Attualità Genova - Sabato 9 giugno 2012

Genova. Siamo tutti greci: la manifestazione a De Ferrari

di Matteo Paoletti

Genova - Le bandiere dell'Unione Europea e quelle della Grecia si mescoleranno oggi, sabato 9 giugno, in decine di città europee: è questo il filo conduttore che legherà Atene a Bruxelles, passando per Bilbao, Parigi, Roma, Düsseldorf e Lione per We are all Greeks and European, la mobilitazione di solidarietà al popolo greco perché la culla della cultura e dell'Occidente non esca dall'UE.
«L'Unione promuove la solidarietà fra gli Stati membri», recita l'articolo 3 del Trattato di Lisbona, e questo chiedono le decine di associazioni che hanno aderito affinché il dettato della carta costituzionale dell'UE non resti lettera morta di fronte alle esigenze dell'economia. Un messaggio rivolto ad Atene in vista delle prossime elezioni - le seconde in un mese - che tenteranno di ricomporre l'arco parlamentare greco domenica 17 giugno.

A Genova l'appuntamento è alle ore 17.00 in piazza De Ferrari per un sit-in al quale parteciperanno tra gli altri la comunità greca della Lanterna, il neoeletto assessore Francesco Oddone, il senatore del Pd Mario Tullo e l'attrice Carla Peirolero.
L'animatrice del Suq leggerà alcuni brani di Pericle sulla democrazia ad Atene, celebrrimo discorso pronunciato nel 461 a.c. che offrirà l'occasione per un momento di riflessione sulle radici culturali dell'Ue. Un'Unione dove a fronte dell'integrazione monetaria si è perso di vista il collante del sapere comune.
Alla Spezia l'appuntamento è in piazza Sant'Agostino alle ore 17.00.

La manifestazione è organizzata da Movimento Federalista Europeo, giovani del Partito Democratico, PD, Sinistra Ecologia e Libertà, Arci, Acli, Circolo Aldo Moro e Ong Senza Paura.


Di seguito riportiamo il comunicato degli organizzatori.


La Grecia siamo noi! Siamo tutti europei!



Mobilitazione dei cittadini europei per la Grecia e per gli Stati Uniti d’Europa per il 9 giugno 2012

Il 9 giugno 2012, centinaia di cittadini europei in svariate città in Italia e in Europa (Brussel, Genova, Dusseldorf, Bratislava, Parigi, Firenze, Lione, Venezia, Tortona, Milano, La Spezia, Roma e altre) si incontreranno sabato 9 giugno per mostrare il loro sostegno e la loro solidarietà nei confronti del popolo greco organizzando flash-mob, sit-in, pic-nic e altri eventi con le bandiere della Grecia e della Unione Europea. Lo scopo della mobilitazione è che solo una Europa unita e federale può costituire una soluzione efficace e duratura all’attuale crisi! Inoltre si vuole mostrare al popolo greco che i cittadini europei sono al loro fianco a ridosso delle elezioni politiche greche del 17 giugno e chiamano i propri leader politici ad un passo concreto e deciso verso un’Unione federale durante il prossimo summit europeo del 28 e 29 giugno.

A 33 anni di distanza dalla prima elezione a suffragio universale diretto del Parlamento europeo, i cittadini europei chiedono all'istituzione che più li rappresenta di riprendere l'iniziativa lanciando un urgente dibattito pubblico intorno a concrete proposte di nuove leggi per affrontare la crisi e avviando un nuovo processo costituente.

La mobilitazione è stata lanciata da un appello “La Grecia siamo. Siamo tutti cittadini europei” promosso inizialmente in Italia da Nicola Vallinoto del Movimento Federalista Europeo e da Monica Frassoni, presidente dei Verdi Europei. In Europa la mobilitazione è stata coordinata, tra gli altri, da Pietro De Matteis co-presidente del Partito Federalista Europeo. Decine di organizzazioni e centinaia di cittadini sono coinvolti nella mobilitazione europea.

La pagina facebook per seguire la mobilitazione è la seguente:
https://www.facebook.com/events/374904629223431/


Appello alla mobilitazione dei cittadini europei per la Grecia e per l’Europa il 9 giugno 2012.
Noi vogliamo che la Grecia resti nell’Eurozona.


Noi cittadini e cittadine d’Europa, impegnati in movimenti, forze sociali e partiti progressisti ci opponiamo al sacrificio della democrazia e della partecipazione dei popoli alle decisioni che li riguardano in nome della necessità di rassicurare i “mercati”. Siamo solidali con coloro che in Grecia, come in molti altri paesi europei, vedono il loro futuro con angoscia e si sentono indifesi di fronte ad una crisi che pare senza prospettive. Al tempo stesso pensiamo che sia possibile ritrovare la strada della solidarietà e della coesione europea definendo un percorso realistico di uscita dalla crisi, non solo per la Grecia ma per tutta l'UE.

È un’illusione pensare che “Grexit” possa salvare l’euro e l'UE. Lo stesso vale per le draconiane misure di taglio indiscriminato della spesa pubblica, dove investimenti, spesa sociale, sprechi e malgoverno sono messi tutti sullo stesso piano, con effetti devastanti sulla vita di milioni di europei e sulle loro aspettative per il futuro.

Alla paura del futuro occorre sostituire la coesione e la democrazia sovranazionale. Il popolo greco è la prima vittima del malgoverno e della corruzione di molti politici ed attori economici, oltreché della mancanza di un vero governo europeo. Ma per porre davvero un rimedio a questo grave avvitamento, occorre che l’UE giochi una parte ben diversa rispetto a quella proposta dal duo Merkozy, dal FMI e dalla Commissione. L’UE deve scegliere se affossare se stessa e tornare a un’epoca rischiosa dei tutti contro tutti o rilanciare il progetto di un’Unione federale a partire da un governo democratico europeo, con un bilancio corrispondente alle sue ambizioni, che possa emettere eurobonds e sia responsabile di fronte al Parlamento.

Il primo, fondamentale banco di prova è cosa verrà fatto per e con la Grecia in questo delicato periodo prima delle elezioni del 17 giugno. Sta anche all’UE e ai suoi Stati membri dare un segnale positivo, subito.

La battaglia verte oggi intorno al Memorandum sottoscritto dal Governo greco, dall'UE e dal FMI. Siamo convinti che l’imposizione pura e semplice, nei termini previsti, del Memorandum così com’è, sia inaccettabile e controproducente.

Chiediamo allora che le istituzioni europee, in primo luogo, si attivino per:

1. riaprire la discussione sui punti più socialmente devastanti del Memorandum stesso;

2. definire scadenze realistiche e fattibili per la messa in atto delle riforme necessarie che non possono però continuare a scardinare lo Stato sociale, lasciando inalterate le spese militari e i privilegi della Chiesa e non ripartendone equamente i costi.

3. Lanciare subito un piano di aiuti economici e finanziari per la Grecia, basato non sui soliti progetti di infrastrutture faraonici e fallimentari , ma su un Green New Deal che descriva un percorso centrato sulla riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, sulla riconversione ecologica della Grecia, ma anche su una dura battaglia alla corruzione e un uso efficace dei Fondi europei. Occorrono poi garanzie europee per permettere di congelare tutti i programmi di armamento, e un deciso sostegno dell'UE per ottenere dati dettagliati sui depositi greci nelle banche svizzere e di altri paesi.

Ma non basta “salvare” la Grecia. E’ l’intero progetto dell’UE che oggi è a rischio, ferito dall’ideologia neo-liberista, dall’egoismo dei governi nazionali e dall’illusione che per riportare la fiducia sia necessario smantellare lo Stato sociale e ricostruire le frontiere. Questa ricetta, imposta non solo alla Grecia, ma anche a numerosi altri paesi dell’Europa meridionale e orientale, non funziona.

Per superare la crisi occorrono due azioni parallele.


La prima che superi la logica repressiva del “Fiscal Compact” e lo renda del tutto inoperante, attraverso il lancio, a partire dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea, di una nuova serie di misure che ri-orientino le risorse europee verso un piano europeo di sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile – finanziato con la tassa sulle transazioni finanziarie, con la carbon tax e con project bonds. In secondo luogo, dobbiamo fare pace con la democrazia e organizzare, in vista delle elezioni europee del 2014, una mobilitazione per un’Assemblea costituente, con il compito di redigere una Costituzione federale da sottoporre al giudizio dei cittadini europei tramite un referendum pan-europeo.

Non possiamo lasciare la responsabilità nelle sole mani dei governi e della Commissione europea. Il Parlamento Europeo deve riprendere l’iniziativa lanciando un urgente dibattito pubblico intorno a concrete proposte di nuove leggi per affrontare la crisi e avviando un nuovo processo costituente.

È ora di agire. Non c’è più tempo da perdere.

Primi Firmatari/First subscribers:
Monica Frassoni (presidente Verdi Europei), Nicola Vallinoto (Movimento federalista europeo), Pietro De Matteis (co-presidente, European Federalist Party), Barbara Spinelli (editorialista Repubblica), Virgilio Dastoli (presidente consiglio italiano Movimento Europeo), Francesca Lacaita (Mfe/Sel UK), Lorenzo Marsili (direttore, European Alternatives), Gianni Pittella (vicepresidente del Parlamento Europeo), Flavio Lotti (coordinatore Tavola della Pace), Gennaro Migliore (responsabile esteri Sel), Brando Benifei (vicepresidente, Ecosy), Terry Reintke (portavoce, Federation of Young European Greens), Peter Oomsels (presidente, JEF-Belgique), Paolo Acunzo (vicesegretario Mfe), Francesco Martone (forum politiche internazionali, Sel), Yves Gernigon (co-presidente, European Federalist Party), Chiara Tamburini (Sel Belgio), Andrea Pisauro (Sel UK), Enrico Calamai e Damiano Torretti (Sel), Eliana Capretti (Mfe Napoli), Michele Ciavarini Azzi (President UEF Belgique), Hans Mund (founder of Citizen-E), Samuele Pii (Mfe Firenze), Giacomo Filibeck (PD), Antonio Padoa Schioppa (Mfe), Jean Francis Billion (Fedechoses), Domenico Rossetti di Valdalbero (SG UEF-Belgique), Paul Frix (Vice-président UEF-Belgique), Paolo Clarotti (UEF-Bel), Lamberto Zanetti (Mfe Emilia Romagna), Piergiorgio Grossi (Mfe Genova), Sandro Gozi (PD), Paolo Ponzano (Mfe Roma), Carla Ronga (Paneacqua), Grazia Borgna (Mfe Torino), Massimo Minnetti (Mfe Roma), Giovanni Biava (Mfe Novara), Martin Wilhelm (Citizens For Europe), Laura Quagliolo, Nando Marincione, Chiara Giunti (Alba Firenze), Maria Pia Bozzo (Aiccre Liguria), Enrico Cappelletti (Partito Federalista Europeo Tullio Quaianni (SEL); Nicoletta Nanuzzato (direttore, Latinoamerica-online), Axel Klug (Europäische Föderalistische Partei).

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