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La Cooperativa Proges del Consorzio Sociale Agorà e della Fondazione Auxlium (della Charitas) ha aperto, in Vico San Matteo e in Salita del Prione, i negozi che non sprecano ovvero gli Attaccapanni.
I due punti vendita, secondo gli organizzatori, daranno vita ad una nuova attività in cui solidarietà e laboriosità commerciale saranno vicini in intenti e scopi.
La merce venduta dagli Attaccapanni arriva in parte dai cassoni verdi degli staccapanni, i contenitori nei quali molti genovesi decidono di lasciare gli abiti che in casa prendevano polvere senza essere utilizzati. Il resto della merce proviene da stock particolarmente convenienti, da abiti in conto vendita e di oggetti artigianali provenienti da laboratori ed associazioni.
Quello che il progetto Attaccapanni prevede è aprire al lavoro la periferia cittadina: «La percentuale di abiti che viene dagli staccapanni - racconta Enrico Testino, responsabile dell'Ufficio stampa del Consorzio Agorà - viene selezionata con molta perizia e poi affidata ad un laboratorio di Begato, dove viene risistemata prima di essere messa in vendita».
Con un sistema così pensato, si garantisce un lavoro, una buona qualità della merce messa in vendita e un prezzo molto vantaggioso aiuta le due società no-profit in nuove iniziative solidali.
Quello che si ottiene da una simile attività è un incredibile circolo virtuoso solidamente (e solidariamente) appoggiato sui criteri delle quattro erre, ovvero Riciclo-Risparmio-Riutilizzo-Recupero: la città aiuta con i laboratori artigianali e con i gli abiti inutilizzati, così facendo garantisce un lavoro ad una parte dei suoi cittadini avendone in cambio ottima merce ad ottimi prezzi.
«I due negozi sono differenziati per tipologia di abiti. Infatti - aggiunge Testino - mentre il negozio di Salita del Prione ha merce "da grandi", quello di vico San Matteo (abbellito da una splendida giraffa), è dedicato ai più piccoli che, come i genitori sanno bene, hanno un bisogno continuo di vestiti che non sempre hanno costi accessibili».
In pratica questi negozi, oltre a rappresentare un'importante risorsa sociale, culturale e solidale, saranno, per la città, anche una nuova e originale proposta. Pensate, i genovesi che vi entreranno per curiosare e, soprattutto, per acquistare, potranno avere beni facendo del bene, e questo è davvero un bel modo di intendere un'attività commerciale solidale.
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