Uscito in Francia nel 2000, il racconto
Mercanti del tempo non è quasi mai stato letto in Italia. L'autore è
Daniele Del Giudice, che ha esordito nel 1983 con
Lo stadio di Wimbledon e che ha in seguito pubblicato saggi e racconti. Nel 2001 ha scritto con Marco Paolini
I Tigi, Canto per Ustica, spettacolo teatrale sulla tragedia del DC9 Itavia.
Del Giudice ha voluto omaggiare il Festival della Scienza con il suo
Reading, che si è tenuto alle 18.00 presso il Centro convegni AMGA.
Il racconto parla del tempo e del prezzo dei secondi che passano, in un viaggio che porta il protagonista dal Marocco all'Italia, fino al Nord Europa.
A Rabat la prima straordinaria scoperta: un umile calzolaio vende tempo ai clienti. Come se il tempo si potesse comprare, «al mercato, magari».
Inizia così la ricerca di una transazione commerciale che sembra impossibile. A Treviso, «nel Veneto industriale e contorno di Venezia», lo scenario è quello dell'azienda di un "fabbricante di tecnologie". «Gli ho raccontato di Rabat. "Il commercio di tempo non è solo lì [...] anch'io vendo tempo"».
In Norvegia, nella città di Stavanger, la svolta: è una donna ad ammettere: «Noi trattiamo tempo». Il protagonista si ritrova in un supermercato, anzi: nella simulazione di un supermercato. Le scatole contenenti prodotti sono vuote: «Il tempo comprato è reale, anche se dentro non c'è niente».
«E chi mi dice che funziona?». L'offerta della donna è allettante: il protagonista potrà scegliere una scatola contenente tempo, quello che vuole.
«Vorrei la mia prima ora». Detto fatto. Il racconto termina con la descrizione della nascita del protagonista: il calore materno, il cordone ombelicale e la voglia di gridare senza trovare le parole.
Francesca Baroncelli
Genova, 2 novembre 2003