Attualità Genova - Lunedì 19 marzo 2012

Genova. Contro la mafia con Don Ciotti in 100mila al corteo di Libera

di Giusy Randazzo
© Giusy Randazzo
Altre foto

Genova - La mafia esiste. Esiste ancora. Non ha smesso di esistere. Ce lo ricorda Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – un coordinamento di 1500 associazioni, gruppi, scuole impegnate per promuovere una cultura della legalità contro tutte le mafie.

Davanti a più di 400 familiari di vittime di mafia e un centinaio di migliaia di persone, dal palco allestito al Porto Antico di Genova sabato 17 marzo, Ciotti rievoca la definizione che Paolo Borsellino usava quando sentiva dire che la mafia era sconfitta: «Perniciose illusioni». E sono dannose, sì, illusioni del genere e non soltanto perché la mafia è ancora forte, come più volte ha ribadito Don Ciotti, ma perché sgravano le coscienze e impediscono di comprendere che ognuno di noi ha il potere di fare qualcosa: «Non è possibile che da 150 anni parliamo di mafia nel nostro Paese! Qualcosa non torna! […] Il problema è quella zona grigia». Quale zona grigia? Quella che permette che la verità passeggi nelle nostre città: l’omertà, la delega, l’indifferenza, «a volte anche la rassegnazione», aggiunge il presidente di Libera, la collusione, aggiungiamo noi più esplicitamente. Per quale ragione d’altronde si comincia a gettare l’ombra di inutilità sul concorso esterno in associazione mafiosa? Il concorso esterno esiste, tuona ancora l’oratore, «ed è stato utile alla magistratura per incidere nella zona grigia». Indebolire l’applicabilità di questo reato significa rendere meno forte il contrasto che la magistratura oppone alla mafia.

E poi ancora la commozione di Don Ciotti quando ripensa alla lista di quei nomi letti qualche minuto prima: le vittime di mafia. Centinaia. «Quei nomi noi li sentiamo veramente dentro ciascuno di noi. Sono cosa nostra». A ognuno di loro «mani mafiose hanno rubato il futuro», eppure «le parole sono stanche» perché hanno bisogno di essere tradotte in azione. Azioni che si vedono a rilento, come il riconoscimento della Convenzione di Strasburgo sulla corruzione del 1999 – nonostante Libera abbia raccolto un milione e duecentomila firm e- che soltanto qualche giorno fa è stato approvata in Senato. Che vergogna!, sfugge a Don Ciotti e poi aggiunge: «Adesso deve diventare meccanismo legislativo. È qui che devono dimostrare coerenza!». E dunque, grazie –certo!- per i saluti di Napolitano ma abbiamo bisogno che ritorni la politica seria, rigorosa, che si fondi su valori condivisi, sul bene comune, prosegue Don Ciotti. Che aiuti sul serio, per esempio agendo affinché vengano eliminate le ipoteche bancarie sui beni confiscati alla mafia: «Sono soldi nostri! E d’altronde chi e perché ha dato i soldi alla mafia?».

E di un ritorno alla vera politica ha parlato per prima Margherita Asta, da decenni impegnata nella lotta contro la mafia. Per chi non se ne ricordasse, Margherita perse la mamma di 30 anni e i due fratellini gemelli di sei anni nella strage di Pizzolungo (TP). Era il 1985. Le 8.30 del 2 aprile. Una bomba al tritolo che avrebbe dovuto uccidere il giudice Carlo Palermo esplose colpendo l’auto su cui viaggiavano Barbara Rizzo e i due gemellini Salvatore e Giuseppe Asta, dilaniando i loro corpi. Margherita non si trovava sulla macchina per puro caso. È viva per miracolo. Per timore di far tardi a scuola era stata accompagnata da una vicina mezz’ora prima.

Con Libera ci sono, afferma Margherita dal palco, «più di cinquecento familiari di vittime di mafia per continuare percorsi di giustizia. […] Ma la politica deve fare un passo avanti e approvare leggi che impediscano a indagati di ricoprire ruoli di rappresentanza». Noi siamo con lei. L’abbracciamo idealmente. Tutti i presenti. Comprendiamo a quale zona grigia si riferisce il presidente di Libera.

Noi vogliamo essere trasparenti e qualcuno accanto a me nasconde le lacrime. Quella voce entra dentro le ossa. Come quella di Don Ciotti. Appassionato, arrabbiato, saggio. E poi Margherita ricorda l’importanza di una legge forte contro la corruzione, di equiparare le vittime del dovere, del terrorismo e della mafia, di proteggere al meglio i giudici che indagano sulla mafia e infine che il 21 marzo venga riconosciuto come Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, che Libera già celebra dal 1996. Sul palco tra gli altri erano presenti il giudice Gian Carlo Caselli e Don Gallo. A leggere il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato il prefetto di Genova Antonio Musolino.

Della giornata del 17 marzo però non si può dimenticare il corteo. Gli striscioni. I nomi urlati, scritti, ripetuti, cantati: «Peppino… Peppino… è morto insieme a noi/le sue idee… non moriranno mai». O i colori delle bandiere che non dimenticano Rossella Urru e la lotta dei NoTav mentre inneggiano contro tutte le mafie.O l'allegria dei bambini delle scuole primarie o quella dei nostri giovani. Loro sentono di essere uniti, sentono che non esistono barriere, regionalismi, razzismi. Sono l’esercito di Libera. Contro la mafia. Contro la corruzione. Contro l’indifferenza. Contro la rassegnazione. Contro l’omertà. Contro la collusione. Contro tutto ciò che uccide la coscienza. Sono quelli che più che per la solidarietà lottano per i diritti, come dice Don Ciotti.

Per i nostri e per i loro. Sono il nostro futuro che agisce; che è già migliore di noi. Che preferisce trascorrere il sabato andando in marcia. Che preferisce percorrere chilometri e chilometri per arrivare al Porto antico. Tutto sotto l’egida della Nonviolenza. Ancora più appropriata sembrava il 17 marzo quella statua in bronzo che raffigura Gandhi che cammina. Come quell’esercito. E tra la folla ci pare di scorgere allegri proprio loro: Peppino Impastato, Giuseppe Di Matteo, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Placido Rizzotto, Giuseppe Letizia, Barbara Rizzo, Salvatore Asta, Giuseppe Asta, Giuseppe Puglisi e poi ancora e ancora.

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Prima di domani Di Ry Russo-Young Drammatico U.S.A., 2017 Sam ha una vita perfetta, un ragazzo stupendo e tre amiche fantastiche. Tutto sembra andare per il verso giusto finché non realizza di rivivere lo stesso giorno più volte senza riuscire ad andare avanti. Guarda la scheda del film