Guglielmi: «La sua famiglia è da sempre legata a Genova. Recentemente è stato anche pubblicato un libro, 'I Costa' che ripercorre le tappe familiari e la storia dell’impresa. Cosa si prova ad essere tra gli eredi di una tale dinastia e cos’è cambiato rispetto al passato?»

Beppe Costa: «Il libro ha avuto successo, è già arrivato alla seconda edizione. Penso che sia stato apprezzato, soprattutto perché è uscito in questo momento di crisi, in cui sembra che l’etica imprenditoriale sia di difficile applicazione. Comunque io non mi sento un erede, mi sento parte di una famiglia. Indubbiamente è una responsabilità, ma anche un piacere: da un lato bisogna comportarsi come ti hanno insegnato, dall'altro si ha un modello di vita. E poi essere un 'Costa' è quasi un marchio di garanzia, le persone hanno fiducia».

Chiara Pieri: «La sua attività è soprattutto legata a Costa Edutainment. Nonostante la crisi, il 2011 si è chiuso in positivo, e avete anche acquistato altri acquari in Sardegna e a Cattolica. Come sarà il bilancio del 2012?»

Beppe Costa: «Il 2012 è stato per tutti un anno di crisi e l’abbiamo subita anche noi. A luglio e ad agosto, che generalmente sono i mesi in cui fatturiamo di più, abbiamo avuto un grosso calo dei visitatori, dovuto anche all’assenza di giorni di brutto tempo, che sono fondamentali perché in estate la gente preferisca fare un giro all'Acquario, piuttosto che andare al mare. Rispetto ai concorrenti, tuttavia, anche se il dato non è consolatorio, abbiamo perso meno. Ma se andiamo a vedere i dati del 2011 abbiamo perso più del 10%».

Laura Guglielmi: «Una mia ipotesi è che sono stati i due mesi in cui i media hanno più bombardato con notizie sullo spread e sull'euro, che sembrava sarebbe crollato entro fine agosto. La gente era spaventata, di conseguenza, ha speso meno».

Beppe Costa: «È probabile. Dati alla mano posso dire che da settembre c'è stata una ripresa. Tuttavia tra due anni avremo l’Expo 2015 e per collegare Genova al resto d'Italia non c’è un treno veloce e le autostrade sono le stesse che abbiamo attualmente. I turisti stranieri, che per lo più non si spostano in macchina arriveranno a Milano e andranno verso le città meglio collegate, a Bologna, a Firenze, a Torino. Per quanto progettiamo attrazioni di pregio, a Genova, se non facilitiamo le infrastrutture, non faremo un salto vero».

Chiara Pieri: «Quindi, a livello infrastrutturale è favorevole al terzo valico?»

Beppe Costa: «Favorevolissimo, sia al Terzo Valico, che alla Gronda. Certo, devono avere meno impatto possibile sull’ambiente. Sono più vent’anni che Genova non migliora le sue infrastrutture, è necessario seguire il trend di altre città. Anche per quanto riguarda lo sviluppo dell’aeroporto».

Laura Guglielmi: «Il prossimo anno è stata annunciata per il Porto Antico l’allestimento di Wow Genova Science Center. Qual è il ruolo di CostaEdutainment all’interno del progetto?»

Beppe Costa: «Stiamo studiando collaborazioni dal punto di vista pratico. Siamo disposti a mettere a fattore comune tutti i servizi possibili, tenendo conto che La città dei bambini si trova nello stesso palazzo. Però, loro hanno affermato che porteranno finalmente a Genova la ‘difficile coniugazione tra scienza e cultura’. Che posso dire, (ironico) aspetto che ci insegnino. Da parte mia non li vedo come antagonisti. Se faranno un lavoro di qualità, porteranno qualità anche a noi. E poi è fondamentale che si parli di Genova per attirare nuovi turisti. Se un turista viene a vedere Wow e ne resta soddisfatto, parlerà di Genova a qualcun altro che vorrà venire a Genova e magari vedrà l'Acquario e via di conseguenza. Il passaparola resta il primo strumento di comunicazione per strutture come le nostre».

Laura Guglielmi: «Certo, Beppe, il passaparola è fondamentale, ma lo è anche il web. È importante che quando si fa una ricerca online appaiano subito le cose cercate».

Beppe Costa: «Infatti i nostri siti si rimandano tutti l’un l’altro. Inoltre, sono contento che la Regione Liguria prima e il Comune di Genova poi, abbiano accomunato gli assessorati di cultura e turismo. È un modo per rendere la cultura meno elitaria e per connettere elementi fondamentali per la città, per creare un ponte sia fisico, che virtuale, per esempio con una serie di link tra i siti sul web».

Laura Guglielmi: «La domanda clou, che dà titolo alla rubrica: Genova quale futuro?»

Beppe Costa: «Genova si svilupperà grazie al turismo e alla cultura. È una strategia scelta dall'amminsitrazione cittadina già dalla fine degli anni Ottanta e oggi come oggi, stiamo navigando tra alti e bassi, ma serenamente. Tuttavia, come dicevo prima, senza infrastrutture restiamo un ghetto scollegato dal resto d’Italia. Inoltre, non è tanto sviluppato il window shopping, ossia ci sono pochi negozi di grandi firme nelle zone più turistiche della città, cosa che, per esempio, c'è a Firenze. Magari non saranno turisti di qualità, penso ai cinesi che cercano di vedere tutto in mezza giornata, senza entrare neanche nei musei, ma sono pur sempre turisti che arricchiscono la città».

Chiara Pieri: «Se dovesse consigliare a un turista tre luoghi da non perdere a Genova, cosa direbbe?»

Beppe Costa: «Via Garibaldi con i suoi palazzi. È una via spettacolare e di una bellezza poco comparabile. Poi San Lorenzo, Palazzo Ducale e il Porto Antico. Questi sono i luoghi che un turista non può perdere ed è tutto walking distance».

Chiara Pieri: «Il suo quartiere. Cosa le piace di più della zona in cui abita?»

Beppe Costa: «Abito in centro, in salita Santa Caterina, a metà strada tra il centro e il centro storico. Mi piace tantissimo come zona, perché posso passeggiare e muovermi a piedi».

Laura Guglielmi: «Perché vivere a Genova?»

Beppe Costa: «Perché a piedi puoi andare dove vuoi, senza bisogno della macchina. Anche se devo ammetterlo, io mi sposto molto in moto».

Chiara Pieri: «Ristorante preferito».

Beppe Costa: «Non ce n’è uno solo. Uno che mi piace molto è le Cicale in città in via Macaggi che è anche di un mio parente, l’altro è le Prie Rosse a Sarzano. Poi ci sono il Fabbro alle Vigne, la Pizzeria di via Pisacane, e il Mangiabuono in via San Bernardo».

Laura Guglielmi: «Pesce preferito. Compresi quelli dell’Acquario».

Beppe Costa: «Da mangiare quelli senza spine, come orata, dentice, spigola. Tra quelli dell’Acquario, ero molto affezionato a una delfina, che poi è mancata. Non c’è un animale che preferisco, alterno».

Laura Guglielmi: «L’ultimo libro, l’ultimo film e l’ultimo spettacolo a teatro».

Beppe Costa: «L’ultimo libro è facile, I Costa. Mi piaceva tantissimo il teatro di prosa, ma ultimamente, purtroppo, ci vado poco. Sui film sono un po’ banale, dico James Bond Skyfall».

Chiara Pieri: «Secondo la ricerca annuale del Sole 24ore, Genova è precipitata al 47esimo posto per qualità della vita, andando a perdere ben 22 posizioni. Come si potrebbe migliorare la situazione e quali sono le conseguenze dei risultati di questa classifica sul turismo?»

Beppe Costa: «Le classifiche di questo tipo vanno sempre analizzate tenendo conto anche dei momenti storici in cui vengono stilate. La nostra città è spesso caratterizzata dal mugugno.  Genova, a differenza di tante città italiane, è penalizzata da un basso tasso di natalità e da una rete di infrastrutture insufficienti. Come imprenditore sostengo fortemente, e ritengo di dimostrarlo attraverso il mio impegno quotidiano, che solo l’unione tra l’economia e la responsabilità sociale possono portare ad un risultato duraturo nel tempo. Per risalire le vette delle classifiche, il lavoro deve essere collettivo: gli imprenditori devono continuare ad investire sulla e per la città, le istituzioni dovranno offrire maggiori servizi, sicurezza e benessere generale  - condizione imprescindibili per ogni cittadino - ottimizzando le risorse a costo di dover selezionare ulteriormente le varie iniziative. Last but non the least l’impegno di ogni cittadino a contribuire alla realizzazione di una società civile più consapevole, attraverso la partecipazione a la presa in carico della propria città».

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