Harry Potter è cresciuto durante i due anni trascorsi lontano dal grande schermo. Il bambino spaurito e ignaro del suo potere è diventato un adolescente orgoglioso, consapevole e pronto a reagire.
Il
Prigioniero di Azkaban è, a detta di molti, un libro maturo, profondo e maggiormente legato alla paura, piuttosto che alle meraviglie della magia. Il film non delude, anzi il taglio dark dato alla sceneggiatura sottolinea proprio le novità del testo.
La trama è semplice. Harry, vessato dalla sua famiglia di
Babbani una volta di troppo - e dopo aver letteralmente gonfiato una zia insopportabile - fugge di casa.
Al mago con la cicatrice a forma di saetta basta davvero poco per capire che anche il suo terzo anno ad
Hogward sarà ricco di insidie.
Lui, dopotutto, è il mago che ha sconfitto
Lord Voldermord, il signore del male e sua nemesi storica: un'esistenza facile resta, per lui, fuori discussione.
Il film racconta il libro in modo più distaccato rispetto ai primi due. Il regista,
Alfonso Cuaròn ha preferito dedicarsi al lato oscuro della trama, sacrificando alcune parti
leggere presenti nel testo.
La scelta degli attori rimane, come al solito, azzeccata. Confermato il cast storico, adeguato almeno quanto i protagonisti del
Signore degli Anelli. Si segnalano almeno quattro nuove entrate:
Michael Gambon ha ereditato da Richard Harris i panni di
Albus Silente,
Emma Thompson - irriconoscibile dietro due fondi di bottiglia e un'improbabile pettinatura - è la professoressa di Divinazione Sibilla Cooman, un'indovina che non perde occasione per predire ad Harry un futuro di sofferenza e morte. A questi si aggiungono poi
David Thewlis, che impersona il Professor Remus Lupin, e il folle
Gary Oldman - già dracula per Coppola - a cui spetta il gravoso compito di dare un volto a Sirius Black.
Il film è molto bello. Così come era capitato leggendo i libri, si ha l'impressione che la trama abbia qualcosa in più rispetto ai precedenti. Harry, Ron ed Hermione, sono maghi maturi, capaci di fare scelte difficili.
I nemici affrontati in questa avventura sono davvero spaventosi. I
Dissennatori, guardie di Azkaban, sono esseri terrificanti, vestiti di nero ed incappucciati come la Morte nell'iconografia classica. Ed hanno il potere di togliere la speranza e la felicità a chi li incrocia: sono, insomma, l'incarnazione della paura stessa.
Da osservare con attenzione è la
Mappa del Malandrino: una carta di Hogwards molto particolare. C'è poi il
platano picchiatrore che, dopo una fugace apparizione nel secondo episodio in veste di sfascia carozze, mostra cosa possa fare un albero con un pessimo carattere.
Avventura e magie di tutti i tipi sono il contorno ideale per un film che non solo si annuncia un successone ma che, secondo tradizione, farà attendere con ansia il prossimo episodio.