Lo spettacolo degli artefatti: scoperte e ricerche politecniche, video-installazione interattiva

Milano

Spazio multimediale RovelloDue Piccolo Spazio Politecnico

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Descrizione

Video-installazione interattiva allestita a RovelloDue (via Rovello 2), a cura di Luisa Collina (delegata del Rettore Relazioni Esterne, Politecnico di Milano) e Federico Bucci (delegato del Rettore Politiche Culturali, Politecnico di Milano).

Possono alcuni oggetti, siano essi di grandi o piccole dimensioni, assumere un ruolo teatrale? L'installazione interattiva Lo spettacolo degli artefatti accoglie i visitatori nello studio del progettista, tra modelli architettonici e raccolte di schizzi. È sufficiente prendere il blocco giusto, facendosi catturare dal titolo o incuriosire dal disegno in copertina, e posizionarlo sul vicino leggio. Così facendo, di fronte a sé, si avvia un inedito contributo multimediale.

Comincia la narrazione. Filmati e immagini si animano sulla superficie verticale. Cambia il blocco di schizzi, cambia il progetto, cambia la proiezione. Pochi secondi di visione e poi nuovamente la scelta di un tema differente.

In occasione della Design Week 2017, con il contributo speciale della rivista Domus, una selezione di opere di architettura, design ed ingegneria, tutte legate al mondo Politecnico, sono poste al centro della scena per narrare le sfide tecnologiche, le ricerche formali e le innovazioni di linguaggio che le hanno generate. Ogni artefatto presentato è esito di un progetto che mira a soddisfare le funzioni per cui è stato creato, ma anche ad incarnare un’idea di bellezza.

Gli oggetti selezionati (siano essi degli edifici, degli arredi o dei prodotti ingegneristici), non si limitano a funzioni strumentali bensì assumono il ruolo di veri e propri servi di scena, in cui emerge con forza la componente figurativa e narrativa tipicamente italiana. Il periodo di riferimento dell’installazione è ampio, a partire da una Milano appena svegliata dalla guerra che si rimbocca le maniche e ricostruisce, fino ai giorni nostri.

Il racconto parte dai mesi del dopoguerra, quando le mani, responsabili del gesto, come racconta Laura Curino nello spettacolo teatrale Mani Grandi, senza fine. Nascita e ascesa del design a Milano, sono l'unico patrimonio. Mani, tra quelle dei più conosciuti designer e architetti milanesi, che pensano, mani che realizzano e trasformano lo sguardo sugli oggetti. Cambiano il modo di viverli, crearli e produrli. Mani che plasmano gli artefatti e tramandano valori condivisi.

Medesimi anni e le storie si intrecciano, le nuove visioni si moltiplicano. La rivista Domus ne monitora i cambiamenti, ne diviene l'osservatorio privilegiato per riconoscere lo stile di un'epoca, non perdendo mai l'approccio multidisciplinare, trasversale e di contaminazione reciproca, proprio sia del processo progettuale che teatrale. È lo spettacolo 70 Angels on the facade - Domus 1928-1998 a mostrarlo con tutta la sua potenza.

Orari: da martedì a domenica dalle 15 alle 20. Ingresso libero.