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Quando nasce un museo è sempre un evento, figurarsi se ne rinascono tre tutti assieme. Il weekend del 28, 29 e 30 maggio 2004 sarà ricordato a Genova come quello in cui la città festeggia l'inaugurazione del Polo Museale di via Garibaldi, il primo dei tre previsti a vedere la luce - aspettando quello del Mare alla Darsena e quello di Arte Moderna ai Parchi di Nervi.
Il commento più bello è quello di Pericu: «subito dopo la seconda guerra mondiale», chiosa il Sindaco, «la città segnò la sua rinascita rivitalizzando e risistemando i propri musei. Noi non abbiamo avuto guerre, per fortuna, ma un lungo periodo di crisi sì. E abbiamo pensato che se ne potesse uscire al meglio puntando sulla cultura». Oggi come allora si riaprono i musei: un paragone forte per una scommessa importante.
C'è folla, e si sente l'emozione dei grandi momenti. Si sente anche odor di vernice, perché i lavori sono ancora alla stretta finale. Ma l'importante è inaugurare, partire, battere un colpo per dire che ci siamo: i ritocchi e le ultime lampadine arriveranno nelle prossime settimane, amen. Ci sono stati dei problemi, come capita tutte le volte che si vanno a toccare strutture antiche, che si scava, che si adeguano le norme del Duemila con i muri del Seicento.
Ad esempio manca ancora il collegamento fra Palazzo Bianco e Tursi. Ma il museo c'è già: Palazzo Bianco (integralmente rimesso a nuovo) passa da venti a ventinove sale, cinque delle quali "rubate" a Palazzo Tursi, con settantanove opere in più. Anche il Deposito guadagna spazi - quattro sale - ed entra definitivamente nel percorso aperto al pubblico. Viene inoltre aperto al pubblico il giardino nord, restaurato, dove si può rimpiangere la distruzione della magnifica chiesa di San Francesco, di cui sono visibili ampi resti.
Palazzo Tursi sfratta il Sindaco e offre metà del piano nobile (spazi davvero belli) alla mostra sui Rolli, in attesa di accogliere le collezioni di monete, pesi, misure e arti decorative. Il resto del piano nobile entra a far parte del percorso di Palazzo Bianco.
Mancano ancora all'appello Palazzo Rosso (un primo pezzo in autunno, il resto nel 2005) e il recupero del resto di Palazzo Tursi.
Questo per quanto riguarda il contenitore. Ma quello che c'è dentro? Dentro a Palazzo Bianco c'è ad esempio uno dei principali allestimenti museografici del Novecento e quindi nulla è stato toccato. L'esposizione di nuovi dipinti ha obbligato a ripensare l'ordine espositivo, curato da Clario di Fabio, mentre il restauro di ben ottantaquattro (!) dipinti permette oggi di gustarsi alla perfezione opere come il Polittico della Cervara di David o Venere e Marte di Rubens.
Palazzo Tursi ospita invece la mostra L'invenzione dei Rolli. Genova, città di palazzi (fino al 5 settembre 2004), curata da Ennio Poleggi, che dei Rolli è un po' il papà. Questo sistema - ricordiamolo - serviva per ospitare gli invitati illustri, accolti in palazzi privati estratti a sorte in una rosa che comprendeva quasi tutte le dimore aristocratiche della città. «Per chi veniva estratto era certo un impiccio», sogghigna Poleggi, «ma anche l'occasione per farsi dei clienti».
La mostra non è semplice, visto che si basa essenzialmente su piante e prospetti seicenteschi, ma offre uno sprazzo di quel "museo della città" che a Genova manca: speriamo che almeno un pezzo di questa esposizione resti nel futuro allestimento.
In questi tre giorni di festeggiamenti, il Polo Museale resterà aperto fino a mezzanotte (venerdì e sabato), con ingresso libero, e sarà animato da musiche e rappresentazioni teatrali.
Ge-Nova per davvero.
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