«Ha trovato lavoro all'estero. Lo seguo?»

Una donna scrive alla Posta del Cuore. Rinunciare al proprio lavoro e seguire il compagno in un altro paese? Oppure vedersi solo nei weekend? 

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Martedi 12 aprile 2016

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Salve Antonella,
sono una ragazza di 29 anni, convivo da quattro anni, senza figli, perché la situazione lavorativa di entrambi è ancora troppo fluida per mettere su famiglia. Questa primavera una buona notizia che ha però scombinato i nostri piani per il futuro: il mio compagno ha ricevuto un'ottima proposta di lavoro che però comporterebbe il suo trasferimento all'estero. Sono tre settimane che ne stiamo parlando ma non riusciamo a trovare una soluzione. Fare i pendolari per vedersi un giorno e mezzo a settimana? Il mio compagno insiste col ritornello «se mi vuoi bene ti devi trasferire con me», e non vuole prendere in considerazione altre ipotesi. Dovrei lasciare il mio lavoro, ma potrei anche io dire «se mi vuoi bene non ti devi trasferire». Lo so che alla fine sarò io a cedere per una questione meramente economica, la sua retribuzione sarebbe piuttosto alta e potrei smettere di lavorare. Ma non è quello che voglio, ho studiato e faticato tanto per fare ciò che mi piace, per crearmi una rete di contatti e conoscenze utili per il lavoro, e per riuscire ad essere indipendente. Ma neanche voglio una relazione part-time, e vedere l'uomo che amo per quattro giorni al mese. Il mio compagno dice che non voglio crescere, che è ora di dare una svolta al nostro rapporto, col matrimonio e col trasferimento. Facile parlare se non devi rinunciare a nulla, e parenti e amici rincarano la dose, sono tutti d'accordo con lui. Mi sento persa e confusa: che faresti al mio posto?

Terry

Cara Terry,
non cederei. Non mi ci vedrei ingabbiata. Di sicuro cercherei di scovare tutte le possibilità all'estero anche per me, ma voglio credere che tu lo abbia già fatto.
Al posto tuo mi regolerei così: gli direi di partire per primo e vedere come si trova, imparerei la lingua, se non la so e prenderei tempo. Gli chiederei anche di cercare lavoro per me. Perché l'indipendenza economica è troppo importante, il lavoro non è solo di soddisfazione personale.

Scrivo queste cose perché hai già ammesso che finirai per cedere. Prima di arrenderti, tuttavia, aspetta un po'. Sperimentare una relativa solitudine dopo quattro anni di convivenza potrebbe riservare delle sorprese.

Ti suggerisco anche di mantenere il dialogo e mantenerlo su un piano di maturità ché, mi spiace sottolinearlo, non sei una ragazza, sei una donna. Converrebbe anche che tu ti prendessi un po' di ferie da trascorrere con il tuo compagno nei primi giorni del trasferimento. Anche per vedere come potresti trovarti se capitolassi.
Auguri,

Antonella

Antonella Viale

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