Il paradigma deterministico è l'argomento della conferenza
Oltre il determinismo? Un paradiso perduto, tenuta alle 17.00 da
Enrico Beltrametti. Il fisico teorico ha coperto la cattedra di Fisica Nucleare presso l'Università degli studi di Genova ed è membro del Consiglio scientifico del Festival della Scienza.
La Sala del Minor Consiglio è affollata quando Maurizio Martelli, dell'Università di Genova, presenta il docente.
Cos'è il determinismo? «Ci sono situazioni che si possono prevedere: l'evoluzione è governata da leggi che prescrivono l'evolversi di un fenomeno».
Ma è possibile trovare situazioni che non possiamo prevedere: come si atteggia il paradigma deterministico in queste situazioni? «Si tratta di un'incapacità che non è oggettiva, ma soggettiva, ovvero il frutto della nostra ignoranza».
Fino agli inizi del 900 il determinismo era un presupposto del pensiero scientifico e il pilastro di quello illuministico. Ma nuove scoperte lo hanno messo in crisi.
«Piccole incertezze nella conoscenza del passato provocano grandi incertezze nella predizione del futuro», questa la consapevolezza che nasce negli studiosi negli anni '60. Le leggi della dinamica hanno infatti aspetto non lineare: lo schema viene definito caos deterministico.
A inizio secolo comparvero i fenomeni detti quantistici, secondo i quali la materia è fatta di atomi. Il sistema viene bocciato in seguito a esperimenti che promuovono il modello satellitare dell'atomo: gli elettroni girano intorno al nucleo. «In quegli anni nasce la meccanica quantistica: ancora oggi non si è trovato un fenomeno che non sia spiegabile nell'ambito di essa», spiega Beltrametti.
Molti dei padri della meccanica quantistica non accettavano, però, che essa fosse in realtà indeterministica. "Forse i fotoni hanno proprietà che ancora non siamo in grado di leggere", affermavano: forse esistono dei parametri aggiuntivi che sarebbero stati scoperti solo in futuro.
Questo ancora non è avvenuto, «ma se esistesse una teoria comprendente dei parametri nascosti dei fotoni, essa dovrebbe riprodurre le previsioni della meccanica quantistica», conclude Beltrametti.
Francesca Baroncelli
Genova, 2 novembre 2003
Nella foto in alto, da sinistra, Enrico Beltrametti e Maurizio Martelli