Sono passati quasi due anni da
I tre giorni del Posativismo Dialettico, l'ultima esposizione genovese di
Gianni Ansaldi tenutasi presso la Galleria San Lorenzo al Ducale. Da domani,
venerdì 19, con il titolo
Sorrise l'attaccapanni, infame, sugli aranci, le opere dell'artista genovese ritornano a farsi ammirare a Genova sino al 2 Novembre, presso la
Feltrinelli di via XX Settembre in uno spazio espositivo situato al piano superiore della libreria.
L'inaugurazione della mostra avrà luogo alle
ore 18, con la partecipazione dello scrittore
Paolo Lingua e va ad inserirsi in un percorso espositivo che ha visto l'opera dell'autore presente alla
Galleria Studiologos di Roma e nella
Galleria Blachaert di Milano.
Prima di essere legato al movimento artistico del
Posativismo Dialettico, di cui è il fondatore, il nome di Gianni Ansaldi è stato sempre abbinato al suo ruolo di maggior successo: quello di fidanzato di Isabella Ferrari nei film
Sapore di Mare di
Carlo Vanzina e
Sapore di mare un anno dopo di
Bruno Contini. Ansaldi nasce, infatti, come attore: un diploma alla scuola di recitazione del
Teatro Stabile di Genova, apparizioni alla televisione e il lavoro come cabarettista al
Derby di Milano rappresentano le parti più significative del suo curriculum artistico, prima della decisione di ritirarsi dalle scene per ripresentarsi poi anni dopo in questa nuova veste.
Le sue fotografie ed i suoi acrilici in mostra a Genova, sono caratterizzati dal rapporto immagine-parola scritta. La parola come elemento visivo tangibile, permanente, che va a sovrapporsi alla visione di un mondo bloccato in un attimo della sua continua evoluzione e lo rende nuovo, misterioso. In grado di nascondere un segreto che solo una serie di rimandi culturali possono aiutare a rivelare, tracciando una percorribilità senza destinazione. La distanza spaziale non esiste, ogni posto è contiguo ad un altro, prossimo. L'importante è il ritaglio di pertinenza, quell'angolo visivo scelto dall'autore come peculiare. L'artista c'è, è presente. Fa suo il mondo ponendosi all'interno dell'immagine con la sua calligrafia, con la presenza della sua mano a sorreggere un bigliettino, unico accenno di umanità "viva" in un dominio di oggetti e architetture.
I riferimenti alle avanguardie artistiche del 900 sono lì, davanti agli occhi di tutti. Con un riguardo particolare rivolto al dadaismo di Christian Tzara, tentando in qualche modo di aggiornarlo, contaminandolo con l'idea moderna dei collegamenti virtuali e della multimedialità.
Dopo la prolifica collaborazione con lo scrittore
Giampiero Orselli, di cui è testimone il bel libro
Le parole di Giampiero Orselli per le fotografie di Gianni Ansaldi (Libero di scrivere edizioni), il percorso di Ansaldi si dimostra ancora in piena evoluzione, in corsa verso qualche parte. Qualunque sia la sua destinazione a noi non resta che goderci le tappe del viaggio.