Ecco una mostra che dovrebbe coinvolgere molti. Il ricordo del devastante terremoto in Irpinia è ancora nella mente di tutti. E in tanti ricordiamo le scosse sentite a Novi Ligure l'anno scorso.
In pochi, semplici passi, Terromoti, la mostra allestita in occasione del Festival della Scienza presso Il Padiglione D della Fiera di Genova, introduce il visitatore alle scienze della terra, ai temi della geologia e alle sue più terrificante manifestazioni.
Dopo il video introduttivo iniziale, commentato da Claudio Capone (la celebre voce dei documentari di Quark), si comincia subito ad interagire con gli spazi espositivi. Un programma di simulazione presenta i più importanti fenomeni sismici conosciuti, suddivisi nelle diverse aree del pianeta. È possibile selezionare un settore ed osservare i maggiori fenomeni sismici degli ultimi secoli. L'Italia ci appare, almeno nell'area del Mediterraneo, come una delle zone più calde, anche se è superata di gran lunga da Grecia e Turchia.
Ma perché si verificano i terremoti? La parte successiva ci illustra come le diverse placche di roccia, di cui è costituita la crosta terrestre, galleggino sul magma, la lava degli strati inferiori della terra. Le correnti convettive che provengono dal nucleo terrestre più denso e caldo esercitano forti pressioni su queste placche che tendono a collidere o a separarsi. Quando la tensione è troppo grande la gigantesca impalcatura cede improvvisamente e si verificano i terremoti, caratterizzati da un'improvvisa liberazione di energia. Un paio di modelli cercano di chiarire meglio questo concetto e consentono di osservare le sezioni interne della terra.
Un plastico, con tanto di case, ponti e fabbrichette in scala ridotta mostra, a comando del visitatore, le sgradevoli conseguenze dei moti improvvisi della crosta terrestre.
La parte più interessante è senz'altro quella dedicata al monitoraggio dei fenomeni sismici, con tanto di riproduzione semplificata della sala sismica di Roma. Due gentilissimi addetti dell' si prodigano in spiegazioni per illustrare le procedure ed il funzionamento degli equipaggiamenti: in Italia circa 100 stazioni, diffuse in tutto il territorio, tengono d'occhio i più piccoli movimenti della terra e inviano i dati in tempo reale al centro operativo. I rilevamenti vengono processati e analizzati dagli operatori che possono dare l'allarme e conoscere subito quali sono le zone più colpite, oppure inviare i soccorsi. Si ammette, però, che non è possibile prevedere completamente i terremoti ma, grazie ad un consistente archivio storico, che in Italia risale a ben prima alla nascita di Cristo, è possibile individuare le aree più a rischio. È presente anche un sismografo così sensibile da registrare le vibrazioni dei nostri passi.
Terremoti si trova alla Fiera di Genova, presso il padiglione D. È aperta fino al 22 novembre, dalle 9 alle 18, con tanto di animatori in supporto.
nella foto sotto: il plastico per la simulazione delle scosse.