Viaggi Genova - Martedì 27 luglio 2010

Laghetti del 'guado': relax, acqua fresca e tanto sole

di Valentina Tubino

Mentelocale vintage: ecco un nostro articolo scritto nel 2010. Negli anni è stato molto apprezzato dai nostri lettori, per questo ve lo riproponiamo. Perché trascorrere un weekend ai laghetti è sempre una rinfrescante alternativa alle spiagge affollate.

Estate, cielo terso e venticello: in una giornata così l'attrazione di un tuffo in mare è più forte che mai. Inizi a mettere in borsa costume, pareo e asciugamano, ma appena afferrate le chiavi della macchina, come in un flash hai la visione di code autostradali, ingorghi sotto il sole e gente accalcata sui ciottoli arroventati. Posi le chiavi e inizi a cercare una soluzione.

Vuoi un'idea alternativa per evitare traffico e calca umana? A due passi da Genova, a meno di un'ora di macchina, c'è una valletta riparata in cui il sole non cala mai. Acqua fresca e pulita, poche persone e una pace che non te l'immagini. Nel Parco delle Capanne di Marcarolo, il torrente Gorzente ha modellato una stretta valle a v, con pozze azzurre e verde smeraldo da cui emergono rocce levigate - spesso ottimi appostamenti per asciugarsi al sole. L'acqua forma piccole cascatelle e ai bordi delle vasche più grandi si trovano spiaggette di pietroline, spesso ombraggiate da bassi salici. Sembra una descrizione paradisiaca, ma è del tutto realistica: siamo al guado, località nota anche come Piscine del Ponte Nespolo, all'incrocio tra il torrente Gorzente e la strada provinciale 165.

Non venite qui a cercare chioschi di gelati o bar che vendano acqua ghiacciata: dovete partire da casa attrezzati con tutto quello che vi può servire durante il giorno: acqua, magari una capiente borsa frigo, asciugamani e, se proprio non potete farne a meno, anche l'ombrellone. Il tratto da percorrere a piedi, una volta lasciata la macchina, può essere più o meno lungo, a seconda del numero di persone che vi hanno preceduto e si sono già piazzate in riva al torrente. Il sentiero è comunque semipianeggiante e agevole: sono sufficienti delle scarpe comode (magari non le infradito). Se siete davvero accorti, potete fare caso all'orientamento del sole: alcuni tratti della vallata sono orientati in direzione est-ovest, il che significa che qui il sole arriva presto e tramonta davvero tardi, permettendo ai bagnanti di prolungare la loro permanenza il più possibile.

I camminatori possono organizzare anche qualche bella passeggiata con partenza dal guado (e magari ritornare nel pomeriggio facendo un bagno ristoratore): da qui, in corrispondenza di una bacheca di legno, partono tre itinerari verso il passo della Dagliola, il lago Bruno e il monte Tobbio. Il primo - indicato con due rombi gialli - è il più semplice: 3,5 Km e 350 m di dislivello; ma è sconsigliabile in estate perché rimane sempre esposto a sud; per la stessa ragione in inverno è molto bello. Semplice anche arrivare da ponte Nespolo al lago Bruno - punto e barra orizzontale gialli: sono solo 150 m di dislivello e il percorso di 5 Km è quello che costeggia la sponda sinistra del ruscello lungo un falso piano che attraversa boschetti di castagni, noccioli e saliconi e, a tratti, zone brulle ed esposte al sole. Per arrivare al monte Tobbio il discorso è un po' più impegnativo, ma sempre accessibile a tutti: si devono seguire tre segnavia in successione, il precedente punto e barra orizzontale giallo; poi tre pallini disposti a triangolo, sempre di colore giallo; infine un quadrato pieno giallo. 8 Km e 600 m di dislivello e 3 ore abbondanti di cammino: si passa prima dalla casa di Priaduga (con fonte di acqua potabile), nascosta nel bosco, poco sopra il livello del fiume, e poi dal passo della Dagliola (raggiunto questa volta attraverso un altro sentiero).

Alla sera poi c'è la possibilità di sostare al guado per fare una grigliata nella zona attrezzata in prossimità della strada, poco più a valle dell'inizio del sentiero, in corrispondenza di un ponte in pietra (Ponte Nespolo).