Genova città di cantautori, Genova fucina di talenti musicali. Sarà l'aria di mare, sarà la gastronomia o semplicemente una particolare congiunzione astrale: ad ogni modo la città continua a sfornare musicisti ciclicamente. E dire che manca di quasi tutto: nessun produttore, rarissimi luoghi per concerti degni di questo nome, zero industria del disco.
Ma la musica è una passione, e le passioni - si sa - quando sono contrastate danno il meglio di sé. E poi la speranza è l'ultima a morire, e "speranza" di questi tempi fa rima con 2004 e con la Capitale Europea della Cultura.
Abbiamo incontrato i principali gruppi emergenti della scena giovane cittadina, per raccogliere idee, opinioni e sfogliare i loro album dei sogni.
Filo Q dei Ilmiomeno (gli ex Topi Muschiati) si aspetta grandi cose dal 2004, «anche se forse c'è un problema di comunicazione: noi ad esempio andiamo spesso a Torino a suonare, laggiù nessuno ne sa niente». Quanto alla musica, le speranze sono riposte nell'estate: «sai qualcosa? in giro ci sono alcune leggende urbane di concerti all'aperto». Secondo te quale sarebbe una bella idea per il 2004, intendo dal punto di vista della musica non-classica e non-folk?
«Mi piacerebbe che venisse organizzato una specie di tour genovese per chi lavora nell'industria discografica. Mi immagino un pullman pieno di produttori, giornalisti, tecnici che scendono da Milano a scoprire la scena genovese. Perché in questo momento stanno uscendo un sacco di gruppi bravi - o quantomeno che mi piacciono - come i Numero 6, Meganoidi o gli Enroco. Per quanto riguarda il resto...» Suggerimenti?
«Mah, non ho visto bandi, non ho visto inviti per quel che riguarda l'arte dei giovani. Comunque qualcuno ha proposto di portare l'arte nelle piazze autonomamente: ci si dà appuntamento per un giorno ics e quel giorno chi produce cultura - teatranti, artisti, musicisti - si butta nelle strade e le "occupa" trasformando la città in un mega-laboratorio all'aria aperta. Magari si farà». Oltre a partecipare a questa eventuale giornata dell'arte, cosa faranno i Topi Muschiati nel 2004?
«Abbiamo preso in gestione "Il balcone", il circolo ARCI di salita Pollaiuoli. Da novembre faremo un po' di programmazione, magari acustica. Insomma, per il 2004 ci metteremo del nostro, concretamente».
Passiamo la parola ad Enrico Bosio, mente e braccio degli Enroco, che hanno da poco presentato il loro primo album.
«Il 2004 è una buona occasione per la città sotto tutti i punti vista culturali, non solo per le arti storiche e ufficiali - i classici palazzi pieni di Rubens, per capirci - ma anche per il sostrato culturale, chiamalo l'underground se preferisci: è un panorama che c'è e che vive». Idee per farlo uscire fuori, questo underground?
«Organizzare uno o più concerti mettendo a disposizione i pochi spazi che ci sono. Anche al Carlo Felice, perché no? è un modo per fare incontrare due modi differenti di fare cultura, sarebbe una legittimazione per entrambi, nell'interesse di tutti». I vostri progetti per il 2004?
«Niente di grosso, magari un altro disco quanto prima, il materiale lo abbiamo già. Forse faremo un video, ovviamente autoprodotto. E poi un mini-tour in Emilia».
I Meganoidi non hanno bisogno di presentazioni, in questo momento sono certamente gli alfieri della Genova rock sulla scena nazionale. Parliamo di 2004 con Mattia Cominotto, il chitarrista.
«Come genovese, non ti nascondo che è senza dubbio un'occasione per migliorare molti aspetti della nostra città. Certo c'è il rischio della superficialità, dato che dura solo un anno. L'altro rischio è che non venga mostrata l'intera cultura cittadina, ma solo un certo un tipo di arte, solo un certo tipo di musica». Di cosa avrebbe bisogno la musica "di quell'altro tipo", nel 2004?
«Di una sola cosa, di spazio. Il rock a 360° non ha un club invernale per concerti di medie dimensioni, da 500 a 6000 persone: è una situazione che non esiste in Europa, è allucinante, davvero allucinante. Noi stessi facciamo fatica a suonare nella nostra città! Risolvere questo problema è una cosa prioritaria per chi si fregia del titolo di Capitale Europea della Cultura». Musicalmente, cosa ti piacerebbe vedere nel programma dell'anno prossimo?
«Tutti gli eventi che di solito non si vedono a Genova, anche quelli che non mi piacciono». Voi Meganoidi cosa farete?
«Forse ci fermeremo un po' per pensare al nuovo disco. Sicuramente faremo una data a Genova, lo vogliamo fortemente».