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Cultura
Chinaski: alla ricerca di narratori
 
La casa editrice č nata nel 2003 per promuovere giovani talenti in un circuito alternativo. Nel nome di Bukowski. Domenica 13 alla Fnac
 
   

     
7 giugno 2004
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di
Daniele
Miggino
   
Charles Bukowski
Nell'ottobre del 2003 è nata a Genova una nuova casa editrice, si chiama Chinaski e propone al pubblico genovese (e non) una politica editoriale piuttosto innovativa. Un gruppo di giovani genovesi si è buttato in un campo nient'affatto facile, con l'intento di premiare buoni scrittori e stimolare la passione per la lettura.
Domenica 13 giugno - alle 17.30 - presso la Fnac di via xx settembre verrà presentato il libro di Federico Traversa Il contorno del camaleonte. Federico, coordinatore della Chinaski, tiene anche una rubrica radiofonica su Radio Lanterna City (106 - 107.95 Mhz). Tutti lunedì dalle 21.30 alle 22.30, si parla di letteratura, musica, arte, cinema, teatro e poesia.

Mischiando sapientemente i mezzi di comunicazione, la Chinaski cerca di stare fuori dal mercato delle grandi etichette e delle grandi distribuzioni per dare spazio alle giovani generazioni di talenti. Come? Me lo spiega Maurizio Puppo, il responsabile editoriale.
Prima di tutto, Chinaski che vuol dire? «È l'alter ego letterario di Bukoswki nei suoi libri. Bukowski è uno scrittore che ci ha segnato». In realtà erano partiti con un altro nome, Sha-Mat, che hanno dovuto cambiare in seguito a un contenzioso con un'altra società. Di qui il tributo a Buk.

La Chinaski pubblica, per il momento, solo narrativa, ma in progetto c'è una collana di saggi. Si tiene lontana dai grandi nomi, e scava nel sottobosco degli scrittori che hanno la passione per la scrittura. Quanti scritti ricevete? «Più di dieci al giorno, alcuni buoni, altri no». Ve l'aspettavate? «Assolutamente no. E pensare che, a parte qualche articoletto su giornali, non abbiamo fatto una grossa pubblicità. Eppure ci hanno covato. Di recente siamo stati al Salone del libro di Torino, lì abbiamo preso molti contatti». Anche Patrizio Pinna, che vedrà presto pubblicato il suo Mitote, ha contattato via e-mail la casa editrice. «È bravissimo» dice Maurizio «Pensa che ci ha mandato 5 romanzi completi, tutti molto belli. Lo abbiamo contattato subito». Loro cercano di leggere tutto quello che arriva, però... «Però ora abbiamo dovuto mettere una nuova regola. Chiediamo di mandare un abstract di 20 pagine al massimo, in base al quale noi valutiamo. Sennò non ce la facciamo, non siamo mica tantissimi qui». Maurizio consiglia di non mandare poesia. Non ci sono pubblicazioni di poesia in progetto. Vorrebbero, ma per ora i versi resterebbero confinati nella posta.

A sei mesi dalla genesi, possiamo fare un primissimo punto della situazione. Come ve la passate? «Noi abbiamo scelto di passare attraverso canali alternativi, non solo per le grosse librerie. Organizziamo feste, serate e reading insieme agli autori. La gente si diverte, e anche noi. Per il resto, l'editoria è in crisi e si vede. Al Salone di Torino l'abbiamo constatato direttamente. Poche novità, libri costruiti intorno a un titolo accattivante, i comici che fanno gli scrittori, molta politica e una marea di libri su Berlusconi (45). C'è qualcosa che non va».

Vi riferite a qualche tipologia di scrittore/lettore in particolare? «A chi nutre una vera passione per scrittura o per la lettura».

Nel sito trovate le ultime novità sulla Chinaski e molti consigli di lettura, sotto forma di schede, biografie, riassunti. Tra gli altri ci sono John Fante, Kerouac e Bukowski, ovviamente.

Per info

Nella foto: Charles Bukowski
 
 
 
 
 
 
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