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Eataly: a Latte un supermercato fuori dal comune |
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«Sembra un supermercato qualisiasi, come dice Camilleri. Invece è l'antro oscuro dei desideri e delle prelibatezze». Di Alberto Pezzini |
di Alberto Pezzini
LATTE (IM), 03 GIUGNO 2009 |
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Eataly l'ha inventato Orengo. Non Nico, che se n'è andato, ma il suo omonimo che ha la Conad a Ventimiglia (IM), anzi a Latte. Proprio sopra La curva del latte, quella del libro. Sembra un supermercato qualisiasi, come dice Camilleri. Invece è l'antro oscuro dei desideri e delle prelibatezze.
Non riuscite a trovare la marmellata Tiptree alle fragoline di bosco, quella per cui Giuseppe Culicchia scrisse in un articolo su La Stampa che la cercava come un cane da tarufo in agonia a Londra e Parigi? Qui la trovate. Non trovate la Ricola alla melissa e limoncello da bere nelle serate estive? Qui c'è. Gli yoghurt di Vipiteno, i più leggeri e cremosi in assoluto, vero velluto da inghiottire alla mattina, qui ci sono ad euro 0,89 l'uno. Il latte lo trovate in tutte le salse, da quello mitico della Valle Stura (della Cooperativa) a quello biologico della fattoria Scaldasole, che sembra di bere un elisir liquido.
La scelta è davvero infinita. Dal reparto dei formaggi (io che ho il colesterolo un po' alto a causa loro ho dovuto mettermi una benda sugli occhi ed una molletta sul naso) sontuoso come quello di un harem marocchino, a quello dei salumi, alle carni e alle verdure. Qui – per inciso – l'occhio sbarella: i colori sono da suk, accesi di rosso fuoco come i cuoridibue (quei pomodori grandi come soli e da mangiare a spicchi con sopra l'olio, il sale ed il basilico), ai fiori di zucca grandi come carciofi e belli gialli e verdi come la campagna che sta fuori.
Il reparto della vineria è semplicemente immenso: la scelta è da intenditore. È un mondo dove la qualità è primaria ma anche la quantità nel senso che la scelta è talmente ampia che sembra di poter soddisfare ogni desiderio. Il bello sta proprio in questo: è un supermercato ma sembra l'antro di Alì Babà e ciò che stupisce è la possibilità di trovare tutto quello che abbiamo pensato di accantonare nella soffitta dei nostri desideri inappagati.
Chissà cosa ne avrebbe detto Nico Orengo. Forse anche il suo spirito, giocoso e guizzante come un'acciuga, passa magari dalla pescheria. Perchè l'acciuga è un pesce guizzante e vitale, e fa dei salti incredibili. Ne sa qualcosa chi ha letto, ed anzi assaporato Il salto dell'acciuga, il libro più salato e ricco di cultura che mai uomo abbia dedicato ad un pesce così minuscolo e ricco di suo.
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