Attualità Genova - Venerdì 20 marzo 2009

MoBike: il Comune di Genova lancia il Bike Sharing

di Daniele Miggino

Genova - Le città moderne non saranno più a misura di automobile, ma di trasporto pubblico, e soprattutto di pedale. Anche Genova, storicamente ostile ai ciclisti non allenati, fa la sua mossa. Parte infatti domenica 5 aprile 2009, MoBike - nuovo servizio di bike sharing promosso da Comune di Genova, Mobì (laboratorio della mobilità sostenibile) in collaborazione con AMT, Genova Parcheggi e Genova Car Sharing.
Si parte con 60 biciclette, divise in sei stazioni (Matitone, Principe, Caricamento, De Ferrari, Via Venti, Brignole). Il servizio prevede un abbonamento annuale di 30 Eu (con 5 Eu di traffico incluso) e un tariffario che procede di mezz’ora in mezz’ora. La prima è sempre gratuita, dopo si va in progressione, 1, 2, 3 Eu. Il servizio è attivo dalle 7.00 alle 24.00. Sul sito Bicincittà sarà possibile verificare quante bici sono disponibili nelle aree parcheggio. «Se funziona - dice l'architetto Giorgio Ceccarelli, che ha seguito il progetto per conto di Bicincittà - c’è pronto un piano per quadruplicare le bici (fino a 200) e aumentare la rete delle stazioni».

Pedale elettrico
La novità assoluta è nelle caratteristiche della bici. Il bike sharing è già diffuso in varie città europee, ma nessuna ancora ha sperimentato veicoli a pedalata assistita elettricamente. Noi l'abbiamo provata, ed effettivamente quando la salita non è troppo dura (San Lorenzo per capirci) la bici va quasi da sola. Ma il vicesindaco Paolo Pissarello giura di aver fatto via Assarotti – un vero gran premio della montagna cittadino - in una giornata calda, e di essere arrivato in cima fresco come una rosa. «Vogliamo trasformare Genova in una città come Ferrara - dice - dove in tantissimi usano la bici».
Ovviamente il mezzo funziona a batterie, che vanno ricaricate. Per questo è stato sviluppato, appositamente per il bike sharing genovese, un software particolare. In pratica, quando il veicolo è fermo, un sensore ricarica la batteria e non la rende disponibile finché non ha autonomia sufficiente a circolare. Una volta ricaricata, la bici può percorrere circa 30 Km. Tra le altre chicche tecniche, la trasmissione cardanica, un particolare sistema luci sempre attivo, gli ammortizzatori anteriori.

Testimonial dell’operazione, insieme al vicesindaco e al consigliere Simone Farello, il senatore Enrico Musso. Quest'ultimo è un convinto ciclista urbano - «lui è stato il primo a dare l'esempio», dice Farello - e nonostante sia dell’opposizione ha deciso di sostenere l’iniziativa. «Il giorno dopo la mancata elezione a Sindaco di Genova promisi di fare un'opposizione leale: non sono passati neanche due anni ed ecco la prima occasione», scherza il senatore. E prosegue: «il traffico oggi pone problemi quasi irrisolvibili. Per questo è importante riscoprire la bici. Io ho iniziato a 40 anni passati perché un assistente me l’ha consigliata, e non ho più smesso. È un altro mondo rispetto all’auto, ma anche rispetto alla vespa: in bici sei vicino alla gente e in mezzo alla città». Simone Farello dice che il bike sharing «è la via riformista di critical mass, il movimento globale che manifesta su due ruote. Un'iniziativa importante per la mobilità sostenibile, e persino una risposta alla crisi. Io da un anno non ho l’auto, uso il Car Sharing, e vivo molto meglio».

Come si usa la bici
Agli abbonati di Mobike viene rilasciata una Smart Card, che si ricarica come una sim telefonica. Gli sportelli sono quelli di Mobì (lun-ven 9.00-13.00 e 14.00-18.00, piazza Matteotti), AMT (lun-ven 8.15-15.45, via D'Annunzio 8r, via D'Avio 9r, via Bobbio 250r), Genova Parcheggi (lun-ven 8.30-17.00, viale Brigate Partigiane 3lr), Genova Car Sharing (lun-ven 9.00-18.00, piazza Dante 8/l). C'è anche un numero di assistenza tecnica, 800 910 658.
La scheda va passata al momento del ritiro e al rilascio della bici. I mezzi sono dotati di catena, per legarli durante eventuali soste. Se il parcheggio dove si vuole lasciare la bici è pieno, la si lega ad un palo vicino e si avvisa il servizio via telefono.
Come tutte le biciclette private, anche quelle del bike sharing rispondono al codice della strada. Non hanno obbligo di casco, di targa, di assicurazione, possono circolare nelle zone pedonali, ma per il resto devono rispettare le stesse regole delle moto. Quindi niente marciapiedi, niente corsie gialle, niente sensi vietati, etc etc. E qui Musso lancia una provocazione: «auspico che le corsie gialle vengano rese accessibili alle bici al più presto. Io, per esempio, faccio un'infrazione al giorno, ovvero via Venti Settembre nelle corsie dei bus, perché altrimenti dovrei una passare in una galleria».

Bike e trasporti
Ad oggi le biciclette possono essere trasportate su ascensori e funicolari di Genova, ma pagando un doppio biglietto. Con i mezzi del bike sharing, invece, si paga un ticket solo. Sugli autobus e sui metro non è ancora previsto il trasporto delle biciclette. Sui treni regionali e metropolitani il trasporto di bici è permesso in appositi vagoni attrezzati.

Piste ciclabili
Il progetto MoBike è ovviamente legato ad un messaggio preciso: usate la bici. Non solo quelle del comune, anche la vostra. Per questo, però, è necessario che la città metta a disposizione spazi adeguati. Ovvero, piste ciclabili. Per ora una delibera comunale ha reso ciclabile il marciapiede lato mare che va dalla Stazione Marittima al Matitone (via Milano). Oltre ad una vasta area nei pressi del Porto Antico, si sta progettando anche la risistemazione di viale Brigate Partigiane dopo i lavori di copertura del Bisagno: «lì deve uscire lo spazio per una pista ciclabile e le corsie preferenziali dei bus - dice Pissarello – non possiamo più fare autostrade cittadine dedicate alle auto».

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