Vi ricordate di Ernest, Bruce, il capitano Max e Guidoscantamburlofanclub (detto il maratoneta)?
Pubblicando il loro diario di viaggio dalla Patagonia - esattamente un anno fa - vi avevamo detto di tenere a mente i nomi di questi avventurieri senza macchia e senza paura. Ebbene, Ernst e Bruce sono tornati! Questa volta dal Sud Africa...
Buona lettura.
Cari amici eccoci a voi. In realtà, già ieri vi avevamo mandato la e-mail che stiamo ricostruendo, ma per un cavillo - o meglio - per un capriccio tecnologico, un'ora di scrittura e ben 50 rand di spesa (circa 7 euro) si sono polverizzati.
Prima di cominciare, però, vogliamo fare un doveroso passo all'indietro e ritornare alla triste serata di fine anno, quando una bruttissima notizia ha amareggiato noi ed una buona parte di chi ci legge. Ci uniamo con la carissima Simo in un ideale abbraccio, per manifestarle tutto il nostro affetto e conforto, per sostenerla in questo momento difficile che - siamo certi - saprà superare. Abbiamo voglia del tuo splendido sorriso e soprattutto di rivederti. Con Pier abbiamo già avuto modo di incontrarci, ma nuovamente gli rinnoviamo la nostra vicinanza.
Complimenti alla British per l'ottimo servizio offerto alla clientela: cordialità, efficienza con discrezione (le forbicine di Bruce si sono spente in uno scatolone dell'aeroporto di Heatrow), qualità nel catering ed ovviamente puntualità di stile britannico. Cape Town ci accoglie con la table apparecchiata dalla consueta nuvola che ricopre la terrazza rocciosa che la sovrasta. C'è vento, molto! L'estate si respira nei vestiti della gente, nelle strade deserte ed in questo strano clima caldo natalizio così inusuale per noi boreali. E' vero che viviamo in un mondo fortemente globalizzato, dove tutto nell'immaginario collettivo sembra essere a portata di telecomando, ma non è proprio così: gli odori, i suoni ed i colori sono a prova di tecnologia. La giornata iniziale l'abbiamo trascorsa nel non facile tentativo - tra l'altro ancora da verificare - di organizzare il prosieguo del viaggio in quanto tempo, distanze, trasporti e finanze
non sempre sono facilmente incastrabili.
Un'amara sorpresa: nonostante la sfrenata corsa dell'euro, il rand, la moneta locale, resiste in modo tosto anche perché non è legata al dollaro, come suggeriscono guide un po' inesatte o distratte, bensì all'oro, attualmente ai massimi storici.
Pertanto, chiunque confidasse in un souvenir in oro e/o diamante sarebbe bene ricordasse la famosa massima "metti il cuore in pace, avrai lunga salute", massima per Ernest e Bruce, che ne rivendicano il fior di conio. Se proprio non ci si riesce si può sperare nella tanzanite, che non è una malattia tropicale, ma una nuova pietra preziosa, come ci suggerisce Alberto, nostro uomo a Cape Town, che con l'occasione ringraziamo per la disponibilità offertaci e per la logistica prestataci (e u creddu, u l'è u so travaggiu).
La temperatura di sera scende in modo vertiginoso, peccato non averlo saputo prima; forse da uno dei tantissimi zaini che ci portiamo dietro (ma di questo parleremo in un'altra puntata) una felpa sarebbe uscita.
"Belin Ernest se nu ghe pigemmu n'accidente sta seia, puemu affrunta tutte e sinsee malariche de quellu belin du parcu, cum'u l'è che se ciamma?".
"Quante votte te u devu ripetee, se ciamma Kruger cume quellu belinun che u la costruiu".
"Belin Ernest, ma i parchi se costruiscian?".
"Ma famme u piagei, nu ti po pigia ogni frase pe ou culou. Anemu a mangia che u l'è megiu".
Ernest e Bruce
(continua...)