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Per le buone forchette le alternative in giro non mancano. Ma per chi è spinto al ristorante da uno stimolo diverso dal languore, per quelli che vogliono fare un'esperienza gastronomica e conoscitiva al tempo stesso, l'osteria La Forchetta Curiosa propone un menù basato su prodotti freschi e di prima qualità. Si trova in piazza Negri, a 50 metri dalla stazione del metrò "Sarzano sant'Agostino" di fronte al Teatro della Tosse e alla Chiesa di Sant'Agostino.
Il proprietario è Roberto Gillo, già ideatore del locale Vigna del Mar, che oggi punta sulle ricette della tradizione ligure e piatti della cucina tradizionale italiana. Il menù presenta piatti di terra e di mare, spesso unendo ingredienti provenienti dal nostro territorio. Vero punto di forza dell'osteria sono i vini, tutti rigorosamente prodotti con il metodo biodinamico - ovvero senza l'impiego della chimica né in vigna né in cantina - selezionati con un occhio di riguardo alla qualità e al rapporto qualità/prezzo.
Ricercati anche i dolci, a loro volta fatti in casa, come la torta di pere e cioccolato, la mousse di pistacchio di bronte con crema di cioccolato, la bavarese alle mandorle.
Il menù varia in base ai prodotti di stagione: al pesce fresco, si aggiungono infatti funghi, carciofi ed altri prodotti di stagione. Non mancano le tipicità sempreverdi come il pesto, la pasta fresca fatta in casa con divagazioni curiose come, lo scucuzzun di mare, tipica pasta della tradizione genovese, proposta con la variante del cherry che rende questo piatto davvero curioso ed appetitoso.
Da tutta Italia, e non solo, arrivano invece i vini. Dalla Slovenia i rinomati vini di Movia, dalla Georgia (Russia) un vino con produzione molto limitata che fa il suo affinamento in anfora di argilla posta sotto il terreno, ai vini francesi Morey (Borgogna) Milan (Provenza) per finire a Nicolas Joly con il suo "Coulée de Serrant".
Per passare ai vini italiani, il Frappato di Vittoria o Nero d'Avola dell'azienda di Arianna Occhipinti, Trebbiano e Montepulciano d'Abruzzo (Emilio Pepe).
E ancora i vini di Cascina Praiè, con il Vermentino "Le Cicale" affinato in botte di acacia, e la granaccia Sciurbì, per finire con Ardesia un blend di rossese e cabernet sauvignon. Il particolare dolcetto Nibio o il barbera Mounbè di Cascina degli Ulivi e qualche particolare proposta inusuale come lo sloveno Terrano di Cotar,o lo spagnolo Tempranillo Lz di Telmo Rodriguez, . Da gustare poi i vini di Poggio Trevvalle, con il suo ottimo Sangiovese Santippe ed il Morellino di Scansano e la nuova produzione di una vino davvero particolare come il Sangiovese vinificato in bianco.
La filosofia è tipicamente Slow Food, con un elemento di creatività aggiunto: «indispensabile per attirare la curiosità della gente in un contesto sempre più selettivo come quello della ristorazione, con la continua ricerca di prodotti di nicchia, dal piccolo produttore di olio extra vergine della riviera di ponente, alla ricerca dei prodotti freschi scelti accuratamente per riuscire a soddisfare la nostra clientela e che identificano la Forchetta Curiosa», dice Roberto Gillo, e grande attenzione alla qualità delle proposte.
La spesa è intorno ai 25/30 Eu e varia in funzione di quello che si mangia e si beve. Il ristorante è dotato di un dehors, che permette durante la bella stagione di poter cenare nella splendida cornice della chiesa di Sant'Agostino.
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