"Anche se voi vi credete assolti sarete sempre coinvolti" sono parole indimenticabili di
Fabrizio De Andrè. Si adattano alla perfezione per incitarvi, proprio perché siamo tutti davvero coinvolti, a leggere un libro fondamentale da poco in libreria, "
Guantanamo. Usa, Viaggio nella prigione del terrore", di
Carlo Bonini, edito da
Einaudi Stile Libero.
Bonini è un giornalista di Repubblica che ha pubblicato per Tropea "La toga rossa" e "Il fiore del male". E' stato due volte a Guantanamo, nella primavera del 2002 e nell'estate del 2003, firmando indimenticabili reportage per il suo giornale. Poi, come dice all'inizio di questo libro, bellissimo, angosciante, disperato, coraggioso, per quasi due anni "quella baia con i suoi 680 dannati senza volto, costretti a una segregazione senza termine, ha continuato ad occupare le mie ricerche e il mio lavoro".
Il risultato lo potete leggere in 236 pagine di passione civile, di informazioni inedite e documentate, di meticolosa inchiesta giornalistica e anche di scrittura coinvolgente, che sa vedere i dettagli minimi e apparentemente insignificanti e partire da questi per raccontare un modo di sentire, mondi remoti, attitudini. Cambiando registro con straordinaria abilità e sensibilità, l'autore ci racconta un lager contemporaneo, qualcosa che c'è, che non possiamo fingere di non conoscere, qualcosa che pesa sulle nostre coscienze e non può in alcun modo "farci credere assolti".
Io, il 21 gennaio del 2002 scrissi su
Energheia un pezzetto dal titolo "
Guantanamo bay, la vergogna", sentendomi umiliata come essere umano, come cittadina europea, come donna, per i racconti che cominciavano a pervenire da quel luogo remoto e per alcune foto che erano circolate sulle condizioni dei detenuti di questa "guerra anomala" ai quali non sono stati riconosciuti i diritti fondamentali sanciti dalla
Convenzione di Ginevra, di fatto riportando la nostra civiltà, che tanto ambiamo a "esportare", a un'epoca oscura e inquietante. Bonini, di questo campo di concentramento contemporaneo compie una analisi appassionata, accurata, ci porta dentro quelle gabbie così piccole da non permettere di stare in piedi, ci porta dentro le celle di contenzione, nelle sale dove avvengono in segreto gli interrogatori condotti senza testimoni da CIA ed FBI, e dove, si dice, sorgeranno i tribunali speciali e anche i luoghi per le esecuzioni.
[continua]