mentelocale Ultimo aggiornamento Venerdì 03 febbraio - 19.52
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Società & Tendenze
Paravidini_l
 

Fausto Paravidino a mentelocale

 
E' venuto a trovarci, con in tasca il suo "Trinciapollo": ci ha raccontato perché se l'è tenuto e come mai è finito alla Tosse.
 
   

     
21 dicembre 2000
Stampa Invia amico
 
di
Daniela
Carucci
   
Conversazione con Fausto Paravidino
Drammaturgo, regista e attore
In Trinciapollo
In scena al Teatro della Tosse
Dal 18 al 23 dicembre

Perché la compagnia si chiama Gloriababbi? Forse intendete Gloria ai babbi e i babbi siete voi?
Quasi. In realtà è un nome nato per caso. Ai tempi della disoccupazione romana frequentavamo spesso Piazza Santa Maria in Trastevere. Lì una sera abbiamo incontrato un barbone che con grande attenzione si è messo a costruire davanti ai nostri occhi un cerchio per terra, con dei barattoli di latta. Dopo un po' più nessuno attraversava quel luogo "sacro", a quel punto abbiamo chiesto: "Cos'è?" e ci siamo sentiti rispondere: "E' Gloriababbi. Beh? Non ci credete? C'è scritto qui". E dalla tasca è uscito un foglietto sporco, sgualcito. C'era scritto: Gloria Baby. Calzature per bambini.
Di questa storia ci ha affascinato soprattutto l'idea di spazio dentro ad un altro spazio, che ha importanza e non si sa per chi.
Storia poetica. E' da lì che hai iniziato a scrivere?
Non proprio. Non ho mai avuto velleità da drammaturgo. Ho incominciato quando sono emigrato a Roma e non sapevo bene cosa fare. Appena arrivato nella capitale non avevo lavoro e non sapevo dove cercarlo e così, per riempire il tempo libero ho incominciato a scrivere Trinciapollo. Era il 1996.
Come mai un giallo? Qual è stata la vena ispiratrice?
Volevo scrivere uno sketch divertente. Non avevo un'idea precisa su cosa volessi fare e così mi sono dato un tema: due persone si incontrano, una è invadente e l'altra discreta. La situazione è comica di per sé. Poi nello sviluppo delle situazioni mi sono accorto che c'era bisogno di qualcosa in più, che ci si incominciava a rompere e così ho fatto entrare in scena un terzo personaggio ed è nato l'omicidio.
Autori di riferimento?
Non ho dei veri e propri maestri. Adoro Pinter e Shakespeare mentre non conosco la nuova drammaturgia. Se devo essere sincero prendo spunto soprattutto dalla vita quotidiana, dai discorsi ascoltati sull'autobus, dai giornali e dalla letteratura. Per esempio Trinciapollo è nato anche grazie a Lo straniero di Camus.
Il tuo essere attore ti aiuta nel lavoro drammaturgico?
Certo. Quando scrivo, scrivo per gli attori. Se il testo funziona per loro, allora è bello.
E la regia?
Curiamo la regia a turno. Ognuno sceglie di dirigere lo spettacolo che sente più vicino.
Ma nella scrittura non c'è una sorta di regia implicita? Con che spirito dai il testo in mano ai tuoi compagni?
"Quando scrivo, scrivo per i morti": non mi ricordo chi l'ha detto, ma è così. La mia drammaturgia non è legata a idee registiche a cui mi affeziono, personaggi che devono essere assolutamente interpretati da certi attori piuttosto che da altri. L'unica cosa a cui sono legato sono le parole. Quelle non si cambiano.
E cosa mi dici della scarsa presenza di personaggi femminili nelle tue pièces?
Anch'io me lo sono domandato spesso: perché? Penso che sia il convivere con sei o sette uomini, il sentire i loro discorsi, il loro modo di esprimersi ad influenzarmi. Conosco meglio il modo di parlare e di pensare degli uomini. Comunque un po' di tempo fa il premio Candoni Artaterme di Udine mi ha commissionato una commedia, ho scritto La malattia della famiglia M sfidandomi: i protagonisti sono due donne e un anziano.
Cosa cerca la Gloriababbi?
Cerca il bello. Non siamo una compagnia di sperimentatori, non cerchiamo la diversità
E cos'è il bello?
La comunicazione più diretta possibile, uno scambio di sentimenti pulito, trovare le parole per raccontare qualcosa da condividere con gli altri. In questo periodo stiamo scrivendo l'adattamento cinematografico di Gabriele e abbiamo cercato di rispondere alla domanda che si fanno gli inglesi prima di mettere in scena un'opera: what is the play about? Di cosa parla Gabriele? Per il momento ho capito che parla di paura, la paura di credere che sia possibile realizzare qualcosa che desideri fortemente. La paura di volere ci perseguita.
E se dovessi dare un consiglio ad un drammaturgo esordiente?
Gli direi di montare, rismontare, ordinare, ricreare i testi di Dostoevskij specialmente I fratelli Karamazov.
 
 
 
 
 
Non si scrive il teatro perché...
VOTA

 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti


mentelocale Non si scrive il teatro perché...

mentelocale
mentelocale
... è già stato scritto. mentelocale 8.5% mentelocale
mentelocale
... si scrivono piuttosto romanzi. mentelocale 12.8% mentelocale
mentelocale
... chi scrive si vende alla televisione. mentelocale 14.9% mentelocale
mentelocale
... nessuno si prende il rischio di produrre spettacoli da testi nuovi. mentelocale 29.8% mentelocale
mentelocale
... alla fine contano solo i nomi-vetrina. mentelocale 12.8% mentelocale
mentelocale
... non esiste un'istituzione che incentivi e promuova i nuovi scrittori. mentelocale 21.3% mentelocale
mentelocale
mentelocale
   
   
 




 

Oggi in home page
  Facebook in Borsa. E Zuckerberg comanda  
  Facebook è davvero democratico?  
  Sanremo nel mirino delle femministe  
  Steve Jobs: odore di santità?  
  Sanremo: Celentano duetta con Grillo?  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Midsummer. Una commedia con canzoni  
Midsummer. Una commedia con canzoni
Genova, Teatro Cargo
venerdì 10 febbraio 2012
11,00 €
 
mentelocale
 
Rumori fuori scena
Genova, Sala Govi
31 gen. - 04 mar.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Romeo e Giulietta
Genova, Teatro Duse
31 gen. - 12 feb.
da 17,00€
mentelocale
mentelocale
Enrico Brignano
Genova, 105 Stadium (ex Vaillant Palace)
09 feb. - 09 feb.
da 46,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License