Tutto è iniziato circa diciassette anni fa. A volte l'incontro con una persona speciale può cambiarti la vita:
Antonella Sica e Cristiano Palozzi ne sono il classico esempio. I due filmmaker genovesi si sono conosciuti sui banchi di una scuola per realizzatori televisivi e non si sono lasciati più. E come in un film vero e proprio, insieme hanno anche realizzato un progetto importante. Antonella e Cristiano sono i fondatori e i direttori artistici del
Genova Film Festival.
Nel 1997 è nata l'
Associazione Daunbailò, che oggi conta una quindicina di giovani collaboratori: «volevamo occuparci di cinema a trecentosessanta gradi», mi spiega Cristiano, «Genova viveva un momento di fermento. Erano
gli anni della rivoluzione dei mezzi di produzione: grazie al passaggio dall'analogico al digitale, fare un cortometraggio sarebbe diventato più semplice per tutti».
La creazione di un film festival è stato il passo successivo: «siamo due filmmakers e non due critici cinematografici, e questa è la vera novità. Abbiamo sempre voluto
metterci dalla parte degli autori e far incontrare le persone». Detto, fatto: «il Genova Film Festival ha riscosso successo già dalla sua prima edizione. 330 i corti giunti da tutta Italia per partecipare al concorso; 5.000 le persone accorse al Cineplex per scoprire cosa avesse da offrire il neo nato Festival».
Di rilievo anche gli ospiti: dal montatore
Roberto Perpignani, che ha lavorato con Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci e Orson Welles, fino al direttore della fotografia
Luciano Tovoli. E ancora i registi
Matteo Garrone ed
Eugenio Cappuccio. Tra gli incontri importanti, quello con
Mario Monicelli, che è stato ospite al Film Festival, e quello con
Ken Loach: «Monicelli è una persona straordinaria, curiosa e umile. Con Loach abbiamo parlato di tutto, dal calcio alla politica».
Antonella e Cristiano vedono
un migliaio di film all'anno e una delle loro passioni è quella di
scoprire la cinematografia di tutto il mondo: grazie alla sezione
Oltre i confini, il Genova Film Festival ha portato alla ribalta film girati in Lapponia, in Africa, in Bulgaria, alle Isole Canarie: «per l'edizione 2008 del Festival proporremo
il nuovo cinema di animazione tedesco e il cinema albanesi. Ultimamente siamo stati al
Tirana Film Festival come giurati. Ci hanno colpiti la passione e la determinazione degli organizzatori che, senza finanziamenti, rischiano di dover chiudere la manifestazione (
per maggiori informazioni e per firmare la petizione clicca qui».
Oggi a Genova il Film Festival è diventato
un appuntamento estivo irrinunciabile, «ma abbiamo sempre avuto dei problemi a farlo capire alle istituzioni», osserva Cristiano, «oggi ci cercano, ma il cinema ha ancora molte difficoltà ad ottenere attenzione rispetto al teatro e alla musica. A Genova c'è interesse per le pellicole di qualità, basta saper comunicare. Spesso invece le cose vengono organizzate in modo autistico».
Antonella Sica si è anche candidata alle ultime elezioni amministrative al fianco di Marta Vincenzi: «è andata bene ed oggi sono
vice presidente della Fondazione Genova-Liguria Film Commission in quanto rappresentante del Comune nominata dal Sindaco. Vincenzi ha sempre creduto nel Festival e favorisce le iniziative proposte dai giovani».
E se anche il Festival non è tutto rose e fiori, Antonella ride ricordando gli imprevisti più divertenti: «come quando la Digos ha bloccato una pellicola che, a Festival concluso, avevamo rispedito a Roma. Era da poco terminato il G8 e hanno creduto fosse un pacco bomba».
Tra i successi dell'associazione Daunbailò c'è
un archivio di 4.500 opere: corto e lungometraggi, e i documentari che hanno animato il concorso in questi dieci anni, «un patrimonio che dovrebbe essere istituzionalizzato».
Alcuni giorni fa il
Dietrolequinte Film Festival ha premiato il documentario
Appunti di Giorni e nuvole, diretto da Antonella e Cristiano, per il miglior montaggio: «girare
il backstage del nuovo film di Silvio Soldini è stata un'esperienza difficile da affrontare. È necessario acquisire una sensibilità particolare che ti permetta di esserci ma, allo stesso tempo, di passare inosservata per scoprire il vero animo dei protagonisti del film e metterli a nudo», spiega Antonella. Oggi in Italia non esiste ancora la cultura del backstage: «bisogna essere degli equilibristi per non turbare con le proprie "intrusioni" l'atmosfera sul set».
E poi una curiosità: «siamo stati noi a portare per la prima volta Soldini a Genova grazie al Film Festival, e lui si è innamorato della città. È un vero professionista e sul set è il "capitano della nave"». Il documentario verrà proiettato
mercoledì 19 dicembre alla Berio (
Sala Chierici) nel corso della terza edizione di
Obiettivo Liguria_liguri dietro la macchina da presa.
Tra le persone importanti nella vita di Sica e Palozzi non poteva mancare il
Magister:
Claudio G. Fava, che al Festival non manca mai: «lo sentiamo almeno due volte al giorno e tra noi c'è grande affetto»
Una domanda nasce spontanea: "Ma da filmmakers quali siete, non vi è mai venuta voglia di dirigere un film tutto vostro?" «Ci mancherebbe solo quello!», rispondono quasi in coro. «In programma c'è
un cortometraggio, che per me è
il vero film d'autore. E poi, grazie al Festival, viviamo una settimana che è come un film», scherza Antonella.
Cristiano racconta un progetto importante: «Vorremmo dare vita a Genova ad
uno spazio tutto dedicato al cinema. Eventi, seminari, promozione, post produzione. Le produzioni nazionali e internazionali che scelgono la città come set hanno bisogno di trovare personale qualificato, che noi vorremmo formare». È invece prevista per il prossimo aprile la prima edizione di un
festival internazionale sul reportage ambientale: «il concorso si svolgerà ad Arenzano. Ci saranno tanti ospiti e un workshop».
Non posso rinunciare ad un'ultima domanda, quella classica: "qual è il vostro film preferito?". Cristiano non riesce a rispondere: «tante pellicole mi hanno regalato forti emozioni, ognuna per motivi diversi. Voglio citare
L'australiano, di
Jerzy Skolimowski». Antonella ha le idee chiare: «fra i cortometraggi
Il pranzo onirico di
Eros Puglielli;
Carlito's way, di
Brian De Palma, è senz'altro il film che mi ha fatto piangere di più».