Josef è a Genova, ospite di un amico che gli ha promesso di portarlo al derby. Prende il via da Marassi l'avventura dell'ex agente segreto free lance libanese sulle pagine di mentelocale.it. Per saperne di più leggi Alex e Josef, avventura.it.
Finalmente una vacanza! Sono in Italia, più precisamente a Genova, dove Carlo, un vecchio amico conosciuto tra i monti del Caucaso, mi ha invitato ad assistere al derby della Lanterna, una partita che lui definisce "emozionante come un'incursione in elicottero".
A me il calcio piace, anche se da noi, a Beirut, lo si pratica poco in quanto non è semplice trovare spazi di 120 metri per 70 privi di crateri: i mortai non saranno precisi, ma fanno proprio dei bei buchi. E poi non riesco a immaginare un quadrangolare tra drusi, maroniti, sunniti e sciiti senza che ci siano una ventina di morti; i feriti da noi sono sempre imprecisati, non fanno nemmeno statistica.
Ma non perdiamoci in discorsi inutili e torniamo "alla madre di tutte le partite", per usare una definizione tanto idiota quanto di gran moda, la partita che questa sera mi vedrà spettatore da una poltroncina di tribuna. In questi giorni facendo il turista in questa affascinante citta dai colori e dagli odori mediorientali, ho ascoltato i discorsi della gente che popola le piazzette dei caruggi, che affolla i caffè del centro, che consuma il gelato nell'incantevole Boccadasse. Della guerra passata nessuno parla più, e di quella in divenire nessuno parla ancora, l'unico argomento che interessa i genovesi, è il derby. I sostenitori della Sampdoria dall'alto del loro primato in classifica sono certi della vittoria, quelli del Genoa, unicamente supportati da una fede incrollabile, anche questa dal sapore levantino, manifestano la medesima convinzione, ma se scavi in profondità ti accorgi che tutti, indistintamente, temono la famigerata torta che tra l'altro, coincidendo il derby con la vigilia di Pasqua, rischia di oscurare colombe e uova di cioccolato, tradizionali leader di giornata.
Dato che la parola "torta" non viene citata per descrivere un delizioso dolce, bensì un risultato deciso in anticipo, chiedo spiegazioni a Carlo sui motivi che inducono gran parte dei genovesi a convincersi del pareggio annunciato, al punto che alcuni di loro sostengono di averlo saputo dal cugino dell'allenatore, altri citano come fonte più che attendibile la presunta fidanzata del portiere. Carlo cerca di spiegarmene i motivi "storici", ma nonostante i suoi generosi ed anche un pò logorroici tentativi infarciti di date, risultati e statistiche degli ultimi 52 derby disputati, l'unica cosa di cui mi convinco è che solo un esercito di malati di mente potrebbe ammassarsi dentro un'arena urlando come ossessi e palpitando come una brigata sovietica nel deserto afgano per assistere a uno spettacolo di cui già si conosce il finale. Insomma, a confronto di tale follia, il nostro spararsi ad ogni angolo di strada da più di venti anni assume contorni di normalità. E meno male che quì tutti garantiscono che, stasera, non dovrei assistere a quelle scene che ogni tanto vedo scorrere sullo schermo del televisore da 32 pollici con antenna satellitare installato nel mio locale. Ci sono delle volte, quando il ristorante è pieno e il rumore è assordante, che non riesco a capire se nella vecchia e civile Europa è scoppiata una guerra, e in tal caso ci potrebbe essere da lavorare, o se più semplicemente un arbitro non è stato considerato all'altezza della situazione. Un pò come succede giù da noi quando qualche illuminato alla guida del mondo, decide che è giunta l'ora che noi si smetta di litigare e per aiutarci a risolvere le nostre diatribe secolari e culturali, ci offre, senza che noi si possa rifiutare, la propria imparzialità in formato di piombo in cambio di oro nero in soluzione liquida. Beh, capita sempre che tra la mia gente qualche sciagurato pensi che questi interventi siano interessati e i problemi, invece di risolversi, si complicano.
L'inizio della gara si avvicina, e la mia curiosità cresce, voglio proprio vedere come andrà a finire: avranno ragione i doriani o i genoani nelle rispettive speranze di vittoria, oppure avranno ragione entrambi nelle loro convinzioni di pareggio? Ancora poche ore e poi lo sapremo, da parte mia la speranza di assistere ad una partita vera, leale, ma combattuta aspramente. Anche perché la torta migliore è quella alla cannella che mi prepara Agira, una delle mie splendide quattro mogli, che a pensarci bene non vedo l'ora di poter riabbracciare.
Josef
(
di Andrea Comparini)
La prima avventura di Alex. Non perdetela!