Metti una sera a Venezia. Niente gondole o romanticismi, ma solo (si fa per dire) arte. Con la A maiuscola, quella selezionate da Francesco Bonami per la cinquantesima Esposizione Internazionale d'Arte. O come dicevan tutti, la Biennale. Mancano ormai pochi giorni all'inaugurazione: il grande giorno sarà sabato 14 giugno (l'apertura al pubblico è prevista per l'indomani, fino al 2 novembre). Ma già prima ci sarà qualche appuntamento che conta. Uno, in particolare, per la nostra città che si metterà in vetrina: giovedì 12 Germano Celant, supervisor artistico per Genova 2004, e il sindaco Giuseppe Pericu, incontreranno la stampa e gli addetti ai lavori del campo dell'arte per illustrare il programma e le iniziative della prossima Capitale Europea della Cultura. La vetrina è di quelle che contano, non c'è che dire, la ribalta adatta per catturare gli sguardi e le attenzioni in vista del rush finale verso la fatidica data. L'appuntamento è alle ore 19 a Palazzo Malipiero, in Campo San Samuele.
Ma Genova sarà protagonista anche durante i giorni dell'esposizione, con la presenza di Luca Vitone nell'ambito della Stazione Utopia. E ci sarà anche il Gruppo A12, che ha allestito uno spazio-installazione all'interno dei Giardini denominato La Zona, dove saranno ospitate le opere di cinque giovani artisti italiani. En passant, viene da chiedersi quale spazio avranno questi stessi artisti all'interno del 2004 genovese. Ma questo è un altro discorso. Anche perché parlavamo di una sera a Venezia, ed effettivamente c'è tempo per vedere qualcosa di più. Non tutto, sicuramente, ma per chi ha voglia di girare, le possibilità non mancano di certo. Bonami ha inteso creare una sorta di arcipelago dove i vari progetti saranno come isole, ognuna con la sua identità e le sue caratteristiche precise. Questa soluzione vuole mettere in risalto le diversità che attraversano la scena artistica contemporanea.
Per questo il tema conduttore è Sogni e Conflitto - La dittatura dello spettatore. Ma forse sarebbe meglio parlare di libertà dello spettatore: la libertà assoluta di intraprendere la visita alla Biennale senza sottostare a nessun percorso predefinito. Il visitatore intesserà la sua rete, il suo viaggio all'interno di una mappa priva di segnaletica direzionale e troverà da sé il suo itinerario. Questo percorso potrà portarlo a scoprire Ritardi e Rivoluzioni (sempre ai Giardini della Biennale), le Rappresentazioni arabe contemporanee e il Quotidiano Alterato, i Sistemi individuali e la Struttura della crisi. Magari l'ignaro spettatore entrerà in contatto con i Clandestini o dovrà badare agli Smottamenti. O piuttosto approderà alla Stazione Utopia (tutte queste "isole" sono all'Arsenale). Al Museo Correr, poi, ritroverà la pittura Da Rauschenberg a Murakami, 1964-2003.
E non se ne renderà conto, ma sarà egli stesso parte di un'opera, The Cord, un intervento d'arte e architettura contemporanea realizzato da Archea associati e c+s associati che unisce le diverse parti della mostra e non solo. Se invece passerà rasente ai Giardini, ecco che il visitatore troverà la città trasformata da installazioni e interventi artistici volti a rivedere alcuni spazi abbandonati o segreti: si tratta del progetto Vivere Venezia2 - Recycling the Future. Infine, se dovesse trovarsi alla deriva ai confini della laguna, troverà ad accoglierlo una Riserva Artificiale dove i ragazzi dell'Accademia di Belle Arti cercheranno di creare un luogo di incontri ricostruendo e narrando delle storie.
E se si trovasse a corto di idee, la Biennale gliene fornisce ben 99: novantanove incontri all'Arsenale da Carlos Basualdo il 12 giugno a Paolo Legrenzi il 2 novembre, attraverso Marco Paolini, Mauro Covacich, Francesca Mazzucato, Michele Serra, Massimo Coppola, Tiziano Scarpa e tanti altri, non necessariamente artisti (vedi il ), ma veri e propri "guru" del contemporaneo, perché la Biennale vuole essere una fucina vera di idee e non solo del fare artistico.
Per una visita virtuale, ecco alcuni siti interessanti: