Com'è bello viaggiare, imparando a rispettare l'ambiente

"Viaggi naturali": dal Giglio a Bergeggi, da Milano a Berlino. Un libro di Andrea Ferraretto, nato da suggestioni e emozioni che solo la bellezza sa regalare

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Mercoledi 10 febbraio 2016

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«Consiglio di vivere il viaggio come un’esperienza, di compiere vere e proprie immersioni, cercando il contatto con la realtà locale, con la sua storia e la sua memoria»: Andrea Ferraretto, economista ambientale, crede veramente che una buona attitudine nei confronti dell’ambiente possa salvarci tutti. Nei suoi post sui social network vigila sempre sulle scorrettezze quotidiane, che nel nostro Paese sono all'ordine del giorno. Vive a Roma, dove se ne son viste di tutti i colori negli ultimi tempi. Una città meravigliosa, ma affranta dalle malversazioni, dove la qualità della vita non è certo tra le migliori d'Europa. "La Grande Bellezza", il film di Paolo Sorrentino, è la metafora di una metropoli straordinaria, ma decadente che non sa come gestire le ricchezze che possiede. E spesso i post di Andrea su facebook puntano il dito sulle cose che alcuni romani combinano, non rendendosi conto in che ambiente d'eccezione sono immersi.

Ferraretto ha molte cose da raccontare e un punto di vista deciso, così ha raccolto i suoi testi in Viaggi naturali (Depackagingedition), un libro che racconta le sue esperienze di grande viaggiatore nei parchi naturali, in montagna, al mare, e in città come Milano, Lubiana, Berlino e Roma. Tutti luoghi che fanno sognare e da visitare una volta nella vita: il Lago di Burano, la Laguna di Orbetello, il Gran Paradiso, la Maiella, la cascata di Stanghe, Torre Guaceto, Sauris nelle Alpi Carniche, la costa di Maratea in Basilicata, Monte Castello di Vibio, la Lecce barocca e il Salento. E poi Umbia, Marche e Istria. Sono viaggi dove le emozioni e i ricordi giocano un ruolo importante, dove il colore di un tramonto diventa il modo per ritrovare e rivivere quell’emozione. La passione per osservare il Mondo, conoscerlo e cambiarlo è una cosa che hai dentro, innata, che ti ritrovi e diventa il tuo modo di affrontare la vita.

Lui va dove c’è qualcosa da salvaguardare, e ne scrive. E non è mica uno che predica bene e razzola male, anzi ogni tanto il suo atteggiamento vigile e attento può sembrare esagerato. In questo credo di assomigliargli. Tutti ci stiamo rendendo conto che così avanti non si può più andare, la qualità dell'aria delle nostre città è lì a dimostrarcelo. Allora sì che ci vuole gente come lui, che ci suggerisca le strade da percorrere.

Conosco bene Andrea, perché l'ho incontrato diverse volte in giro per l'Italia, in luoghi imperdibili del territorio, alla Cinque Terre, a Cerreto Alpi nell'Appenino-Tosco Emiliano, sul Delta del Po, dove siamo stati invitati per diversi educational. Un'altra cosa che mi piace di lui è la sua attenzione per tutto ciò che attiene al mondo delle donne, un paladino delle pari opportunità e lo si vede da come scrive, parla e si comporta.

Suo padre era di Rapallo. Ha respirato aria di Liguria in casa, conosce e e ama le tradizioni di questa terra che non ha eguali. Il Parco nazionale delle Cinque Terre, dove l'ho conosciuto, è diventato per lui il luogo privilegiato dove entrare in contatto con la sua liguritudine. Nei piccoli paesi di mare e nell’entroterra si riesce a trovare una dimensione più umana, che a Roma non esiste più da decenni.

In occasione dell'uscita del libro ne ho approfittato per fare con lui una chiacchierata sull'ambiente, la bellezza del paesaggio e sulla necessità urgente di salvaguardarlo. Cosa significa per te viaggiare?

Viaggiare significa conoscere, condividere, partecipare. I viaggi servono anche a entrare in sintonia con i luoghi e con chi ci vive, con le tradizioni, la memoria, la lingua, la gastronomia e l’agricoltura. Aiutano a sentirsi in contatto intimo con le identità locali, con il sapore delle ricette stagionali. Viaggi Naturali percorre paesaggi rurali e ne racconta la storia, fatta del lavoro e della fatica di contadini e vignaioli eroici che continuano, nonostante tutto, a voler bene alla Terra.

Da Bergeggi a Procida, le isole che fascino hanno secondo te?

Le isole, come Procida, Giglio, o anche Bergeggi sono luoghi speciali, dove non appena si sale sul traghetto si ha la sensazione di allontanarsi, di raggiungere una meta dove il tempo scorre con altri ritmi, dove il paesaggio è fatto di mare e orizzonti. È questo il fascino particolare delle isole dove si perde il senso del tempo e dello spazio, immergendosi in una realtà differente, più piccola. Un isolamento, relativo, perché la distanza è quella di un’ora di traghetto ma dove la separazione dalla terraferma è in grado di regalare l’emozione di gustare il senso del limite.

Nel libro parli di Roma, però sono curiosa di sapere cosa ne pensi di Milano, come trovi si stia sviluppando negli ultimi tempi?

Milano è una città di grande fascino: è possibile osservare l’evoluzione di un’area urbana, dove la storia si combina con la contemporaneità, in un processo di cambiamento che la fa diventare una realtà europea. Mi sono trovato spesso a camminare per Milano, attraversando i quartieri e cogliendo il cambiamento: qui sono evidenti alcuni progetti di rigenerazione urbana e, al tempo stesso, di innovazione sociale. Milano è una città dove la bicicletta sta assumendo il valore di un mezzo di trasporto. Dovendo consigliare un luogo, mi viene in mente il quartiere Isola e la zona di Porta Nuova, con i grattacieli ma, al tempo stesso, l’attenzione per un approccio urbanistico che abbia attenzione per l’ambiente. Mi viene in mente anche un locale, dove, da qualche tempo, si incontra la comunità dei ciclisti urbani: Upcycle è uno spazio di incontro, un bike cafè, come se ne trovano nelle città internazionali, dove la bicicletta significa molto di più, uno stile di vita, un’idea di vivere la città in modo differente.

In quale, tra tutte le zone che hai visitato in Italia, hai trovato una buona gestione del territorio?

L’Alto Adige: qui si percepisce l’idea di un sistema territoriale dove le istituzioni preposte sono coordinate e orientate alla gestione delle risorse e della comunità. I trasporti, la cura per il paesaggio e i servizi danno l’idea di una strategia che mette in connessione. Per loro, turismo, agricoltura e trasporti fanno parte di un sistema complesso che si relaziona con gli operatori economici e con il visitatore. Non sempre esiste una logica condivisa nei parchi di altre regioni che spesso sono isole a sé.

Quali atteggiamenti dovrebbero cambiare per creare un futuro sostenibile per il nostro paese?

Dobbiamo cambiare punto di vista: non ragionare più solo per emergenze, da risolvere con provvedimenti spot. Diventare un paese maturo, capace di adottare strategie di medio e lungo periodo. L’emergenza, spesso, sottintende un’assenza di programmazione: a emergenza si risponde con emergenza senza considerare l’evoluzione dei sistemi ambientali e deresponsabilizzando i cittadini. La cultura del rispetto per il bene comune deve fare ancora molti passi avanti in Italia. Tutti devono sentirsi parte di una comunità, e impegnarsi a curare ciò che appartiene alla collettività. Se si guarda alla Germania, i cittadini non aggirano o ignorano le regole, facendo i furbetti. Le regole servono per costruire il futuro di una comunità. Ho voluto che il mio libro si concludesse con un dialogo tra Francesco Izzo e Andreas Kipar: mi piacerebbe che chi lo legge partisse per dei Viaggi Naturali, immaginando uno scarto culturale che ci porti nel futuro.

A Lubiana, in Slovenia, hai trovato un maggiore interesse per l'ambiente.

L’ho visitata più volte, tra il 2013 e il 2015. Quest’anno, per tutto il 2016, Lubiana sarà la Green Capital dell’Unione Europea, un motivo in più per visitarla e constatare cosa significhi innovare le politiche ambientali di un’area urbana e creare consapevolezza e dialogo tra i cittadini e le istituzioni.

Hai anche incontrato dei lupi, qual è modo migliore per avvistarli e per salvaguardarli?

Il lupo è uno degli animali simbolo per l’impegno nella tutela della biodiversità: pochi decenni fa era pressoché estinto, espulso dalle nostre montagne e dei nostri boschi. La dedizione di ricercatori, guardaparco e appassionati ha permesso che i pochi lupi superstiti potessero ricominciare a trovare habitat adatti alla loro sopravvivenza. L’istituzione di aree naturali protette ha creato le condizioni adatte al mantenimento di questa specie. L’idea stessa che ci sia il lupo può rendere più affascinante una vacanza in un parco: se ne inizia ad apprezzare la presenza cogliendone i segni, ma l’avvistamento è una cosa più complicata, che richiede tempo e competenza, soprattutto per non creare disturbo agli animali. Salvaguardare il lupo è molto importante, perché tutelando un carnivoro all’apice della catena alimentare si protegge l’intero sistema naturale che ne costituisce l’habitat e si favorisce il riequilibrio naturale tra le differenti specie presenti.

Quali i paesi più virtuosi sul problema ambiente?

Sono soprattutto i paesi dove il tema dell’ambiente è visto come una strategia nazionale, dove la lotta ai cambiamenti climatici, e un’inversione di rotta rispetto al consumo delle risorse naturali, ha avuto un riconoscimento in termini di priorità. Paesi che hanno scelto di investire nel cambiamento del paradigma di sviluppo, e di ridurre l'uso delle fonti energetiche fossili, che hanno insistito su un uso razionale delle risorse, cogliendo la sfida della circular economy dove consumo non equivale a distruzione bensì a riutilizzo e rigenerazione.

Cosa consiglieresti ad un viaggiatore che ama la natura?

Consiglio di vivere il viaggio come un’esperienza, di compiere vere e proprie immersioni, cercando il contatto con la realtà locale, con la sua storia e la sua memoria. Non un viaggio da cartolina, quanto piuttosto un’esperienza fatta di racconti e di sensazioni. Viaggi Naturali vuol essere proprio questo: un percorso fantasioso, che si muove lungo l’Italia, cogliendo il fascino di località piccolissime e di città dove, con uno sguardo differente, trovare un aspetto capace di toccare quella sensibilità che solo la natura può regalare.

Come sono d'accordo con Andrea, la stessa passione mi sta portando da mesi a scovare posti straordinari, che quasi tutti noi italiani abbiamo dietro l'angolo di casa. E di cui spesso non ci accorgiamo. I luoghi di cui spesso parlo nello spunto del mercoledì. Per me sono diventati una droga, non ne posso più fare a meno. La bellezza ci salverà, ma va salvaguardata con attenzione e amore.


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Lunigiana: Andrea al centro con Luca Natale (Parco Cinque Terre) e Silvia Baglioni (Parco Appennino Tosco Emiliano).

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Viaggi naturali. Luoghi, racconti, meraviglia

Una geografia fantasiosa e ispirata, fatta di paesaggi, parchi e città. Osservare il paesaggio attraverso il finestrino di un treno può diventare l’occasione per riconoscere i tratti unici che rendono il nostro paese un luogo straordinariamente affascinante, cogliendo la sagoma della Torre di Burano, la luce sul mare delle Cinque Terre, le dolci colline delle Marche oppure il profilo delle Alpi Apuane. Questo libro offre l’opportunità di apprezzare la particolarità dei luoghi, e di rimanere sedotti dalle relazioni ideali tra una palude costiera, un bosco e una città. Si tratta di un “diario di viaggio” un po’ insolito: Andrea Ferraretto tratteggia luoghi ed emozioni; Massimo Paradiso parallelamente, immaginando quei luoghi, “appunta” un racconto con venature di tenerezza e di suspense. Schizzi e illustrazioni accompagnano il lettore nel dare forma all’immaginazione e percorrere insieme questo viaggio. Testi di Andrea Ferraretto. Prefazione di Fulco Pratesi. Con un racconto parallelo di Massimo Paradiso e un dialogo tra Francesco Izzo e Andreas KiparPer comprare il libro: Parks.it, andreaferraretto.blogspot.it

Andrea Ferrareto si è laureato in Economia e commercio alla Sapienza nel secolo scorso. Consulente WWF Italia fino al 1996, dal 1996 al 2008 consulente del Ministero dell’Ambiente, poi per la Provincia di Roma, negli ultimi anni per Roma Capitale. Nel frattempo docente a contratto all’Università di Camerino e di Siena, fino al 2010. Dice di sé “Mi occupo di ambiente, di come gestire le risorse naturali, scarse ed esauribili: una sfida complessa, perché richiede pazienza e fermezza d'animo. Dovrei definirmi un ottimista molto ben informato, perché ho avuto modo di vedere cose e conoscere gente. Vorrei cambiare tante cose, ricominciando da cose normali, come le regole e le scelte di come viene amministrato il bene comune: spesso mi trovo ad affrontare muri di gomma, indifferenze e distrazioni. Collaboro con La Stampa dove racconto di luoghi ed esperienze legate alla natura e al paesaggio, non trascurando gli ambienti urbani, dove scoprire angoli capaci di dare emozioni.

Laura Guglielmi

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